Le aziende dell’arredo in rialzo nel 2021 con una media del +25%

Grande vitalità nel mondo del legno-arredo, che ha dimostrato di saper fronteggiare con i giusti strumenti il periodo di difficoltà.

È Design Holding il gruppo che vanta il fatturato più corposo, seguito da Lifestyle Design, i due principali poli dell’arredamento italiano. Un anno, il 2021, che ha registrato “un’ottima crescita, +25% in media”, evidenzia Alessio Candi, Consulting e M&A Director Pambianco, il quale sottolinea anche la “buona profittabilità media, pari al 19%”. In particolare, Kartell, Cattelan e Minotti evidenziano una profittabilità importante, superiore al 30%.

Per l’anno in corso le stime di crescita sono mediamente “a doppia cifra”, dunque “ci aspettiamo un ottimo andamento anche nel 2022”.

Ovviamente resta sul tavolo “il tema principale della discrasia tra ordinativi e fatturato”, quale conseguenza “della carenza di materiali e aumento dei prezzi”.

Per Design Holding (Flos, B&B Italia, Louis Poulsen, Arclinea, Fendi Casa, Maxalto, Azucena, YDesign Group), il 2021 è stato un anno record con ricavi pro forma pari a 700,3 milioni di euro, in aumento del 21,1% rispetto al 2020.

L’Ebitda si è attestato a 190,3 milioni di euro, in crescita del 27,7% rispetto allo stesso periodo del 2020, con un Ebitda Margin pari al 27,2% dei ricavi. L’Ebit ha raggiunto 151,8 milioni di euro, in aumento del 33% rispetto al 2020. L’Ebit Margin 2021 è stato pari al 21,7% dei ricavi.

“La performance di Design Holding – ha commentato il Chief Executive Officer Daniel Lalonde – nel 2021 dimostra la qualità dei nostri brand e la validità dell’approccio strategico che stiamo portando avanti. La recente acquisizione di Designers Company, gruppo danese che include brand come Menu e by Lassen, è un altro importante tassello del percorso di crescita che consente a Design Holding di rafforzarsi in mercati di grande rilevanza strategica come il Nord Europa e gli Stati Uniti.

Per il prossimo futuro intravedo nuove e numerose opportunità di business che siamo pronti a cogliere con un obiettivo chiaro: essere il più grande Gruppo al mondo nel settore del design di alta gamma, con un portafoglio di brand inimitabili e complementari che raggiungono designer, architetti e consumatori finali attraverso un approccio multicanale”.

Ottima performance anche per Lifestyle Design, registra rispetto al 2021 un rimbalzo del fatturato del 42%, che passa da 425 a 602 milioni di euro. Mentre la quota di export si attesta al 77%, le stime sul fine 2022 vedono un ulteriore rimbalzo del 15%.

Segno positivo anche per Natuzzi: +30% i ricavi che passano da 328 a 427 nel 2021. “Abbiamo chiuso l’esercizio – evidenzia il CEO Antonio Achille – con un aumento a due cifre degli ordini scritti rispetto al 2020 (+17,6%) e abbiamo chiuso l’anno con ordini scritti superiori del 14,5% prima dell’inizio della pandemia di coronavirus nel 2019.

La domanda è stata forte in tutte le principali aree geografiche, con riferimento a Nord America, Cina e mercati emergenti. Le complicazioni della catena di approvvigionamento nel settore per la maggior parte del 2021, come la scarsa disponibilità di materie prime e semilavorati, nonché la carenza di spedizioni e i ritardi, hanno limitato la nostra capacità di tenere il passo con la continua crescita della domanda.

Come conseguenza dell’effetto combinato della crescita accelerata della domanda dei nostri prodotti e delle molteplici strozzature della catena di approvvigionamento, abbiamo chiuso il 2021 con un portafoglio ordini di 114,4 milioni di euro rispetto ai 103,3 milioni di euro della fine del 2020, concentrato principalmente nei nostri stabilimenti europei. Sebbene questo rappresenti una base solida per le attività future, siamo concentrati sul potenziamento della nostra capacità produttiva in modo da aumentare il livello di servizio per i nostri clienti e committenti”.

Crescita di giro d’affari del 23,2% anche per Calligaris Group che registra un fatturato di 230 milioni di euro. L’Ebitda supera i 46 milioni, +31% sul precedente esercizio. Nel 2021 è stata finalizzata l’acquisizione di Fatboy che ha consentito di raggiungere una quota export del 74%, mentre il peso dell’e-commerce ha raggiunto il 15% del fatturato, principalmente grazie alle vendite dirette realizzate sulle piattaforme di Fatboy e Calligaris. “Sono molto soddisfatto – dichiara Stefano Rosa Iuliana, CEO del gruppo – dei risultati realizzati nel primo trimestre, raggiunti malgrado l’imprevedibilità del momento.

La strategia di Calligaris Group continuerà a essere orientata al rafforzamento della crescita organica tramite iniziative di sviluppo e integrazione dei brand. Inoltre la realizzazione di ulteriori acquisizioni complementari e sinergiche, come quelle realizzate negli ultimi anni, continua a rappresentare un obiettivo strategico di primaria importanza”.

Italian Design Brands ha chiuso l’esercizio passato con un utile di 11,4 milioni di euro in rialzo del 29,3% rispetto all’anno precedente; i ricavi risultano pari a 144,2 milioni (+30,8% rispetto al 2020; l’Ebitda si attesta a 22,8 milioni (+50,6%) con un margine sui ricavi del 16%. Bene anche il primo trimestre del 2022, che registra ricavi del 38% sul primo trimestre del 2021 e un portafoglio ordini in aumento del 41%. A sostenere la crescita le aree furniture e lighting. “L’andamento di Italian Design Brands – commenta il CEO Andrea Sasso – è frutto di una crescita significativa delle aree furniture e lighting, che hanno superato i livelli 2019, e della ripresa dell’area luxury contract, anche se ancora non è tornata ai livelli pre-pandemia”.

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