Le influencer si sono alleate ed è nato il primo sindacato di categoria

Nov 11th, 2020 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B


Le influencer fanno squadra. L’iniziativa parte da alcune instagrammer inglesi che hanno fondato The Creator Union (Tcu), il primo sindacato di ‘categoria’ per supervisionare i contratti formali tra aziende e influencer, l’utilizzo di contenuti corretti ed evitare pratiche discriminatorie.

Il sindacato si affianca all’American Influencer Council (Air), associazione di categoria no-profit d’Oltreoceano inaugurata lo scorso giugno da 12 influencer con lo scopo di garantire un ambiente più lavorativo più giusto.

Secondo Vogue Business l’influencer marketing, come riporta Pambianco, dovrebbe raggiungere un giro d’affari di 15 miliardi di dollari (circa 13 miliardi di euro) entro il 2022. Sebbene esistano numerose agenzie che gestiscono contrattualmente le collaborazioni tra le aziende e le instagrammer, lo scopo di queste associazioni è battersi per la mancanza di rappresentazione, con focus sulle comunità black e Lgbtq+, come recentemente constatato da Influencer Pay Gap, account instagram indipendente.

La nascita dei sindacati si propone di rendere più trasparenti i rapporti con le aziende laddove esistono tassi di pagamento e termini opachi all’interno dei contratti.

Tcu fornirà supporto legale attraverso il controllo dei contratti e l’accesso a materiali che aiutino la negoziazione di fee adeguati. Le risorse di Aic includono inoltre criteri, strategie di business e pubblicitarie.

L’associazione americana approccerà anche la Federal Trade Commission, affinché riveda le proprie linee guida, solitamente aggiornate ogni 10 anni, un lasso di tempo decisamente troppo lento per modelli di business in netta crescita come quelli legati ai social network. Ad esempio attualmente le linee guida non prevedono alcun riferimenti ai contenuti advertising condivisi attraverso TikTok.

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