L’eterna epica sfida tra Pepsi e Coca-Cola

Ott 14th, 2020 | Di Redazione | Categoria: Unconvetional Marketing

Lo scontro definitivo tra i due titani delle soft drinks in costante e duratura competizione tra loro!
Quello che decide che genere di persone vogliamo essere!

Non esiste esempio più chiaro di marchi in perfetta antitesi che nel corso della loro storia si sono affrontati sui mercati mondiali con l’obiettivo di guadagnarsi la supremazia del mercato.

La storia

Coca-Cola nasce ad Atlanta, nello stato della Georgia, nel 1886 quando il farmacista dr. John Stith Pemberton, inventò uno sciroppo che chiamo, appunto, «Coca-Cola». Il nome faceva riferimento alla presenza nel preparato di estratti di seme di Cola e delle foglie di Coca.

il nome “Pepsi” prende spunto dagli effetti benefici originariamente attribuiti alla bibita creata da un farmacista nordamericano e riprende la radice della parola “dispepsia”, sottolineando come il soft drink possa aiutare la digestione. Pepsi nasce così nel 1893 come Brad’s Drink, dal nome del suo creatore, Caleb Davis Bradham, per poi diventare Pepsi-Cola nel 1898.

Ad oggi i due marchi giocano la loro partita puntando su un pubblico diverso, il che è visibile anche nelle scelte grafiche. Osservando la comunicazione di Coca-Cola si può notare come il brand riprenda ancora oggi i concetti di unicità e bontà del prodotto (come si evince già dallo slogan “Original taste “); si punta dunque sul concetto di familiarità, tradizione, qualità e su valori che si possono definire durevoli e coerenti nel tempo.

Coca-Cola ha mantenuto un’immagine piuttosto coerente, senza compiere mai un vero e proprio stravolgimento della sua immagine; basti guardare il logo, rimasto pressoché inalterato dagli anni ‘40. È possibile, insomma, apprendere molto dal case study di Coca-Cola; un marchio iconico che, nonostante aggiornamenti e innovazioni su più livelli, ha sempre saputo sfruttare il portato storico a esso connesso.

Non a caso, ancora oggi la “formula segreta della Coca-Cola” resta un elemento fondamentale dello storytelling di un prodotto che è diventato uno dei beni di consumo più famosi al mondo.

Pepsi invece ha subito una vera e propria evoluzione, divenendo nel tempo la Cola dei giovani. È proprio negli anni ’60 che Pepsi inizia a posizionarsi in maniera sempre più differenziata dal noto competitor, decidendo coraggiosamente di puntare su una fetta di mercato non indifferente: i giovani.

Venne così lanciato lo slogan “Now it’s Pepsi for those who think young“. È anche in questo decennio che inizia a crescere ulteriormente l’impero dell’azienda nello specifico quando Pepsi-Cola Company si fonde con Frito-Lay Inc. creando l’attuale multinazionale PepsiCo; produttrice non solo di diverse bevande ma anche di snack salati.

Per questo motivo possiede attualmente un’importante fetta di mercato non solo per le bibite ma anche per gli snack. Le più recenti campagne sono volte a celebrare un brand iconico, che ha le sue radici nel mondo dell’intrattenimento.

Il case study di Pepsi infatti è quello di un brand che è riuscito a prendersi un’importante fetta di mercato al fianco di un gigante del soft drink come Coca-Cola; differenziandosi sempre di più negli anni proprio grazie al mondo dell’entertainment, seguendo religiosamente i trend musicali e sportivi che hanno segnato le diverse generazioni.

Non è facile, tutt’oggi, capire chi sia il «vincitore» nel panorama mondiale. Certo è che il successo di queste due bevande non ha davvero precendenti, tanto da renderle due vere e proprie icone della cultura pop da oltre 70 anni.

Anche se i dati attuali sembrano favorire Pepsi in Asia, Africa e Sud America, mentre paiono a vantaggio di Coca Cola in America del Nord ed Europa. C’è daa considerare che Asia ha un numero di abitanti che rasentano i 4,5 miliardi di persone

La Pepsi ha vinto la «guerra delle bottiglie« contro la Coca Cola: nessun plagio

Dopo quattro anni si è infatti conclusa in Australia, la battaglia che vedeva contrapposte le due multinazionali per la ‘bottiglia in vetro curvilinea’, considerata dall’azienda di Atlanta, «sostanzialmente identica o ingannevolmente simile» alla storica Contour.

Una curiosità storica

Uno dei primi studi realizzati in ambito neuromarketing è stato condotto dal neuroscienziato Read Montague, con il classico e sicuramente noto Pepsi Challenge Test, un blind test che consisteva nel sottoporre al consumatore una scelta tra due tazze bianche contenenti una Pepsi e una Coca-Cola.

Contemporaneamente l’esperto ha utilizzato la tecnica della risonanza magnetica funzionale per analizzare l’attività cerebrale dei partecipanti in corrispondenza dei diversi stimoli cui erano sottoposti.

I risultati hanno dimostrato che la maggioranza delle persone coinvolte, pur non sapendo inizialmente di quale bevanda si trattasse, preferiva la Pepsi. Quando veniva mostrata la confezione del prodotto ai soggetti, la maggior parte mostrava una preferenza per la Coca-Cola, convinta che il sapore migliore appartenesse a questa bevanda.

Le fMRI hanno rilevato una maggior attivazione del putamen durante il consumo della Pepsi rispetto a quello della Coca-Cola. Il dato, in particolare, indicava che ad essere preferito era il primo gusto poiché arrecava nei consumatori una sensazione di piacere più grande.

Nonostante ciò, in corrispondenza della visualizzazione del packaging di Coca-Cola si verificava l’attivazione della corteccia prefrontale mediana, da cui dipende il meccanismo di discernimento, valutazione e giudizio. Questi processi cognitivi di ordine superiore si sovrapponevano alla sensazione di maggior piacere generata dal sapore della Pepsi che piaceva di più perchè il gusto risultava più dolciastro in quanto la bevanda contebeva meno anidride carbonica, che è salata, rispetto alla Coca Cola ( vero il contrario In Italia)

Nella mente dei consumatori, infatti, la Coca-Cola veniva associata ad una serie di valori, memorie e ad un intero immaginario costruito negli gli anni. Questi elementi e queste associazioni riuscivano a condizionare non solo la loro scelta ma anche la loro percezione del prodotto.

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