Lettera aperta al Coronavirus

Apr 27th, 2020 | Di Redazione | Categoria: Breaking News, CATEGORIA B


Egregio Coronavirus,

ovviamente le do del lei per mantenere le doverose e prescritte distanze.

Vero è che la sua comparsa con una virulenza estrema e conseguente pandemia ha cambiato la nostra vita, con un disagio sociale ineguagliabile, un gravissimo rischio per la nostre salute, con quasi 200.000 decessi in tutto il mondo, la chiusura delle nostre attività, un lockdown radicale anche per i giovani e gli anziani, e non ultimo un dissesto economico e finanziario senza paragoni prima di lei, che si ripercuoterà a lungo sui nostri bilanci familiari e societari, nonchè sulla nostra sfera psicologica, emotiva ed abitudinaria
ma
questi nostri forzati cambiamenti da lei imposti per sopravvivere e vivere ( ogni cambiamento soprattutto se così repentino, inaspettato e brutale è sempre difficile e preso con diffidenza) delle nostre abitudini, stili di vita, di consumi, di lavoro, di tempo libero e di divertimento ci stanno insegnando parecchie cose.

Anche se la paura ci persegue, il futuro è incerto e non chiaro, il distanziamento sociale e la forzata permanenza in casa proseguono ( le ricordo che l’uomo è un animale sociale e lei ci sta costringendo ad una socialità “virtuale” sui social media, dai balconi, al telefono o via chat), anche se il nostro tempo è sospeso, i nostri spazi ridotti, la nostra libertà quasi annullata, come se vivessimo una favola ripetuta talmente tante volte da sembrare vera, la sua presenza ci sta mostrando tante opportunità ed alcuni risvolti positivi.

In cinese (tanto per restare in tema con la patria della sua origine) crisi ed opportunita’ si scrivono con lo stesso ideogramma. Questo significa trasformare la debolezza in forza. Convertire i problemi in soluzioni, le negatività in positività, gli ostacoli in occasioni

Albert Einstein nella sua lettera sulla crisi affermava che “ La crisi può essere una vera benedizione per ogni persona e per ogni nazione, perché è proprio la crisi a portare progresso. La creatività nasce dall’angoscia, è nella crisi che nascono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie”.

E continuava: “Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato. Chi attribuisce le proprie sconfitte e i propri errori alla crisi, violenta il proprio talento e mostra maggior interesse per i problemi piuttosto che per le soluzioni. La vera crisi è l’incompetenza. Il più grande difetto delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel trovare soluzioni.

È nella crisi che il meglio di ognuno di noi affiora.” Per concludere con incoraggianti parole: “Parlare di crisi significa promuoverla; non parlarne significa esaltare il conformismo. Cerchiamo di lavorare sodo, invece. Smettiamola, una volta per tutte, l’unica crisi minacciosa è la tragedia di non voler lottare per superarla”

Andiamo però con ordine:

Lei ci ha fornito l’opportunita’ di ‘guarire’ l’ambiente che ne ha tratto giovamento grazie alla riduzione dell’inquinamento determinata dal calo degli spostamenti e dalla chiusura delle fabbriche e ricreare armonia con la natura rispettando i sui tempi senza vessarla di continuo, perche’ quando l’uomo si ferma la natura si riprende i suoi spazi: esplosione dei fiori selvatici nelle citta’, il timido ritorno delle api, erba cresce indisturbata tra i sampietrini di piazza Navona a Roma, leprotti nei giardinetti milanesi, delfini lungo le coste del mediterraneo, i canali di Venezia improvvisamente limpidi e il riaffacciarsi di specie selvatiche animali come faine e procioni, volpi, caprioli e cinghiali in aree urbanizzate.

Ci ha reso contezza della straordinaria importanza della innovazione e della ricerca continuative, soprattutto in tempi non sospetti e non solo in emergenza per essere al passo con le mutazioni dei tempi, per essere all’avanguardia e previdenti ( essere piu visionari ) per essere gia’ pronti in caso di possibili, eccezionali e prospettiche emergenze o crisi, facendoci comprendere ancor più il concetto e la prassi che prevenire e’ meglio che curare per guardare al futuro con lungimiranza proattiva. Innovare in Italia fa paura, perche’ non si e’mai certi dei risultati. Innovare responsabilizza. Fare ricerca è molto oneroso, ma è una pratica fondamentale e spesso vitale per il domani di tutti noi. Auguriamoci che i migliori ricercatori italiani in tutti i campi, confortati da più ingenti investimenti e finanziamenti pubblici e privati, possano restare nel Bel Paese e dismettere così, dopo la sua lezione, la fuga di cervelli all’estero.

