L’omogeneità dei pubblici - Relazioni Pubbliche in pillole a cura di Giorgio Vizioli

Gen 8th, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Comunicazione, Relazioni Pubbliche


Nelle attività di comunicazione occorre porre molta attenzione a utilizzare strumenti, contenuti e linguaggio consoni alle caratteristiche di ogni specifico interlocutore.

A ogni pubblico - giornalisti, clienti (attuali e potenziali), dipendenti, stakeholders, fornitori, consulenti, comunità locale, autorità politiche e amministrative - occorre infatti rivolgersi nel modo più adatto. E ognuno di questi pubblici non deve alcuno sforzo per interpretare il nostro messaggio, l’oggetto della nostra comunicazione.

È compito di chi comunica farsi capire e, se questo non avviene, la responsabilità ricade, sempre e totalmente, sul comunicatore (fatta salva naturalmente la buonafede di chi ci ascolta).

Quindi, quando si organizza un evento, un incontro, una presentazione, un convegno, un seminario o una tavola rotonda, in presenza o in remoto, occorre sempre avere ben chiare le caratteristiche del destinatario principale del messaggio, oltre al fatto che altri pubblici possano accedere alla comunicazione e interpretarla a modo loro.

L’avvento della digitalizzazione ha reso più complessa la gestione di questo aspetto, Se per le attività in presenza era ed è sufficiente vagliare con cura gli indirizzari e gli inviti e presidiare le presenze, per. gli eventi digitali questo è più arduo, anche se una selezione all’ingresso può sempre essere fatta.

L’omogeneità degli interlocutori è fondamentale per l’efficacia dell’azione. Giornalisti più o meno specializzati, per esempio, hanno bisogno di informazioni diverse, altrimenti quelli meno competenti nella specifica materia, ma tuttavia rappresentanti di importanti testate generaliste, potrebbero non capire e quindi riportare in modo erroneo alcuni importanti aspetti della comunicazione.

Lo stesso vale per gli altri pubblici: le informazioni che si trasmettono ai dipendenti non possono essere le stesse che si comunicano ai clienti. E quelle destinate ai clienti in essere (più rassicuranti) saranno diverse da quelle, più promozionali per i prospect clients.

A un sindaco o a un ministro ci si rivolgerà rispettando determinati protocolli, al cui formalismo e alla cui tempistica altri pubblici, per esempio i giornalisti, potrebbero essere insofferenti.

Nel caso in cui la selezione di pubblici in funzione della loro omogeneità non fosse possibile, occorrerà non trascurare questo aspetto, creando momenti e spazi, reali o virtuali, specificamente concepiti, in cui ciascun pubblico possa trovare la giusta informazione e sentirsi al centro della nostra attenzione.

Giorgio Vizioli
Comunicatore e Giornalista, dal 1990 titolare dell’Agenzia Studio Giorgio Vizioli & Associati di Milano (www.studiovizioli.it), ha ricevuto il Premio “Ufficio Stampa di Eccellenza 2019” del GUS (Giornalisti Uffici Stampa) Lombardia
Membro del Comitato Direttivo del ClubMC
giorgio.vizioli@studiovizioli.it
www.studiovizioli.it

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