La UAU Communication - Tipologie di Marketing Non Convenzionale di Danilo Arlenghi

Mar 29th, 2021 | Di Redazione | Categoria: Breaking News, Comunicazione, Marketing


Marketing vuol dire: conoscere il mercato, farsi conoscere dal mercato, vendere e comunicare. Il marketing è adattamento all’ambiente, alla domanda, anche alla concorrenza e soprattutto al cliente
Il marketing cambia, così come cambiano le regole dei mercati e ha subìto molte modifiche sostanziali tra cui il passaggio dalla filosofia di voler sconfiggere il concorrente a quella di voler conquistare il cliente.

Ecco allora che il cliente, e non più il competitor, diventa il riferimento di tutte le politiche aziendali. Oggi più che mai conta la capacità di conquistare e fidelizzare i clienti. Perché, statistiche alla mano, mantenere i contatti con un cliente fedele costa di meno e allo stesso tempo rende di più sul lungo periodo.

Philip Kotler padre e guru mondiale del marketing distingue, nella storia economica recente, quattro cambiamenti ovvero strategie di approccio al mercato da parte dell’impresa:

- Orientamento alla produzione: dalla Rivoluzione industriale fino alla metà del Novecento, il mercato è caratterizzato da una predominanza della domanda sull’offerta dovuta al fatto che il cliente ha bisogno praticamente di tutto.
- Orientamento al prodotto: intorno agli anni trenta del Novecento l’impresa si concentra sulla tecnologia e caratteristiche del prodotto, piuttosto che sul consumatore.
- Orientamento alle vendite: a partire dagli anni cinquanta e sessanta del Novecento sino aagli anni ‘80 si cerca di vendere ciò che si produce. È una prospettiva di tipo inside-out, praticata soprattutto nel breve termine, e con prodotti/servizi a bassa visibilità
- Orientamento al cliente: dagli anni 90 in auge ancoa oggi, consiste nella comprensione dei bisogni del cliente, per produrre i beni e quindi soddisfarli. È una prospettiva di tipo outside-in, o anche pull (capire il mercato) anziché push (spingere sul mercato)

Vendere oggi richiede nuove competenze rispetto a qualche decennio fa, tutta colpa/merito dell’introduzione trasversale delle tecnologie e della diffusione dei nuovi media. Ed è proprio il marketing non-convenzionale agli albori degli anni ‘90 che si rivolge alla clientela (acquirenti – consumatori – utilizzatori si prodotti o servizi) e sfrutta soprattutto nuovi media e social network ma allo stesso tempo conta anche sul crescente utilizzo di soluzioni hardware e software user-friendly relativamente economiche.

Con marketing non convenzionale intendiamo un insieme di strategie e pratichedi marketing che, per far fronte alla perdita di potere di persuasione da parte del marketing tradizionale, fa uso di tecniche di comunicazione “innovative” per presentare i prodotti al pubblico in modo “alternativo” e coinvolgerlo in maniera efficace

Infatti da una recente indagine Forrester ( la più accreditata società americana di ricerche e sondaggi) è emerso che il consumatore/acquirente delle grandi città italiane è letteralmente ‘bombardato’ da 5432 messaggi promo-pubblicitari al giorno dai mass media classici: tv - radio- giornali - affissionistica outdoor.
E si considerano anche tutti i new-media il numero dei messaggi giornalieri si eleva a circa 9.650

Di conseguenza il cervello di ognuno di noi è andato in tilt ed ha fatto crack, diventando completamente refrattario ad ogni genere di richiamo o consiglio per la spesa tradizionale

E’ dunque ovvio che si debbano aprire nuove strade da percorrere per attrarre, creare attenzione e consenso da parte degli interlocutori finali delle aziende del largo consumo B2C e spesso anche B2B

Le vie della comunicazione e del marketing, come quelle del Signore, sono infinite ( creatività docet) e giorno dopo giorno si assiste al proliferare esponenziale di altrettante declinazioni e modelli ( paradigmi) di marketing/comunicazione aziendale

Tanto per avere una idea ad oggi sono più di 300 le tipologie “senior”, “junior” o ” new entry” nella grande sfera del marketing e della comunicazione aziendale: dall’Account-based marketing al Agile marketing, dall’Affiliate marketing all’ Affinity marketing, dall’ Ambient communication all’ Ambush/Sabotage marketing, dalla Black communication alla Buzz communication, dal Cloud marketing al Content marketing, dal Chrono al Contextual marketing, dalla Emotional communication all’ Experiental marketing , dalla Green communication al Guerrilla marketing, dall’Inbound marketing al Neuro marketing, dalla One-to-each communication al Social Media marketing, dall’Unconventional communication allo User generated marketing e via di questo passo velocissimo.

