Le università milanesi scalano le classifiche, in Italia e nel mondo

Giu 18th, 2020 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B


Milano al top delle università italiane. Fra l’11 e il 15 giugno sono state diffuse due importanti classifiche annuali sul ranking delle Università mondiali: e in ambito nazionale gli atenei milanesi primeggiano sia nel primo caso, la graduatoria annuale Qs Quacquarelli Symons sulle prime mille università mondiali; sia nel secondo, la classifica stilata annualmente dal quotidiano inglese Financial Times, relativa alle migliori università sotto il profilo della formazione finanziaria (la specializzazione presa in esame è il Master in Finanza).

Per partire da quest’ultima, l’unica italiana presente è la Bocconi, che si colloca in settima posizione, curiosamente dietro a ben cinque atenei francesi e uno svizzero, ma davanti al Mit – Massachusetts Institute of Technology. Che compare invece al primo posto nel ranking Qs.

La classifica annuale Quacquarelli Symons è del resto storicamente dominata dagli atenei statunitensi e inglesi (oltre al Mit, Stanford, Harvard, Oxford e California Institute of Technology occupano le prime cinque posizioni); l’Italia complessivamente si colloca al settimo posto nel mondo e al terzo in Europa, dietro a Regno Unito e Germania e davanti a Francia e Spagna.

E in ambito nazionale ancora una volta il Politecnico di Milano (37ma) è la prima università italiana in assoluto (nonche l’unica fra le prime 100 al mondo) e la prima in Italia nel segmento Employer reputation (70ma al mondo).

Ma anche le due novità del ranking Qs sono tutte ambrosiane: innanzi tutto, l’ingresso in graduatoria (direttamente al sesto posto fra gli atenei nazionali e al 390esimo posto al mondo), dell’Università Vita San Raffaele: che è inoltre la prima in Italia (37esima al mondo) nel rapporto Faculty/students, che misura la densità del corpo docente rispetto agli studenti.

Il risultato italiano più prestigioso è però dell’Università Milano-Bicocca che si colloca a metà graduatoria internazionale (nona in Italia), ma che conquista la prima posizione in Italia (115ma al mondo) nella categoria Citations per faculty, termometro dell’influenza della ricerca prodotta a livello internazionale, cuore e orgoglio di ogni ateneo: e va considerato che per giungere a questo risultato, gli estensori della graduatoria hanno analizzato oltre 18 milioni di pubblicazioni e 140 milioni di citazioni.

Un risultato d’eccezione, dunque, il primato della Bicocca nella ricerca, soprattutto se si considera la giovanissima età dell’ateneo, inaugurato ufficialmente il 12 giugno del 1998: dunque primo in Italia nella ricerca in poco più di vent’anni di età. “La ricerca di frontiera è l’elemento caratterizzante dell’Università di Milano-Bicocca, sin dalla sua fondazione.

Questo è riscontrato dagli eccellenti risultati nella produttività scientifica, così come dimostrato nei ranking”, commenta con Business of Milan Giovanna Iannantuoni, rettore della Bicocca. “La governance – spiega ancora Iannantuoni – ha espresso negli anni un forte commitment per la valutazione basata sul merito: ha adottato criteri di distribuzione di risorse e finanziamenti basati sulle performance; questo ci ha consentito di premiare la qualità della produzione scientifica e delle pubblicazioni”.

Per capire sino a che punto la Bicocca è impregnata di vocazione alla ricerca, basti pensare che, durante il lockdown, oltre a trasferire la didattica online, ha subito attivato anche quattro team di ricerca per studiare le caratteristiche della “lezione virtuale perfetta”. E ha subito deciso di mettere a frutto le esperienze e le riflessioni maturate nelle settimane violente della pandemia a partire dal prossimo anno accademico: “Per quanto riguarda la didattica, la novità più importante è che l’Università di Milano-Bicocca erogherà la didattica su doppio binario: in presenza e online”, annuncia il rettore di Milano-Bicocca.

“Credo che dobbiamo fare tesoro della rivoluzione digitale che è stata accelerata da questa situazione di emergenza. E ripartire significa anche questo: iniziare un nuovo percorso per un’università sostenibile e innovativa. L’Università”, conclude Iannantuoni, “è attrezzata tecnologicamente con aule e servizi ad elevata informatizzazione e può erogare la didattica in modalità a distanza per tutti i corsi di laurea sulle piattaforme digitali on-line. Così si tuteleranno situazioni di fragilità e il diritto allo studio di tutti e per tutti: la cultura avvicina non divide”.

di Alessandro Wagner su https://bom.pambianconews.com

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