Le nuove abitudini di acquisto ed il livello di ottimismo dei consumatori mondiali durante la pandemia secondo Global Web Index

Apr 9th, 2020 | Di Redazione | Categoria: Breaking News, Indagini e Sondaggi


- Global Web Index a fine Marzo ha condotto uno studio, basato su 12.845 utenti in 13 mercati, per capire come i comportamenti di acquisto si stanno modificando durante la crisi e cosa significa questo cambiamento per i Brand.
- Il 22% dei consumatori globali afferma di aver annullato i viaggi programmati all’estero mentre il 35% ha annullato i viaggi programmati all’interno del proprio Paese.
- Le maschere di protezione per il viso (45%) e il gel disinfettante per le mani (30%) sono i due articoli che i consumatori hanno maggiore difficoltà ad acquistare in tutti i Paesi del mondo.

Metà della popolazione mondiale è in stato di quarantena a causa della pandemia da Coronavirus, con più di un milione di contagi registrati a inizio aprile.

90 Paesi in tutto il mondo sono obbligati ad affrontare delle sfide impensabili a livello sanitario, economico e soprattutto social: la quotidianità delle nostre vite è cambiata e non esiste un’azienda, un governo o una singola persona che non abbia risentito degli effetti dell’emergenza Covid-19.
Ma qual è il risultato sulle abitudini di consumo?

Uno tra i tanti impatti stravolgenti della pandemia riguarda le abitudini di acquisto dei consumatori, ovviamente a causa del lockdown obbligato e della chiusura di migliaia di attività.

Quali sono gli effetti registrati attualmente nei vari settori? Analizziamo lo studio condotto a fine marzo dal Global Web Index, basato su 12.845 utenti in 13 mercati, per capire come i comportamenti di acquisto si stanno modificando durante la crisi e cosa significa questo cambiamento per i brand.

Il crollo inevitabile del settore del Turismo

Ovviamente il primo settore a risentire massivamente della crisi è quello turistico, tra cancellazioni di voli e crollo degli acquisti di nuovi biglietti, annullamento di prenotazioni presso hotel e resort, contando anche la chiusura delle agenzie di viaggio.

Risulta infatti che il 41% dei consumatori a livello globale abbia deciso di ritardare l’acquisto di un futuro viaggio, dato che sale al 53% solo in Cina. In particolare, 1 consumatore su 4 evita di comprare biglietti aerei al momento.

Inoltre, il 22% dei consumatori globali afferma di aver annullato i viaggi programmati all’estero mentre il 35% ha annullato i viaggi programmati all’interno del proprio Paese.

In generale, è interessante notare come i consumatori Giapponesi siano i meno ottimisti tra tutti i mercati interessati per quanto riguarda la ripresa mondiale dei mercati dall’epidemia di Coronavirus.

Il settore del Luxury sta perdendo colpi

In questo periodo di quarantena, anche la parte di popolazione più ricca del mondo è costretta a passare le sue giornate in casa in pigiama. Ed è così che anche il settore del Luxury si vede influenzato dalla crisi, con un 15% dei consumatori intervistati che ammette di evitare l’acquisto di articoli di lusso in questo periodo.

Un duro colpo soprattutto per i brand che operano principalmente in Cina, in quanto il paese domina attualmente il mercato degli acquisti di lusso.

Anche l’età risulta essere un fattore determinante in questa tipologia di acquisti, con la Gen Z più propensa a ritardare le spese più costose a causa del loro livello di reddito solitamente medio-basso rispetto alle precedenti generazioni.
I beni di prima necessità sono i più ricercati

Basta andare a fare la spesa al supermercato per capire come sono cambiate le abitudini di acquisto e che i beni di prima necessità sono attualmente in cima alla lista degli acquisti di tutti i consumatori, comportamento dettato principalmente dalla paura e dal timore di rimanere senza provviste.

Il 45% dei consumatori di tutto il mondo, infatti, ammette di aver fatto scorte di cibo e bevande, seguiti da carta igienica e prodotti per la pulizia.

Molti rivenditori, dai piccoli negozi alle grandi catene di supermercati, stanno lottando per stare al passo con la velocità - e quantità - di acquisto dei prodotti, ma spesso si trovano in difficoltà e in mancanza di scorte sufficienti.
Le forniture mediche sono quasi introvabili

Ovviamente le maschere di protezione per il viso (45%) e il gel disinfettante per le mani (30%) sono i due articoli che i consumatori hanno maggiore difficoltà ad acquistare in tutti i Paesi del mondo.

Le ricerche di Google di disinfettante per le mani hanno subito un’impennata negli ultimi due mesi, mentre in molte farmacie e negozi sono introvabili.

Inoltre, venditori online come Amazon e Walmart hanno approfittato dell’aumento della domanda per incrementare i prezzi di vendita di questi prodotti, ricevendo severe critiche dalle associazioni a tutela dei consumatori in tutto il mondo.

Al contrario, alcuni brand hanno rivoluzionato la loro attività produttiva per dare una mano, come LVMH che ha iniziato a produrre disinfettanti per le mani e SpaceX che sta realizzando gel e maschere per il viso da donare agli ospedali che ne hanno bisogno.

Quando si tornerà alla normalità?

Per chiunque è abbastanza chiaro che il ritorno alle abitudini di acquisto tradizionali è ancora lontano, se mai avverrà del tutto.

Comprensibilmente, il 40% degli intervistati afferma che sta rimandando gli acquisti più importanti alla fine della quarantena nel proprio Paese, mentre il 20% aspetta che la situazione si stabilizzi in tutto il mondo.

Qual è il ruolo dei brand in questo momento di crisi globale?

Oggi più che mai nella storia, i consumatori si aspettano che i brand entrino in azione per aiutare, come possono.

Come prima cosa, l’80% degli intervistati si trova d’accordo sulla chiusura dei negozi “non essenziali” - dato che arriva al 93% in Italia e Spagna, due dei Paesi più colpiti al mondo dalla pandemia.

Dall’altro lato, ai grandi e piccoli brand viene chiesto di adattarsi alla condizione sociale attuale, rispondendo in maniera attiva alle necessità dei consumatori.

Questo vuoi dire cambiare le loro strategie di comunicazione, così come facilitare la fruizione di contenuti e servizi online, o rafforzare l’home-delivery - sempre con la massima attenzione alle persone implicate nel processo.

Oltre le abitudini di acquisto: le persone rimangono generalmente ottimiste

Uno studio parallelo, condotto sempre dal Global Web Index, riporta che i livelli di ottimismo e di preoccupazione per il proprio Paese, tra i consumatori intervistati, variano notevolmente tra i diversi mercati, ma generalmente prevalgono gli ottimisti.

Questo cosa significa? Che non solo i governi e le istituzioni ma anche i brand sono chiamati a impegnarsi per favorire un clima di ottimismo attraverso le loro strategie di comunicazione.

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