Le prime curiose e strane idee imprenditoriali dei grandi brand di oggi

Set 1st, 2020 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B


Idee imprenditoriali curiose e strane: il CuociRiso Sony, la papera Lego, il gioco di carte Nintendo, gli alimentari Samsung… Tanti grandi brand sono partiti con prodotti differenti da quelli per cui oggi sono famosi

Tanti brand mondiali sono partiti con idee imprenditoriali totalmente differenti rispetto a quelle per cui oggi sono famosi. Vediamo i casi più strani e più curiosi!

Il CuociRiso Sony

Tra le idee imprenditoriali più curiose e bizzarre c’è il CuociRiso Sony. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, i fondatori Masaru Ibuka e Akio Morita, crearono uno strumento elettrico per cuocere il riso, un prodotto per spingere i giapponesi a utilizzare la corrente elettrica. Nel 1946, infatti, gli elettrodomestici non erano ancora diffusi nelle case dei cittadini.

La libreria online di Amazon

Il debutto di Amazon sul mercato è molto conosciuto. Jeff Bezos iniziò nel 1994 con la vendita di libri online. Il primo nome della società doveva essere “Cadabra”, per fortuna però il legale di Bezos lo convinse a cambiare naming in quanto il termine ricordava troppo la parola “Cadavere”.

Ikea, la vendita per corrispondenza di gioielli, calze, orologi

IKEA è stata fondata da Ingvar Kamprad nel 1943. In quegli anni, il diciassettenne futuro proprietario del colosso svedese, mise le sue idee imprenditoriali sul tavolo della cucina dello zio: la vendita per corrispondenza. Calze, gioielli e orologi furono il core business prima dell’introduzione dei mobili.

Il gioco di carte della Nintendo

Nintendo, celebre per aver creato colossi come Super Mario e i Pokemon, ha iniziato producendo carte da gioco nel 1889.

Il governo dell’epoca aveva bandito il gioco d’azzardo, tranne per le carte Hanafuda (letteralmente, “carte dei fiori”). Fusajiro Yamauchi, fondatore dell’azienda, iniziò da questa nicchia di mercato.

BackRub, il progetto di ricerca da cui nacque Google

Google, e l’intera rete di servizi, nasce come progetto di ricerca grazie agli ormai famosi Larry Page e Sergey Brin, entrambi studenti della Stanford University in California nel 1996. Al progetto “BackRub” partecipò anche Scott Hassan, che scrisse gran parte del codice sorgente abbandonando dopo poco tempo.

La papera di legno LEGO

I primi prodotti LEGO, ad opera del falegname danese Ole Kirk Christiansen, erano fatti con il legno. Il 1930 era l’anno della grande crisi e, tra le idee imprenditoriali di Christiansen, c’era il recupero del legno di scarto per produrre giocattoli, tra cui la prima papera. Nel 1947 iniziò ad utilizzare la plastica ponendo le basi per il futuro brand dei mattoncini.

Apple e Apple I

Nel 1975 Steve Wozniak, cofondatore di Apple insieme a Steve Jobs, assemblò il computer Apple I dichiarando:
“Per la prima volta nella storia, qualcuno poteva digitare un carattere sulla tastiera e vederlo apparire sullo schermo di fronte.”

Il successo commerciale fu però merito di Jobs, che riuscì a vendere 50 prodotti al prezzo di 500 dollari l’uno.

Samsung e gli alimentari

Tra le prime idee imprenditoriali più curiose c’è il negozio di alimentari della Samsung. Lee Byung-Chull, nel 1938, aprì un negozio di alimentari e riuscì ad esportare noodles fino in Cina. Dopo la prima industrializzazione del Paese, Lee si lanciò nell’industria del tessile; il debutto nel campo elettronico avvenne nel 1969 con i primi televisori in bianco e nero.

Il telaio tessile della Toyota

Toyota, grande brand automotive, iniziò la sua attività nel tessile. Il fondatore, Sakichi Toyoda, è stato l’inventore dei telai manuali e di quelli motorizzati. La sua invenzione, capace di aumentare la produttività di oltre 20 volte, fu inserita nella classifica delle migliori tecnologie giapponesi.

Gli hot dog della McDonald’s

Le prime idee imprenditoriali di McDonald’s videro la luce nel 1937. Patrick McDonald, futuro fondatore, decise di esporre uno stand gastronomico di hot dog sulla Route 66. Qualche anno dopo vennero aggiunti gli hamburger al costo di 10 centesimi.

Maurice e Richard, i figli di Patrick, in seguito spostarono l’attività da Monrovia a San Bernardino, e fu l’inizio della grande storia del brand McDonald’s.

Dalla distribuzione di scarpe giapponesi alla fondazione della Nike

Il fondatore della Nike, Phil Knight, iniziò a lavorare nell’Oregon, occupandosi della distribuzione di scarpe giapponesi, le Onitsuka Tiger. Era ancora uno studente della Stanford Graduate School of Business, ma notò subito l’ottima qualità delle scarpe nipponiche, vendute per di più ad un prezzo inferiore rispetto al competitor tedesco Adidas.

Scrisse un saggio per l’università e si convinse a fondare, nel 1964, la Blue Ribbon Sports, la futura Nike. Nei primi periodi Knight, armato della sua station wagon, andava personalmente dai rivenditori con i propri prodotti da piazzare sul mercato.

Starbucks e la vendita della materia prima

Il social per gli studenti di Harvard: Facebook

FaceMash, prima versione di Facebook, nasce per uso interno ed è riservato agli studenti di Harvard. La prima release comparava semplicemente le studentesse, per decretarne la più bella, con tante polemiche annesse. Proprio per questo motivo Mark Zuckerberg, assieme a Eduardo Saverin, Andrew McCollum, Dustin Moskovitz e Chris Hughes, decise di ampliare il sito.

Nel 2004 FaceMash divenne Facebook, ma era ancora destinato ai soli studenti di Harvard. Nel 2006 la piattaforma fu disponibile per tutti, e lì iniziò il successo di Zuck.

Nel 1971, a Seattle, aprì il primo Starbucks grazie a tre amici che si erano conosciuti all’Università di San Francisco. Inizialmente Jerry Baldwin, Zev Siegl, Gordon Bowker concentrarono le proprie idee imprenditoriali sulla vendita di chicchi di caffè e di macchinari di alta qualità, e non sulla preparazione delle famose tazze.

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