‘I mille e un marketing’ si potrebbe affermare …. ma
‘Il naufragar m’e’ dolce in questo mar…keting’

per me addetto ai lavori e presidente della più grande ed autorevole associazione italiana del comparto Mar-Com: il Club del Marketing e della Comunicazione

Il marketing non convenzionale non è da meno ed essendo sempre in evoluzione genera tecniche e tattiche sempre più particolari, dettagliate e innovative che danno luogo ad altrettante tipologie di unconventional marketing.

Per riuscire a coinvolgere socialmente i consumatori, il marketing ha bisogno di comprendere meglio i linguaggi del suo pubblico e sviluppare i nuovi messaggi promozionali attraverso le abitudini espressive della società contemporanea.

Per realizzare una pubblicità efficace e funzionale bisogna riuscire ad essere originali, fantasiosi e fuori dagli schemi. dimostrare la qualità e unicità effettiva del prodotto e rendere l’advertising una forma di intrattenimento piacevole, compatibile con i valori del target che si vuole raggiungere, introdursi attivamente nei rapporti sociali delle persone, intraprendendo relazioni stabili e durature basate sulla fiducia reciproca utilizzando efficienti approcci relazionali, tailor-made e glocal che si basano sullo studio “dal basso” della psicologia del target ( partner nella accezione postmoderna), delle leve razionali ed emozionali e dello spazio-ambiente in cui si muove.

Tutto ciò possibile e praticabile in modalità “live” !
Ed ecco che nasce la ‘Live Communication’

E’ naturale che i continui cambiamenti della società, dei consumatori, dei comportamenti di acquisto e di consumo, degli stili di vita, dei bisogni, desideri, aspettative e conseguentemente dei punti vendita, impongono alle aziende uno shift contestuale e funzionale delle tecniche di comunicazione, di marketing e promozionali in field indoor o outdoor e on the road, oggi giorno sempre più sempre più “green” ovvero socio-compatibili ed eco-sostenibili, a rispetto dell’ambiente e degli individui, in primis, dei clienti e dei loro pubblici interni o esterni.

In pratica meno CO2 anche nella comunicazione, nel marketing e nelle promozioni, tinte di “verde”, che si delineano con più informazione, trasparenza e controlli al fine di una brand reputation integra e onesta ed una innovativa corporate social responsibility.

E perciò in questi anni di profonde e sostanziali evoluzioni di queste stesse discipline, non smettono di aprirsi nuovi percorsi. Logico quindi che fra tante e nuove rotte si intraprendano quelle di una comunicazione, un marketing e promozioni diverse, moderne, avanzate e spesso definite non convenzionali.

Il nuovo imperativo categorico è l’interazione: brand e consumatore a contatto diretto, dal vivo, non solo per conoscersi meglio a vicenda, ma soprattutto per attivare relazioni biunivoche e proattive, creare affinità e consenso e generare passaparola.

E così in tempi in cui si parla di “lifetime value dei clienti”, di “creazione del valore”, di personalizzazione e di spettacolarizzazione, assintendo al passaggio epocale dall’Advertising all’Advertainment e del lento e graduale cambiamento dalla analisi del customer behaviour alla comprensione della customer mind, dalla < customer experience > alla < human experience > ,< da monologo a dialogo>, < dalla generalizzazione alla personalizzazione>, < dalla conversazione alla collaborazione tra impresa e cliente/consumatore >, < dalla azione alla interazione>, molti marketer preferiscono starsene comodamente seduti sulla loro poltrona o “perdere tempo” nelle confortevoli sale riunioni dei piani alti a guardare tutti (clienti soprattutto) dall’alto.

Senza scendere in strada. Per magari mettersi a fianco del cliente, ascoltarlo, rimettersi in discussione, cambiare. Per assecondare le aspettative ed i bisogni palesi e latenti dei nuovi ‘clienti’ che si delineano sulla scena. Per assecondare la società che muta nelle forme e nei contenuti: giovani informatizzati, anziani che stanno contribuendo alla crescita di un nuovo mercato, insediamenti di comunità etniche multirazziali, flussi migratori che generano nuove classi sociali, nuovi paradigmi esistenziali che danno vita a maggior disponibilità di tempo libero.

