Lo storytelling di Nike tra impatto emotivo e impegno sociale

Ott 13th, 2020 | Di Redazione | Categoria: Spot e Campagne

Nike è un brand che, fin dalla sua nascita, si è impegnato a tirare fuori l’atleta che è in ognuno di noi coinvolgendo un numero di appassionati sempre più vasto. Per farlo ha realizzato nel corso del tempo diversi spot memorabili rimasti nell’immaginario collettivo.

La presa sul pubblico è stata di una tale portata che oggi i consumatori si sono affezionati a questo brand e ai suoi articoli più iconici, come ad esempio alcuni modelli di scarpe Nike presenti nei negozi online, che attirano l’interesse sia di sportivi che non.

Di recente Nike ha lanciato alcuni spot che hanno fatto centro, come ad esempio quello intitolato “You can’t stop us” che è diventato virale e ha visto l’azienda statunitense porsi in prima linea su temi di grande attualità.

Il successo del video che celebra lo sport

La pubblicità in questione è stata diffusa in concomitanza con il ritorno in campo della NBA dopo il lungo stop imposto dalla pandemia e ha visto coinvolti volti di primissimo piano dello sport mondiale come Cristiano Ronaldo, Serena Williams, Rafael Nadal, Bebe Vio e Megan Rapinoe, che fa anche da voce narrante. Il video è il risultato della combinazione di oltre 4mila filmati diversi e celebra lo sport come una inarrestabile fonte di ispirazione.

Una risposta a questo 2020 segnato dal Covid-19 e da episodi di razzismo come l’assassinio di George Floyd, che ha scatenato le proteste del movimento divenuto globale, il “Black Lives Matter”. In un momento storico così particolare, lo spot Nike di un minuto e trenta secondi è stato in pochissimo tempo letteralmente divorato dal web, collezionando più di 7,3 milioni di visualizzazioni su YouTube in meno di 24 ore.

Altamente significativa e tutta italiana è la partecipazione al video di Vittoria e Carola, le due ragazze di Finale Ligure diventate famose in tutto il mondo grazie al video diffuso sui social in cui, durante il lockdown, giocano a tennis da un tetto all’altro di casa loro.

Perché Nike fa una comunicazione di tipo sociale
Spot memorabili di questo tipo con un forte impatto emotivo non sono una novità per Nike. Questo grande marchio statunitense ha già scelto altre volte in passato di veicolare messaggi pubblicitari che non si limitassero a promuovere uno o più prodotti, ma assumessero una vera e propria finalità sociale.

Schierarsi apertamente su temi controversi o comunque di stretta attualità è infatti un modo per entrare in sintonia con il pubblico, accendendo i riflettori su questioni che riguardano il benessere della società intera. Un caso emblematico di questo tipo di comunicazione, che si lega anche ai movimenti di protesta antirazzista, è stato lo spot “Dream Crazy” lanciato in occasione dei 30 anni del famoso motto “Just do it”. L’anteprima della campagna è un’immagine in primo piano di Colin Kaepernick accompagnata dalla frase “Credi in qualcosa, anche se significa sacrificare tutto quanto”.

Kaepernick era un quarterback afroamericano della NFL che nel 2016, durante l’esecuzione dell’inno americano prima di una partita dei suoi San Francisco 49ers, si inginocchiò in segno di protesta contro il razzismo della polizia americana. All’epoca il presidente Trump condannò con forza il gesto di Kaepernick, il quale è rimasto senza contratto da marzo 2017. La campagna pubblicitaria ha polarizzato le opinioni e fatto discutere, portando Nike a perdere in un primo momento il 3% a Wall Street per poi riguadagnare il 5%.

Al di là del ritorno economico, appare evidente come quello su cui sta puntando un brand all’avanguardia come Nike è la creazione di una forte connessione emotiva con i consumatori: una mossa che si rivela vincente sotto molti punti di vista e che rende questi spot destinati a rimanere nella storia.

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