In pochi giorni abbiamo risolto il problema del traffico, dello spreco di cibo, della ludopatia e dell’invasione dei migranti. Difficilmente staremo in futuro a litigare su quote 100 o di quando poter andare in pensione

Abbiamo acuito la capacita’ critica di discernere e valutare veridicita’ e autorevolezza delle notizie, soppesare le news e scovare le fake news, soprattutto dei social media: da quali fonti arrivano, chi le fa circolare, quale fondamento di competenza specifica hanno, palesando le difficolta’ dei media ad entrare in sintonia con l’opinione pubblica

Ci ha permesso di investire gli organi di informazione in/off line( tv in primis), radio, giornali, siti web di maggior responsabilità: No all’ infodemia, No al sensazionalismo, No al terrorismo psicologico mediatico

Ha fatto capire l’importanza di istituire una organizzazione/agenzia dell’informazione governativa nazionale e delle singole regioni per gestire situazioni di crisi, anomale e gravi che necessitano della protezione civile ed altresi di aprire una agenzia generale della comunicazione ( e del marketing) per gestire in modo strategico ed operativo finalmente il concept nation branding: immagine Italia, made in italy, bellezze naturali e artistiche italiane per implementare turismo ed export

Stiamo imparando a sopportare meglio il cambiamento ( sia volontario, sia forzato/involontario) dovuto alla metamorfosi delle nostre abitudini consolidate che ci davano sicurezza e stabilita’

Il restare a casa ha completamente annullato il burnout: lo stress da lavoro

C’è una riscoperta dei contatti familiari e del grande valore della famiglia e della casa opposto all’irruente abitudine del fuori casa in una sorta di elogio ‘alla non-mobilita’ frenetica. . Passiamo molto più tempo con i nostri figli e i nostri partner dando loro anche più considerazione,
Forse entro un anno avremo pure risolto il problema demografico.

Abbiamo iniziato a considerare la ns casa come vere mura domestiche, un luogo per vivere e non solo albergare o semplicemente come un dormitorio

Siamo riusciti a dar spazio alla fantasia inventandoci giornalmente una agenda casalinga con compiti da svolgere e portare a termine. Abbiamo viaggiato con il pensiero verso mete desiderate e addirittura nella realtà abbiamo organizzato tour della nostra casa da una stanza all’altra (soddisfando la nostra innata esigenza di mobilità e di gite durante le festività e le domeniche)

Abbiamo riscoperto il bello della lentezza ( slow life) contro il famoso logorio della vita moderna , sempre di corsa (fast life)

Abbiamo ‘finalmente’ aumentato la lettura dei libri e dei giornali con conseguente innalzamento del ns livello istruttivo, culturale e di conoscenza, nonché la visione dei film

Riscoperto il piacere della sana cucina casalinga, apprezzato gli alimenti salutari e incuriosito o avvicinato tanti neofiti ai fornelli permettendo in particolar modo ai mariti ed ai single di apprendere i rudimenti basilari per poter sopravvivere con i piatti culinari da loro approntati in assenza di donne, risparmiandosi così visite forzate al ristorante o utilizzo di piatti pronti del supermercato

Maggiore attenzione ed interesse alla cura del verde domestico e del giardinaggio, Incremento dei pollici verdi

Ci siamo rivelati amanti dell’attività fisica e dell’aria aperta per la nostra salute e benessere.

Ci ha dato la possibilita’ inaspettata di pensare a noi stessi o meglio ri-pensare noi stessi per una crescita personale: fermarsi per costruire e riprogettare il domani/futuro, rivalutare i valori della vita : liberta’, lavoro, famiglia, amicizia, amore etcc osservandoli da una diversa prospettiva e soprattutto di fermarci per ideare nuovi progetti professionali, concepire nuove attivita’ da intraprendere e capire il senso della vita che e’ sempre e comunque bella… basta avere l’umbrella ( anche quando non piove, in funzione preventiva ed apotropaica

Ci stiamo rendendo conto del valore del silenzio (il silenzio e’ d’oro) …. anche se un ossimoro vuole che il suono del silenzio e’ assordante, in questo tempo più che mai squarciato dalle sirene delle ambulanze che stringono il cuore e deprimono la mente… (ad esempio non parlare oggigiorno significa non emettere le droplets con le quali si trasmette il virus)

Acquisito maggior consapevolezza generale dell’ importanza e utilità di una vaccinazione annuale diffusa

Riscoperta dei rapporti sociali dal vivo, rivalutazione delle compagnie, della piazza come alcuni decenni fa, al posto di quella illusoria ‘socialita’ solo virtuale perpetrata con i social ( abbiamo seguaci ed amici presunti che nemmeno conosciamo) Perche Darwin docet: l’uomo e’ un animale sociale (e non solitario)

Stiamo prendendo più coscienza di alcune nostre doti morali ( forse innate) che riaffiorano contro la desertificazione, che era corrente, di alcuni sentimenti umani, quali: l’attenzione agli altri, il rispetto del prossimo, la solidarietà, la cooperazione, la condivisione, l’interazione perche agire e’ bene ma interagire e’ meglio. Altruismo versus Egoismo esasperato che ci accompagnava al livello di mors tua vita mea . Ora siamo in grado di mettere in atto praticamente il motto : l’unione fa la forza.

