Le regole d’oro per le relazioni pubbliche di successo

Fare pubbliche relazioni di successo è fra le expertise che poche agenzie di comunicazione tendono a divulgare. Una prassi non detta, erede di una tradizione nata prima delle teorie sulla diffusione collaborativa dei contenuti, spinge molti comunicatori a non parlare del proprio metodo di lavoro.

Mentre il pr di vecchia generazione non dice come e perché ottiene i risultati desiderati dal suo cliente, in termini di immagine e visibilità aziendale, sul web pullulano i consigli dei comunicatori più giovani, disponibili a spiegare il loro metodo per intrecciare pubbliche relazioni di successo. Molti di questi consigli sono validi. Alcuni sono troppo generici o astratti; altri, superficiali.

C’è davvero un segreto per raggiungere buoni obiettivi nelle pr?

Pubbliche relazioni di successo: pozioni magiche?

Le pubbliche relazioni sono il mezzo per ottenere publicity per un marchio, cioè fare in modo che si parli di un brand senza investire in pubblicità.
Uno dei compiti tradizionali dei PR è organizzare un evento: per esempio,

  • una festa aziendale,
  • un congresso,
  • una riunione di agenti o di capiarea,
  • un incontro con partner e fornitori,
  • una conferenza stampa con i giornalisti.

Negli ultimi anni le pubbliche relazioni sono sempre di più integrate con le digital relations, una combinazione di contatti fisici e virtuali, telefonate e messaggi Whatsapp, pranzi di lavoro e videoriunioni. La pandemia da Covid-19 ha reso ancora più importante l’aspetto delle relazioni a distanza, in tutte le forme oggi possibili, dal web ai social network.

In presenza o meno, le pubbliche relazioni, però, non vivono di sole competenze tecniche ma di talenti sociali, esperienze, hard e soft skills. Non si tratta di pozioni magiche, ma di qualcosa di meglio.

Condividere una strategia

Non c’è niente di segreto o misterioso nell’osservare che, per chi lavora nelle pubbliche relazioni, essere in sintonia con l’azienda cliente è la prima condizione. Ovvia, ma non sempre praticata, la necessità di un dialogo autentico con il cliente vale più di molte altre competenze.

Chi cura le pubbliche relazioni deve “sposare” la mission del cliente; al tempo stesso, il cliente deve comprendere la strategia di comunicazione studiata dal PR.

Una volta condiviso l’obiettivo, le pubbliche relazioni hanno maggiori possibilità di successo.

Definire il target

Una seconda regola “non detta”, ma prioritaria, è la definizione del target. Il target è la rosa dei destinatari, le persone da raggiungere affinché sia diffuso un messaggio o un brand.

Come è noto, il PR definisce i suoi target, se necessario li verifica, a volte ne cerca di nuovi. D’altronde, uno degli errori più comuni, in un piano strategico, è dare per scontato un elemento, perché si pensa di conoscerlo già. Se impresa e agenzia hanno concordato un progetto di branding, è probabile che i responsabili aziendali parlino del target come di una nicchia consolidata e già definita.

Eppure, la riflessione sui destinatari deve essere periodicamente aggiornata.
Ancora, come comportarsi se l’impresa vuole proporre un prodotto nuovo o sta per investire in un nuovo mercato?

Un buon progetto di pubbliche relazioni trarrà vantaggio da un’analisi verificata del target. Rivolgersi a destinatari nuovi – dai partner alle testate giornalistiche – può portare a risultati inattesi.

I canali

Se i contatti sono stati aggiornati, il progetto dovrà prestare attenzione a scegliere i canali giusti. Il Pr, infatti, non solo ha il dovere di intercettare il proprio target, ma anche di cercare i luoghi di conversazione più adatti. Gli sforzi del comunicatore, infatti, potrebbero essere stati vanificati dalla comunicazione instaurata in un contesto sbagliato.

La soluzione è parlare alle persone giuste, nel momento più adatto e nel linguaggio migliore. Di seguito alcuni esempi:

  • L’azienda che lancia un nuovo prodotto business to business organizza una conferenza stampa per le riviste di settore. Il PR scrupoloso sceglie una lista di giornalisti selezionata, sulla base di un database verificato, non basandosi su mailing list improvvisate e generaliste.
  • L’azienda che punta alle digital PR seguirà prima un percorso di listening, per scoprire qual è l’attuale reputation del brand sui social media. Sulla base di un obiettivo definito e in linea con la propria immagine aziendale, sceglierà il social network più adatto per presentarsi e fare un lavoro di engagement, di interazione con il cliente.
  • L’azienda che vuole fidelizzare la propria rete di partner e rivenditori organizzerà eventi specifici. Manderà agli interessati una newsletter, si mostrerà presente a fiere ed esposizioni commerciali. Se l’azienda vorrà trovare nuovi partner, adotterà criteri di ricerca ponderati per accogliere rivenditori in linea con la sua strategia.

Le pubbliche relazioni di successo sono flessibili

Fare pubbliche relazioni oggi è un lavoro delicato: i canali di comunicazione si sono moltiplicati, le possibilità date ai diversi soggetti in gioco, fornitori, collaboratori o consumatori, per rispondere e interagire, sono tante.

La pluralità degli interlocutori ha aggiunto un ulteriore elemento di complessità. Stakeholder, soci e fornitori, partner, istituzioni, stampa sono i soggetti classici delle pubbliche relazioni tradizionali. Consumatori fidelizzati, ma anche haters, scettici, critici pronti alla polemica, blogger, influencer e media online sono i nuovi attori che si presentano sulla scena digital PR.

Ciascun consulente risponde con una sua strategia ma le migliori sono quelle flessibili, pronte a modificarsi nel tempo, in grado di aggiornarsi aggiungendo nuove competenze.

di Claudia Silvestro su www.mediaddress.com

 

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