Per attrarre target ormai impermeabili ai classici messaggi pubblicitari , refrattari ai più comuni mezzi e forme di comunicazione e non più segmentabili con i consueti criteri socio-demografici. Per rispondere ad una serie di fenomeni che stanno modificando il nostro modo di relazionarci con il mercato.

Diceva infatti Confucio: “Dimmi e dimenticherò”, “ Mostrami e forse ricorderò” , “Coinvolgimi e comprenderò”.

Vale la pena puntualizzare che le campagne di marketing non convenzionale sono efficaci soltanto se rendono la comunicazione pubblicitaria una forma di intrattenimento autentico, la cui fruizione è piacevole, libera, spontanea, non invasiva, forzata ed impositiva e propongono un messaggio coerente con i bisogni, i desideri. le aspettative e i valori del target che si vuole raggiungere.

Il marketing non convenzionale utilizza strumenti promozionali diversi, tutti accomunati dal principio della viralità e dello sfruttamento del passaparola tra amici, colleghi o altri clienti. Fra le principali tipologie vi sono il marketing virale, il buzz marketing, il guerrilla marketing, l’ambient marketing, lo street marketing, l’ambush marketing, il tribal marketing, il product placement, e le loro sotto categorie come il floor advertising, il tramvertisng, il busvertising, il buststopvertising, il truckvertising. Il taxivertising, il bodyvertising comprensivo di headvertisng, assvertising e titvertising, il bagvertising, il bumvertising, il beamvertising, benchverising, crosswalkvertising, elevator vertising, i billboard giganti spesso interattivi, la guerrilla street art, i murales,
naturalmente il Neuromarketing e
il visual marketing che è la disciplina che studia il rapporto che intercorre fra oggetto, contesto in cui viene inserito ed immagine. È applicato principalmente nei settori moda e design, e rappresenta un punto di contatto interdisciplinare tra economia, leggi della percezione visiva e psicologia cognitiva e

la Uau Communication & Marketing lanciata ed ideata dal Club del Marketing e della Comunicazione come new concept, promossa direttamente da me che ne sono il Presidente Nazionale, che è il compendio di tutte le forme di Marketing Non Convenzionale e che utilizza nuovi assets comunicazionali in modo più mirato, relazionale, esperienziale, one-to-one, one-to-each, tailor made, glocal, con investimenti ragionevoli, e in modo socio-compatibile.

Gli approcci alle innovative tecniche di comunicazione e di marketing non convenzionale ribaltano la fenomenologia di relazione azienda-consumatore: non è più quest’ultimo (ora definto personas) che va alla azienda (entrando in negozi o ipermercati o centri commerciali), ma è l’azienda che va dal consumatore. E’ il prodotto che si avvicina al suo fruitore scendendo dal piedistallo che lo ha retto per decenni, uscendo dagli scaffali e dalle vetrine.

E sopratutto scendendo on the road in modalità live

Si diceva che le parole chiave del nuovo marketing e della nuova comunicazione aziendale sono : advertisement, engagement, interaction, intrattenimento autentico e spontaneo per una pubblicità che diverte, un marketing che fa spettacolo ed una comunicazione che meraviglia.
Stupire gli interlocutori dobe essi vivono e consumano con iniziative che fanno dire loro UAU (traduzione giovanile italiana di WOW)

Ecco allora che la UAU Communication è:
la ‘ultimate’ comunicazione ( la piu’ avanzata) decisamente olistica ed inusuale, alternativa e fuori dagli schemi, totalmente creativa, gradevole ed efficace altamente virale e notiziabile. La comunicazione che attrae e non fa scappare (con lo zapping), la comunicazione che diverte e non annoia, che piace e non dispiace

Un marketing ed una comunicazione progressiva, live, diretta, bidirezionale, attraente, stupefacente, divertente, contestuale, coinvolgente, emozionante, interattiva, esperienziale, creativa, virale, immersiva, memorabile, innovativa, alternativa, on the road, cost effective, e soprattutto Green, che, grazie alle tecniche non convenzionali, applica il brand-storming e favorisce l’aumento della brand awareness, della brand reputation e della brand fidelity, costruisce meglio la brand identity.

La differenza rivoluzionaria rispetto al passato è il fatto che i nuovi media da coinvolgere sono community di consumatori ( oggi meglio definiti come partner) evoluti e consapevoli, co-attori e co-produttori dei contenuti stessi, che si raggiungono attraverso la mediazione dei loro influencer e opinion leader con metodi nuovi e strumenti inediti.