Il #lontanimauniticelafaremo ci ha fatto capire quanto la solidarietà ci conforta dalla solitudine ed aiuta contro l’impossibilita’ a far da soli. L’autoisolarci ci ha insegnato il rispetto altruistico: io mi proteggo ed al tempo stesso ti proteggo, ovvero ti preservo dal contagio. A correre da soli si ha l’impressione talvolta di andare piu’ veloci ma a correre insieme si va piu’ lontano

Siamo diventati più solidali e desiderosi di interagire con il prossimo.
Quando suona il campanello il “e adesso chi cazzo è che rompe” è stato sostituito da una scossa adrenalinica e, se è un vicino di casa, dalla frase “cosa ha bisogno”

Ci ha reso possibile affinare ed aumentare il senso di responsabilita’ non solo rispettando le regole ed i divieti imposti dal Governo ma anche nell’essere più altruisti, Respinsabilita’ che non e’ scritta a lettere maiuscole nel dizionario di italiano, parola che spaventa e non esiste nelle pratiche quotidiane di molti ed e’ poco praticata in Italia. “Non dipende da me”, “non sono stato io”, “non e’ colpa mia”, frasi ricorrenti che ci sollevano appunto dalla responsabilita’, dall’accetazione di ogni conseguenza, dall’incombenza a prendersi sanzioni morali, economiche e giuridiche

Abbiamo incentivato l’uso della tecnologia, la digitalizzazione e l’alfabetizzazione informatica, dato forte impulso all’e-commerce e all’è-learning permettendo a milioni di persone di apprendere nuove skill e practise ed a milioni di studenti di proseguire a distanza il loro processo di istruzione Inoltre stiamo familiarizzando sempre più con l’utilizzo di webinar, chat, video call e teleconferenze

Ci ha consentito di seguire corsi on line in digital marketing valorizzando il tempo trascorso in casa attraverso e-learning di alta qualità che permette di imparare nuovi modelli di business, ottenere skill superiori e migliori opportunità di comunicare in modo più funzionale, efficiente ed imprescindibile oggi, sia ai professionisti del comparto Mar-Com sia a tutte le persone che desiderano praticare il self marketing per implementare la loro visibilità e la loro reputazione

Abbiamo lanciato il telelavoro e lo smart working ( che in Italia era al 2% a fronte di una media europea del 16%) con possibili vantaggi complessivi in termini di produttivita’, maggior soddisfazione dei lavoratori, riduzione dei costi, dell’inquinamento, presa contezza riequilibrio del rapporto tra aree urbane e non, del traffico urbano ed extra urbano: minor spostamenti signficano anche riduzione della diffusione delle influenze stagionali, presa coscienza necessita’ flessibilita’ orario lavoro

Miglioramenti sensibili anche sul fronte dell’evasione fiscale e della tracciabilità dei pagamenti
Abbiamo responsabilizzato i cittadini all’osservanza delle norme e a non voltarsi dall’altra parte se vedono qualcuno che fa il furbo, abbiamo imparato a fare la fila in modo ordinato

Stiamo davvero aumentando il senso patriottico di tutta la popolazione con il contributo di ogni italiano - possibile oggi tramite i social - alla diffusione e divulgazione costante di attaccamento al nostro paese grazie al rinnovato orgoglio nazionale e alla salvaguardia dell’ immagine, commercio, industria italiana, del Made in Italy e delle bellezze naturali e artistiche dell’Italia. Spesso manca il senso di identita’ nazionale: cantiamo tutti “Fratelli d’Italia e poi ci sentiamo figli unici”

Abbiamo introdotto la consuetudine a lavarci più spesso le mani., mostrando segno di maggior consapevolezza dell’igiene personale, unita a quella di portare la mascherina ( che davvero dà un senso di difficoltà respiratoria, ma ci fa tanto assomigliare a Michael Jackson)

Abbiamo messa in luce la ns resilienza, capaci di far fronte in maniera positiva a questo evento traumatico e in grado di fronteggiare caparbiamente le contrarieta’, di riorganizzare la ns esistenza dandole nuovo slancio senza alienare la ns identita’

Furti, rapine, omicidi e altri delitti sono stati ridotti all’osso, traffico e spaccio di droga hanno finalmente subito un tracollo.

Crediamo maggiormente negli scienziati, abbiamo fatto conoscenza con diversi virologi ( mai considerati prima), ora nostra unica speranza per un prossimo vaccino e abbiamo riabilitato le loro competenze facendoci comprendere di chi pèossiamo fidarci.

Ci è stato lasciato un grande monito a futura memoria: mai piu’ tagli alla Sanita’ !
La sua pandemia mostrando dunque i limiti ed una grave ed enorme imperfezione (un minus) della globalizzazione ha smantellato e rimodellato un proverbio: “mal comune, non e’ piu’ mezzo gaudio, ma nessun gaudio !”
Adesso ci resta solo da risolvere sta cazzata della sua permanenza e siamo a cavallo.

Grazie egregio Covid 19 per le opportunità che ci ha dato, per quanto ci ha insegnato e fatto capire e comprendere

Egregio coronavirus ora puoi andar via. Hai già fatto troppo per essere invisibile ( qui uso il tu)
… E passata la tempesta odo augelli ( tutti) far festa… piu’ sociale e meno social

Danilo Arlenghi
Presidente naz. Club del Marketing e della Comunicazione
Editore Marketing Journal
Presidente Party Round Green

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