Le più significative tendenze di digital marketing per il 2020

Gen 25th, 2020 | Di Redazione | Categoria: Breaking News


Mentre ci apriamo alla nuova e splendente pianificazione per il 2020, non possiamo non fare una riflessione sui trend che accompagneranno il nuovo anno.

La tecnologia è in continua evoluzione. E il Digital Marketing, che trova in questa il suo fondamento primario, non è certo da meno. Quali sono i principali trend Digital Marketing 2020? Negli ultimi 10 anni abbiamo assistito ad una infinita serie di cambiamenti che hanno completamente stravolto il modo di “fare marketing”. Le aziende di tutto il mondo, e i loro CMO, capiscono sempre più quanto essere al passo con i tempi costituisca un valore differenziale. Non si tratta, infatti, di ottimizzare (solo) brand voice o messaggio della campagna di marketing. Gran parte dello scontro avviene oggi in relazione alle tecnologie che le aziende più ricettive e dinamiche sono in grado di scoprire, comprendere e dunque implementare rapidamente.

Da soluzioni creative per aumentare il coinvolgimento sui social media in maniera organica, a innovazioni di marketing automation, fino a form che non sembrano form, i nostri esperti di marketing digitale cercano di analizzare i trend in previsione del 2020. Quale modo migliore per dare il via a un nuovo anno se non facendo crescere l’awareness di un brand e migliorando il più possibile la customer journey?

Video interattivi

Tradizionalmente, il video segue un processo lineare. Uno spettatore è un osservatore passivo, chiamato a interagire con il mezzo solo per mettere pausa o fare rewind. Finora questo è stato sufficiente per soddisfare un pubblico di video ancora poco esigente, per il quale la tecnologia stessa era già fonte di svago. Anche negli ultimi dieci anni, quando il video online e lo streaming hanno raggiunto livelli soddisfacenti, la possibilità di guardare video sui nostri smartphone ci sembrava un enorme passo in avanti. Oggi, invece, il pubblico chiede di più. Non si tratta solo di adattare la durata (molto breve per i social e più lunga per il live streaming). Ora si tratta di personalizzazione e interazione. Nel 2020, ci aspettiamo un’attenzione sempre crescente nei confronti dei video interattivi, anche detti, video non-lineari.

Questo porta allo sbocciare di nuovi media, come per esempio le story thread interattive. Chiamati anche “Choose Your Own Adventure”, questi video permettono allo spettatore di prendere decisioni lungo il percorso influenzando la trama narrativa e portando a diversi finali. Due esempi recenti sono Black Mirror’s Bandersnatch e Bear Gryll’s You vs Wild, entrambi su Netflix. E poi ci sono i cosiddetti “shoppable video” che offrono la possibilità di acquistare gli articoli visibili nelle diverse scene inserendoli direttamente nel carrello con un clic sul prodotto: questi video hanno tutte le carte in regola per diventare dei grossi retailer. Ciò consente alle aziende di calcolare con maggiore precisione il ROI osservando quali specifici articoli i consumatori acquistano direttamente tramite i video.

Grazie all’aggiunta di selfie e occhiali per la realtà aumentata, che offrono una maggiore personalizzazione ai fruitori, assisteremo a un anno di grande innovazione per il comparto video. Tieni d’occhio il modo in cui brand hanno scelto di integrare i video interattivi nella loro strategia di content marketing.

Intelligenza artificiale e Chatbot : marketing conversazionale

Con l’elaborazione artificiale del linguaggio guidata dall’intelligenza artificiale, che raggiunge ogni anno nuovi importanti traguardi, assisteremo ad applicazioni sempre più complesse di IA conversazionale. I primi chatbot hanno permesso alle aziende di rispondere ai dubbi dei clienti senza l’intervento umano, riducendo i tempi di attesa anche per clienti con necessità più complesse. L’80% delle aziende vorrebbe introdurre i chatbot entro il 2020, ciò significa che si cercheranno chatbot con capacità sempre più avanzate, tra cui la capacità di tenere conversazioni telefoniche con voce umana e la capacità di riconoscere e risolvere query più complesse.

