Lezione dal Super Bowl: tutti i numeri da capogiro della sfida da 100 ilioni di spettatori

Feb 7th, 2020 | Di Redazione | Categoria: Primo Piano


Dai 5,6 milioni di dollari per uno spot di 30 secondi al merchandising: tutti i record del match svoltosi domenica 2 febbraio: i Kansas City Chiefs hanno battuto in rimonta i San Francisco 49ers 31 a 20

Il pubblico italiano lo scopre una volta all’anno, nella domenica che precede la settimana di Sanremo, ma il Super Bowl è l’evento principale della stagione sportiva e televisiva americana, con i risvolti economici (e politici) del caso. Nella notte del 2 febbraio i Kansas City Chiefs si
sono aggiudicati la 54ma edizione del Superbowl battendo i San Francisco 49ers 31 a 20 e conquistando il prestigioso titolo per la prima volta dal 1970. Ma non si è giocato solo il diritto di alzare il Vince Lombardy Trophy. Le aziende che hanno fatto i numeri sono molte di più.

Perché il Super Bowl è un evento speciale?
Il «Big Game» è la finale del campionato di football americano: lo sport più amato negli Stati Uniti, più di basket e baseball. Una passione accentuata dal fatto che si gioca poco: 4 partite di pre-season, 16 all’anno per squadra, più al massimo 4 di playoff compresa la finale, tutti incontri secchi dentro o fuori. È un gioco molto fisico e gli infortuni sono all’ordine del giorno, per cui il numero di incontri è tenuto basso per limitare i danni.

I diritti tv
L’accordo per i diritti tv firmato dalla lega nazionale, l’Nfl, con i network che ne trasmettono negli Usa le partite nei vari giorni (giovedì, domenica e lunedì) vale complessivamente circa 5 miliardi di dollari all’anno. L’Nba, per il mercato domestico, arriva a 2,6 miliardi annui e la lega di baseball a 1,6, per fare un confronto.

Il giro d’affari dell’Nfl
Secondo l’ultimo Green Bay Packers Report, il bilancio dell’unica squadra degli sport professionistici americani con proprietà pubblica (suddivisa in 360.760 stockholders), l’Nfl ha distribuito complessivamente nell’anno fiscale concluso a marzo 2019 8,8 miliardi di dollari: 274 milioni per ciascuna delle 32 squadre (+7,2 per cento).

Per quanto riguarda divise e accessori, la notizia è che la maglia del quarterback dei Kansas City Chiefs Patrick Mahomes (eletto mvp della finale) ha superato nelle vendite quella di Tom Brady, quarterback (ormai) leggenda dei New England Patriots. Nel 2018 i licenziatari della National Football League Players Association (il sindacato dei giocatori) come Nike, Fathead e Fanatics, hanno venduto magliette, felpe, bambole, cappellini eccetera per oltre 1,6 miliardi di dollari. Per la stagione 2019 che si conclude domenica le stime sono in crescita a 1,7 miliardi di dollari.

Il Super Bowl su Fox
Quest’anno è toccato a Fox trasmettere la finale (insieme a Cbs e a Nbc detiene i diritti per le partite della domenica e fa a turno con loro per ospitare il Super Bowl): a novembre aveva già venduto gli slot pubblicitari. Costo: 5,6 milioni di euro per 30 secondi, un record. Donald Trump ha comprato due spazi di 30 secondi per mandare in onda spot per la sua rielezione. Michael Bloomberg ha fatto lo stesso. Anche Facebook ha prenotato uno spazio da 60 secondo: è stato il suo debutto al Super Bowl.

I ricavi pubblicitari
Si stima che i ricavi pubblicitari quest’anno abbiano toccato quota 400 milioni. Nel 2019 la Cbs che trasmetteva l’evento aveva incassato in pubblicità 336 milioni, una cifra che 15 anni fa si aggirava sui 150 milioni di dollari. Le finali Nba del 2019, durate sei partite, hanno generato per l’emittente Abc 288 milioni in ricavi pubblicitari. Le World Series 2019, le finali di baseball, si sono fermate a 191 milioni, incassati da Fox.

Una platea mondiale
Hanno guardato la finale lo scorso anno 98,3 milioni di americani, il dato più basso in 11 anni, per cui si aspettano numeri in crescita per il Super Bowl 2020. Il record è del 2015: 114 milioni di spettatori negli Usa, più una cinquantina in tutto il mondo.

Quanto spendono gli americani
L’immensa platea genera ricavi vari legati alla serata, dalle classiche alette di pollo da consumare con gli amici (e con la birra) alle divise ufficiali da indossare davanti alla tv. La National Retail Federation ha condotto un sondaggio insieme a Prosper Insights & Analytics: 194 milioni di adulti hanno dichiarato che guarderanno il Super Bowl 2020. Ognuno spenderà 88,65 dollari a testa (la cifra più alta da quando viene condotta questa indagine, nel 2007) per cibo, bevande, merchandising e suppellettili varie necessarie ai gruppi di visione domestica. Il totale della spesa degli americani per il Super Bowl 2020 si attesta quindi sui 17,2 miliardi di dollari.

Di questi, l’80% va in pizze, hamburger, birre e sodas, l’11% in divise delle squadre, il 9% viene speso per la tv, l’8% per le decorazioni, il 6% è un investimento negli arredi.

La sera del 2 febbraio gli americani si sono ingurgitati con 1.230 ettolitri di birra e si sono mangiati 1,25 miliardi di ali di pollo, 3,6 milioni di kg di popcorn e 0,9 milioni di kg di patatine.

Lo show dell’intervallo
Gli artisti invitati a intrattenere la platea allo stadio (e in televisione) sono stati quest’anno Jennifer Lopez e Shaquira. Non vengono pagate per lo spettacolo, anche se sicuramente vedranno i benefici della loro apparizione indirettamente. Basta guardare a chi le ha precedute. I Maroon 5, che si sono esibiti l’anno scorso, hanno visto crescere le vendite dei loro dischi del 434%. Justin Timberlake, ospite del 2018, ha registrato un +534% mentre Lady Gaga, che si è esibita nel 2017, ha incassato un aumento del 960 per cento.

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