Nei prossimi articolo passeremo in rassegna nel dettaglio tutte le varie tipologie e le loro sotto categorie di Marketing Non Convenzionale a partire dal più noto guerrilla marketing fino ad arrivare alla tecniche limitrife ed alle differenziate declinazioni , vediamo qui le più consolidate, collaudate e gettonate nell’ambito della Live Uau Communication,
- Ambient mktg: forma di mktg non convenzionale che sfrutta l’ambiente per incontrare il target.
- Ambush mktg: attività non autorizzate di un brand durante un evento mediatico organizzato dal un altro brand.
- Buzz o Viral Marketing: iniziativa volta a geberare il passaparola spontaneo ed immediato, incoraggiando ogni individuo a trasmetter il messaggio del prodotto o del brand ad altri per dar vita ad una catena virale che influenza migliaia e migliaia o addirittura milioni di persone
- Flashmob (dall’inglese flash, lampo, e mob, folla): indica un assembramento improvviso di persone in uno spazio pubblico, che si dissolve nel giro di poco tempo, con la finalità di mettere in pratica un’azione insolita.
- Grassroot marketing: ( marketing di base - marketing alla radice) le campagne di base mirano a conquistare i clienti su base individuale. Una campagna di base di successo non riguarda la diffusione del messaggio di marketing nella speranza che possibili consumatori prestino attenzione, ma piuttosto mette in luce un legame personale tra il consumatore e il marchio e crea un rapporto duraturo con il marchio
- Guerrilla mktg: termine coniato da Jay Conrad Levinson nel 1984, indica una forma di promozione pubblicitaria non convenzionale e a basso costo ottenuta attraverso l’utilizzo di mezzi che fanno leva sull’immaginario e sui meccanismi psicologici.
- Hybrid event: evento che coinvolge sia un pubblico ‘fisico’ sia gli internauti attraverso iniziative ‘reali’ e ‘virtuali’.
Human animations: Animazioni umane. L’obiettivo di tali azioni è quello di creare uno spazio in cui il messaggio del marchio viene comunicato attraverso l’attività umana attraverso hostess, stuards, artisti, animatori, anim-attori
- Lip Dub: ‘Fenomeno partecipativo a carattere virale’ legato a utenti che doppiano la musica di sottofondo unendo recitazione, sincronizzazione, ballo ed espressività.
- Live event e qui si entra nello street marketing
- Product animations: Animazioni del prodotto. Questa forma di operazione consiste nel personalizzare uno spazio ad alto traffico utilizzando le immagini del marchio. L’idea è quella di creare un micro-universo al fine di promuovere un nuovo prodotto o servizio.
- Road shows: Spettacoli ed attrazioni itineranti diurni, serali o notturni particolarmente innovativi in strade, piazze, lungomare, piste da sci, impianti sportivi, universitù e liceii. Questa forma di presentazione mobile si basa sull’utilizzo di mezzi di trasporto inusuali: taxi, bici, carrozze, cavalli, Segway, auto antiche o super sportive, ape Piaggio, minivan, truck attrezzati etcc
- Street marketing: guerrilla declinata nei luoghi di pubblico passaggio.
- Stickering o wild posting: I post selvaggi (noti anche come flyposting o bill posting) sono una particolare tecnica di di guerrilla marketing che utilizza campagne di adesivi statici convenienti durante le quali gli sticker vengono attaccati senza autorizzazione in aree urbane ad alto traffico come portoni di edifici, autoveicoli, marciapiedi, semafori, centri commerciali, lampioni, campus universitari, bacheche di caffè o skate park ecc. Gli articoli usati possono comprendere diverse varietà tra cui poster di carta, poster strappabili, adesivi di plastica caricati staticamente che possono aderire alla maggior parte delle superfici lisce, magneti, adesivi ed etichette in vinile.
- Social event: evento che vive sulle piattaforme social, diffondendosi attraverso sharing e condivisioni di contenuti e immagini.
- Stealth marketing: action marketing non convenzionale velato , tanto da non lasciar intendere che si tratta di una pura azione di marketing preventivamente orchestrata
- Uncovered actions: Azioni scoperte. Queste attività comportano la personalizzazione di alcuni elementi stradali.
- Web event: evento declinato sul web e sviluppato attraverso contenuti, viral, community, blog, lanci, concorsi e iniziative online.

Danilo Arlenghi
Presidente Club del Marketing e della Comunicazione
Editore Marketing Journal
Titolare Party Round Green
daniloarlenghi@partyround.it
mob: +39 393 9402049

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