Monitoraggio dei Social Media e Integrazione dei diversi canali

I social media sono diventati un pilastro della connessione interpersonale nella cultura di oggi. I mezzi di comunicazione tradizionali come la posta elettronica sono sempre meno utilizzati a favore di piattaforme più personali e interattive, ognuna con le proprie regole e modalità di utilizzo. Detto questo, è evidente che diventerà sempre più importante per le aziende essere in grado di interagire con i clienti su questi canali utilizzandoli in modo appropriato. Anche se esistono già strumenti per l’analisi del sentiment e di response automation su piattaforme come Facebook e Twitter, dal 2020 è probabile che inizieremo a vedere l’emergere di strumenti in grado di monitorare e integrare i canali social in modo più efficace per risolvere i problemi e migliorare preventivamente l’esperienza utente. Questi strumenti di monitoraggio permetteranno inoltre ai brand di capitalizzare sul real-time marketing.

Tecnologia vocale in evoluzione . il nuovo seo

Con la previsione che il 50% di tutte le ricerche saranno effettuate tramite la voce entro il 2020, possiamo aspettarci che la tecnologia ad attivazione vocale proseguirà il suo viaggio verso l’ubiquità anche nel prossimo anno.

L’integrazione della tecnologia vocale raggiungerà la maggior parte degli elettrodomestici che usiamo quotidianamente, grazie alla collaborazione di Alexa con produttori come Whirlpool e LG. Questo significa che potrai dire alla tua cucina di darsi una ripulita e preparare un brindisi prima di quanto immagini.

Una grande recente innovazione è il riconoscimento del contesto in base alle ricerche precedenti, che renderanno lo svolgimento di azioni sempre più fluido. Per esempio, si potrà dire “OK Google, che canzone stiamo ascoltando?” e invece di riattivare nuovamente il dispositivo con “OK Google,” potremo poi chiedergli “Aggiungila alla mia playlist Spotify” e come per magia quella canzone verrà inserita nella tua playlist!

Un’altra grande tendenza nella ricerca vocale è la trascrizione live, in cui sia Google che Amazon stanno diventando incredibilmente veloci e precisi (pensate alle didascalie di YouTube per le dirette applicate a telefonate, seminari, ecc.)

E, infine, grazie alla dimostrazione della telefonata con Google Duplex dello scorso anno, ci siamo tutti immaginati un futuro senza la noia di dover fissare appuntamenti telefonici. Possiamo aspettarci di vederlo implementato a livello internazionale già dal prossimo anno, sperando che funzioni alla perfezione fin da subito.

Ricerca per immagini

La ricerca per immagini su Google viene utilizzata già da alcuni anni. I risultati di questo tipo di ricerche includono altre immagini simili e siti web che le contengono. Al momento non ci sono specifiche categorie di annunci o tipologie di campagne sulla rete di ricerca dedicate alla ricerca per immagini. Tuttavia, nell’ultimo anno o giù di lì, i principali motori di ricerca (Google e Microsoft) si sono fortemente concentrati sulla costruzione di funzionalità automatizzate basate sul machine learning. Pinterest è all’avanguardia nella ricerca visuale, sia organica che a pagamento, consentendo agli utenti di avviare una ricerca tramite testi e immagini. I risultati della ricerca includono pin organici e sponsorizzati targettizzati in base a ricerche e interessi.

Prevediamo che i motori di ricerca come Google svilupperanno ulteriormente la tecnologia di ricerca per immagini per offrire nuovi servizi e offerte pubblicitarie dedicati. Google ha già iniziato a muovere alcuni passi in questa direzione. Nel 2018, infatti, Google Lens è stata lanciata come applicazione per ottimizzare le ricerche per immagini direttamente dalle telecamere dei dispositivi mobili. A differenza delle campagne di ricerca basate su parole chiave, quelle per immagini si appoggerebbero maggiormente alla tecnologia per poter essere in grado di identificare risultati più rilevanti. Le campagne con annunci dinamici già utilizzano il machine learning per valutare le landing page e determinare quali query di ricerca si intendono effettuare, quindi il passo successivo potrebbe essere quello di incorporare anche le immagini.

Qualità delle landing page

A fronte di notevoli miglioramenti della tecnologia 5G e di aree Wi-Fi sempre più diffuse, i tempi di caricamento di un sito internet e la qualità di visualizzazione diventeranno sempre più importanti nelle valutazioni di Google. La velocità, di fatto, è già un criterio qualitativo di valutazione da parte di Google per tutti i dispositivi. La responsività delle landing page è necessaria se si considera che i dispositivi mobili rappresentano oltre la metà del traffico di ricerca. Ciò significa velocità di caricamento pagine migliorata e navigazione più rapida da tutti i dispositivi mobili.

