Le aziende pretendono feedback immediati dei dati: la nuova strategia di NielsenIQ

NielsenIQ nasce un anno e mezzo fa da una divisione tra le due anime del colosso statunitense. Quella che si occupa di media, che ha mantenuto il nome Nielsen  e che è stata acquisita a marzo da Eliott per 19 miliardi di dollari. E l’altra, specializzata nell’analisi dei consumi, che si è chiamata Nielsen IQ, acquisita nel gennaio 2021 da Advent International.

“Una separazione, non una scissione”, precisa Luca De Nard amministratore delegato di NielsenIQ Italia, che spiega come sta evolvendo la società.  “Non tutti sanno che Nielsen nasce quasi 100 anni anni fa negli Stati Uniti per capire quante bottigliette di Coca-Cola venivano vendute. NielsenIQ ha quindi dentro il Dna originario del gruppo”.


E’ cambiato qualcosa con la separazione? 

Nel giugno 2021, sotto la guida del presidente e ceo Jim Peck, è stata indicata la nuova strategia: tecnologizzare l’azienda. Scelta dettata dall’esigenza del mercato di avere insight sempre più granulari e veloci e di predictive analytics immediate o quasi. Per farlo è necessario l’uso di intelligenza artificiale e di tecnologie avanzatissime. Le aziende non vogliono più l’analisi di quello che è successo ieri, chiedono di sapere cosa succederà domani. Per questa ragione stiamo facendo una serie di acquisizioni, alcune appena fatte, altre che arriveranno a breve. La più recente è stata Fox Intelligenze, un’app francese che consente di penetrare a fondo le logiche dell’ecommerce, sapere cosa compriamo online e capire il perchè. Il caso Fox Intelligenze, giovane start-up, strumento flessibile e veloce, con un’impostazione moderna  credo faccia ben capire dove sta andando e cosa sta cercando NielsenIQ.

Dinamismo e flessibilità. Caratteristiche tipiche dei player che operano nei mercati asiatici che lei conosce bene.


Esattamente, ne ho avuto diretta esperienza nei dieci anni passati a lavorare sul mercato asiatico. Retail e industria oggi hanno bisogno di capire velocemente cosa funziona e cosa no, cosa produce Roi e cosa va modificato. Aspettare due o tre mesi per avere questo feedback non è più ammissibile. Servono riscontri quasi immediati per poter intervenire subito ed evitare danni. 


Che rapporti ci sono tra NielsenIQ e Nielsen?

Siamo come cugini, abbiamo ancora sinergie in comune. In Italia ci dividiamo la sede di Assago. Chiaro che avevamo e abbiamo un focus diverso e per liberare le reciproche energie è stato necessario separarsi.


La separazione è stata comunicata ma è rimasto il tema del marchio molto simile che può ingenerare confusione. Non crede?

E’ un tema che prima o poi andrà affrontato. Di fatto per gran parte dei nostri interlocutori NielsenIQ è ancora solamente Nielsen. È normale che chi lavora nel largo consumo non ha l’esigenza di differenziare dato che il suo interlocutore, cioè noi, è sempre rimasto lo stesso.

Poco importa a loro che adesso ci chiamiamo NielsenIQ invece che solo Nielsen.  In questo senso quando è stato deciso di  tenere il nome per noi è stato naturale. Per questo credo che oggi più che un rebranding sia utile fare chiarezza delineando sempre meglio le caratteristiche del brand NielsenIQ, che comunque non escludo prima o poi possa essere anche rivisto.

Il periodo che abbiamo passato con la Pandemia ci ha messo davanti altre priorità e altre sfide. Eventi come Linkontro che si sta svolgendo in questi giorni in Sardegna con centinaia di professionisti del retail e della Gdo è una di quelle occasioni che a noi servono per definire ancora meglio la nostra identità.

 

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