L’affare-Festival 2020: alla Rai più di 15 milioni di utili tra eventi, sponsor, biglietti e ospiti

Feb 5th, 2020 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B


Ci vorrebbe un Festival di Sanremo al mese per far diventare la Rai un’azienda ricca. I vertici di Viale Mazzini e gli oltre 13 mila dipendenti hanno nella kermesse canora una specie di santuario che fa miracoli.

E anche quest’anno il miracolo di SanRemo, in stile San Gennaro, si è ripetuto. Gli investimenti e i buoni propositi si sono liquefatti in soldoni. L’anno scorso alla fine furono incassati 31 milioni di euro provenienti dalla pubblicità. Quest’anno i dati ufficiali si conosceranno domenica così ha promesso il numero 1 di Rai Pubblicità tuttavia Antonio Marano ha fatto intendere che la soglia del 2019 sarà superata.

Probabilmente diciamo noi anche più dell’ipotizzato 5%. I 31 milioni potrebbero diventare 35. E considerando che organizzare il Festival di Sanremo tutto compreso - costa 16 milioni diciamo che mamma Rai si porterà a casa un utile di oltre il 50% dell’incasso. Una goduria.

Comunque va detto che la macchina organizzativa curata da Marano e in verità va detto spalleggiata in avvio dell’ex direttore di Rai 1, Teresa De Santis - ha fiutato il filone d’oro del Festival e da lì è nata l’idea di fare di Sanremo la Venezia del cinema. Gli eventi catalizzano la massima attenzione di tutti.

Gli sponsor con la lettera maiuscola si avvicinano al Festival perché sono sicuri di avere un ritorno economico all’investimento. Tim è sponsor unico, ma anche Nutella e Suzuky non sono da meno. Il progetto tra palco e città è vincente. È l’evoluzione della gara dell’Ariston: tutta la città abbraccia cantanti e ospiti, in ogni piazza della città.

E gli sponsor godono, così come il cassiere di Viale Mazzini e l’amministrazione del comune, gli albergatori e i commercianti alle prese con un flusso turistico a dir poco eccezionale. Solo le forze dell’ordine sono messe a dura prova per motivi di sicurezza. Qualche problema invece è nato con gli artisti. Non tutti hanno voglia di esibirsi tra una marea di brand.

Il programma di punta della Rai, definito come “il nostro Super Bowl” dal presidente di Rai Pubblicità, è da sempre al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica, non solo per il carattere artistico dell’evento, ma anche per i costi – alti – che richiede la sua organizzazione. Tanto più che fino a pochi anni fa, il Festival era famoso più per i buchi di bilancio che per le canzoni in gara. Tendenza invertita a partire dal 2013, anno in cui la gestione economica è stata radicalmente modificata attuando una spending review che ha portato finalmente degli utili nelle casse della tv pubblica.

Per giudicare la performance artistica dei cantanti e il valore musicale delle singole canzoni in gara a Sanremo 2020 dovremo aspettare i prossimi giorni. Ad oggi però possiamo farci un’idea del dietro le quinte, dei soldi spesi per questa settantesima – storica – edizione, ma anche dei ricavi che, in base alle stime, quest’anno potrebbero raggiungere un livello record.

SANREMO 2020: I CACHET DI CONDUTTORI E OSPITI

Partiamo dalle spese che tradizionalmente suscitano maggiori polemiche: quelle relative ai compensi di conduttori, conduttrici e ospiti.

In questo contesto non ci sono cifre ufficiali, ma una serie di indiscrezioni più o meno confermate. Il conduttore Amadeus dovrebbe guadagnare una cifra compresa tra i 500 e i 600mila euro per le cinque serate (dal 4 all’8 febbraio) di conduzione. Ammonterebbe invece a circa 250mila euro il cachet corrisposto a Fiorello e Tiziano Ferro, mentre Antonella Clerici dovrebbe ricevere circa 50mila euro.

A Rula Jebreal, Sabrina Salerno, Alketa Vejsiu, Francesca Sofia Novello, Diletta Leotta, Laura Chimenti ed Emma D’Aquino andrebbero invece circa 25mila euro. Nessuna conferma invece sul compenso di Mara Venier. Tra le conduttrici il compenso più alto è quello di Georgina Rodriguez: per la famosa fidanzata di Cristiano Ronaldo, che il 5 febbraio dovrebbe essere seduto in platea a guardarla, si parla di un cachet pari a 140mila euro.

Tra i superospiti invece a destare polemica sono i 300mila euro che dovrebbero essere corrisposti a Roberto Benigni per la sua performance di giovedì 6 febbraio.

SANREMO 2020: QUANTO COSTANO I BIGLIETTI

Per godersi le 5 serate di Sanremo 2020 servono 1.290 euro a persona. Poco più metà 672 euro per l’abbonamento in galleria. Il costo di un biglietto singolo è invece di 100 euro in galleria e 180 in platea per le serate da martedì a venerdì e di 320 euro per la galleria e 660 euro per la platea per la finale di sabato 8 febbraio.

SANREMO 2020: COSTI E RICAVI

In totale Sanremo 2020 costerà circa 16/18 milioni di euro, cifra che comprende sia i compensi di conduttori e ospiti che i 5 milioni di convenzione annuale da versare al Comune di Sanremo (cui si aggiungono ulteriori 200mila euro per gli eventi previsti nelle piazze della città).

Potrebbe sembrare una cifra alta, ma prima di giungere a conclusioni errate meglio dare un’occhiata ai ricavi stimati. Per l’edizione 2019 la Rai ha incassato 31 milioni di euro e, secondo le previsioni, quest’anno i ricavi potrebbero essere ancora più alti, tra pubblicità (soprattutto) e biglietti.

Come rivela il Sole 24 Ore, “Solo per dare un ordine di grandezza, sulla tabellare a giudicare dai listini di Rai Pubblicità lo spot più costoso sarà quello di 30 secondi nei break “Sanremo 2” (alle 21.45) che costa 414 mila euro”. Dal punto di vista pubblicitario, a far la parte del leone anche quest’anno sarà Tim, che agirà in qualità di sponsor unico dell’evento. Tra i partner figurano poi marchi del calibro di Nutella e Suzuki.

Facendo un calcolo tra spese e ricavi (presunti dunque), il saldo di Sanremo 2020 dovrebbe essere in attivo per oltre 15 milioni.

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