Per garantire un approccio di marketing omnicanale e coeso, il tempo di caricamento dovrebbe idealmente essere di 3 secondi o meno. Se il tempo di caricamento è più lungo, si rischia il bouncing degli utenti. La scarsa velocità della pagina potrebbe far perdere l’attenzione, ridurre il traffico o far comparire il sito in posizioni più basse rispetto ai competitor con migliori velocità di caricamento. Questo può portare a CPC (cost per click) e CPL (cost per lead) più elevati, perché sarà necessario alzare l’offerta in asta per raggiungere un buon numero di visualizzazioni e migliorare il posizionamento.

Form interattivi (che non sembrano form)

Ci hanno scoperto! Chi? I lead potenziali. Sanno cosa vogliamo – le loro informazioni. Perché? Così, possiamo usarli per fini commerciali. E indovina un po’? Non ne possono più di compilare i nostri form. Ma….ma….ma….noi abbiamo bisogno delle loro informazioni. E quindi, che si fa? Potremmo renderlo più divertente? Sì, divertente. O per lo meno, non noioso. Ed è qui che forme interattive e smart possono entrare a far parte della tua strategia di marketing.  Se fatto bene, il lead non si renderà neanche conto di aver compilato un modulo.

Invece di chiedergli di digitare i propri dati (il che, diciamoci la verità, non è sempre una grande esperienza se fatto da smartphone), li facciamo cliccare su immagini o icone. Prendiamo per esempio un’azienda dell’industria del solare. Vuoi sapere dove vorrebbero istallare i pannelli? Dai loro una foto di una casa o di un palazzo su cui poter cliccare. Vuoi sapere quanto fatturano? Dai loro un cursore da trascinare. Vuoi sapere quanti dipendenti hanno? Dai loro dei pulsanti di opzione. Vuoi sapere dove si trovano? Dai loro una mappa interattiva.

Adesso porta tutto al livello successivo e rendilo ancora più smart. Una volta che auto-selezionano la tipologia di edificio, adatta di conseguenza le domande successive. Non è certo di tuo interesse conoscere il fatturato se l’utente ha cliccato sull’immagine di una casa privata. Hai bisogno del loro indirizzo e-mail? Ok, quello dovranno digitarlo. Ma, informali sul perché lo stai richiedendo, e cerca sempre di dar loro qualcosa in cambio, come un download gratuito o un codice sconto.

Rendiamo i form più divertenti e, senz’altro in cambio otterremmo più contatti.

Data & Insight – Conoscere il buyer

Vi ricordate le care e vecchie “ricerche di mercato”? Ebbene, non sono passate di moda. Hanno semplicemente “cambiato casa” e sono diventate interamente digitali. Negli ultimi anni sono emerse molte nuove tecnologie in grado di condividere con i marketer informazioni estensive, dettagliate e sempre aggiornate sui buyer. E non parliamo solo di informazioni quali dimensioni dell’azienda, revenue annuali, job title e via dicendo. Quello che i marketer possono acquisire oggi è relativo piuttosto al cosiddetto “search/buying intent”, ovvero quei segnali che indicano quando un buyer è attivamente alla ricerca di un servizio o prodotto. Facendo leva su queste informazioni è possibile segmentare il proprio database in maniera decisamente più accurata. E prendere dunque decisioni basate sull’incrocio di molteplici fattori, in modo da costruire campagne marketing sempre più ad hoc.

Personalizzazione – Campagne marketing più mirate

Diretta conseguenza del fatto di avere un enorme (ed utile) quantitativo di informazioni sui propri buyer è, ovviamente, la possibilità di costruire campagne marketing più mirate. La missione dei marketer di oggi è quella di segmentare in maniera sempre più metodica e strutturata il database di potenziali clienti: andare a capirne il problema principale e costruire di conseguenza l’intera campagna di marketing. Tutto il processo deve essere personalizzato: dal “first touch” all’acquisto vero e proprio, l’utente deve poter ricevere informazioni rilevanti e coerenti: non solo, dunque, che rispecchino la soluzione al suo problema, ma che tengano anche in considerazione la sua posizione all’interno del cosiddetto “buyer’s journey”, solitamente diviso in Awareness, Consideration e Decision. In passato si diceva (a ragione) che un singolo messaggio non può funzionare per tutti gli utenti, perché ognuno è diverso. Oggi, vediamo le estreme conseguenze di questo concetto: persino per uno stesso utente, è necessario costruire più messaggi, che possano accompagnare l’utente stesso e supportarlo efficacemente nell’intricato percorso di acquisto.

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