Largo Consumo Confezionato: previsioni per i prossimi mesi. L’analisi di IRI

Ago 31st, 2020 | Di Redazione | Categoria: Breaking News


Se nel Largo Consumo Confezionato il secondo semestre di quest’anno vedrà vendite in linea con lo stesso periodo del 2019, sarà piuttosto nel primo semestre 2021 che si sconterà il confronto con la prima fase dell’epidemia da Covid-19. Queste le previsioni elaborate da IRI sull’andamento dei mercati del Largo Consumo Confezionato per la seconda parte dell’anno in corso e per il 2021.

In un contesto così inedito risulta difficile pronosticare scenari futuri basati su assunzioni inattaccabili. Il panorama proposto da IRI è costruito facendo affidamento sulle opinioni prevalenti fra gli esperti macroeconomici, i principali Istituti di Studi Sanitari e alle opinioni espresse da Imprese e Consumatori, questi ultimi due sondati
attraverso fasi successive di indagini condotte con la collaborazione del REM-Lab dell’Università Cattolica.

I principali elementi che guidano le previsioni

Il primo punto fermo è quello dell’evoluzione endemica della pandemia: la peculiarità sarà quella di un numero contenuto ma continuo di nuovi contagi con piccoli focolai circoscritti in prevalenza originati dall’estero. Rimarrà uno stato di cautela sia ufficiale (verranno mantenute le principali regole di base anti contagio da parte delle autorità) sia psicologico per la gran parte della popolazione.

Altro spunto previsionale, verrà dal ciclo economico: forte negatività nel 2020 con inevitabili ripercussioni sul reddito delle famiglie. Parte dei settori economici non riprenderanno appieno l’attività, influenzando i livelli occupazionali. Ripresa, su base annua, attesa nel primo semestre
del 2021.

Anche prezzi e promozioni, saranno un tassello utile a delineare lo scenario futuro: a partire dal secondo semestre del 2020 lo scenario della domanda sarà dominato dagli effetti dell’arretramento del reddito. I player della filiera del Largo Consumo torneranno ad investire sulle leve della convenienza per sostenere i volumi e per recuperare (o difendere) le posizioni perse (o acquisite) nella fase del Lockdown.

Sul fronte canali e formati distributivi, dopo lo spostamento degli acquisti verso i formati di Prossimità durante il periodo di Lockdown, si sta assistendo già in Fase 3 ad un ritorno agli assetti pre-Covid. In questo giocherà un ruolo fondamentale il dispiegamento delle leve di marketing fra cui in primis prezzi e promozioni. Invece non arretrerà il canale del e-Commerce che consoliderà le posizioni acquisite durante la fase acuta della crisi sanitaria proseguendo la sua espansione. Capitolo migrazione dei pasti fuori casa in casa: questo è stato uno dei fattori principali alla base dell’impennata delle vendite retail nel corso della fase critica dell’epidemia.

Con la riapertura di Bar e Ristoranti si sta assistendo (con ritardo) ad un graduale rientro del fenomeno. Tuttavia i tempi saranno lunghi. Una quota significativa dei lavoratori si aspetta di continuare a lavorare da casa ancora a lungo e i consumatori mostrano

ancora una certa riluttanza a frequentare assiduamente i locali pubblici. L’ipotesi di IRi è che lo scenario distributivo futuro continuerà ad assorbire quota parte della domanda alimentare altrimenti soddisfatta in bar e ristoranti.

Tenendo conto dei fattori sopra elencati, le previsioni indicano che le vendite nel secondo semestre 2020 saranno in linea con lo stesso periodo del 2019 attestandosi a valore su un + 0,4%. Il primo semestre 2021 sconterà il confronto con la prima fase dell’epidemia registrando un calo del 8,1%.

Il secondo semestre di quest’anno rappresenta l’ingresso del mercato in una fasedominata da fattori economici sia generali che di filiera.
Si cominciano a sentire gli effetti del calo del reddito contrastati dalla ripresa nell’usodelle leve di convenienza (prezzi e promozioni), della maggiore completezzaassortimentale, del recupero di fidelizzazione e dal permanere ancora in ambito domestico di quota parte dei consumi per i pasti precedentemente soddisfatti dai canaliOut Of Home.

Il 2021 poi sconterà inevitabilmente nel primo semestre il confronto con le impennateeccezionali della domanda condizionando il bilancio di tutto l’anno.

Nel secondo semestre 2021 si prevede un riallineamento del trend delle vendite sutassi di crescita fisiologici, ancora supportati da prezzi deboli, forte spinta promozionalee una parte residuale di domanda fuori casa che rimarrà fra le mura domestiche.

Per quanto concerne l’andamento dei reparti, nel secondo semestre 2020 continuerà lacrescita dei ricavi per gli Alimentari, anche se a tassi più contenuti, ancora sostenutidalla domanda domestica suppletiva a pasti fuori casa. In ripiegamento invece levendite in valore di Bevande, Petcare e reparti «Chimici».

Per quanto attiene ai volumi, la frenata attesa dei prezzi e la migrazione dei pasti incasa sosterranno la domanda Alimentare nel II semestre 2020. Si attende poi un calo generalizzato nel 2021.

L’appiattimento delle dinamiche di prezzo conduce ad una profilatura delle previsioni direparto che rispecchia quasi fedelmente quella dei ricavi.I reparti di Alimentari e Cura Casa si prevedono in crescita a saldo 2020.

Viceversa ci si attende un calo diffuso a tutti i reparti per il 2021.
Si attende infine un calo della domanda a volume già nel saldo del 2020 per il Pet Care e per il Cura Persona, i reparti che meno hanno partecipato al «paniere di emergenza»durante la fase acuta della crisi sanitaria da Coronavirus.

Per quel che riguarda l’andamento degli acquisti nel canale online si prevedeun’ulteriore espansione. Le proiezioni di IRI indicano che l’e-Commerce nel LargoConsumo Confezionato potrà raggiungere in un paio d’anni una quota non trascurabile sul totale delle vendite agganciandosi agli standard di alcuni paesi europei dove ilfenomeno è più sviluppato. In particolare nel solo 2021 gli acquisti nel canale digitale cresceranno del 95% (raggiungendo un giro di affari che raggiungerà quasi i 2,7 miliardi di Euro)

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