Lettera sulla crisi di Albert Einstein

Mar 21st, 2020 | Di Redazione | Categoria: Psicologia & Sociologia


In questi tempi difficili nei quali è arduo vedere il nostro orizzonte, vale la pena avere una sferzata di ottimismo ed una nuova prospettiva della crisi.

Proprio nella lingua cinese (può sembrare un paradosso), “crisi” e “opportunità” si scrivono utilizzando lo stesso ideogramma. Questo significa trasformare la debolezza in forza. Convertire gli ostacoli in occasioni di crescita personale e di business.

Albert Einstein emerito scienziato e raffinato filosofo nel suo libro “Il mondo come lo vedo io” del 1937 scriveva “La lettera sulla crisi” osservando come la crisi è un’occasione, un volano per il cambiamento. La creatività, la ricerca di soluzioni, l’invenzione nasce infatti solo nel momento della massima difficoltà, quando l’individuo è messo alle strette e, per sopravvivere, deve voltare pagina, cambiando registro e modus operandi, smettendo di fare le cose che faceva prima e proponendone altre.

Le sue affermazioni sono incredibilmente attuali

Per un tuo incoraggiamento e riflessione ecco La lettera sulla crsi al completo:
” Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere “Superato”.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e da più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle Nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie d’uscita. Senza la crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c‘è merito.

È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lieve brezze. Parlare di crisi significa incrementarla e tacere nella crisi è esaltare il conformismo, invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”

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