Luca Colantoni: La comunicazione dei media ai tempi del Coronavirus

Apr 10th, 2020 | Di Redazione | Categoria: Interviste


Come sta funzionando la comunicazione dei media ai tempi del Coronavirus? Ne abbiamo parlato con Luca Colantoni, giornalista professionista ed esperto di comunicazione dei media.
Partendo dalle prime fasi dell’emergenza Coronavirus come valuti l’approccio dei media tradizionali (radio, tv e giornali) alla notizia?

La premessa è d’obbligo. Quando sul Coronavirus ancora arrivavano notizie più o meno frammentarie dalla Cina, nessuno osava immaginare questo scenario nel quale stiamo vivendo.
Ed è proprio in questo esatto momento che la nostra comunicazione, ovviamente non tutta, ha cominciato a sbagliare qualcosa nei racconti.

Errori di approccio alla notizia o di sottovalutazione?

Quasi nessun media si è addentrato in anticipo nel problema cercando di capire cause, concause e scenari futuri. Zero (o quasi) analisi approfondite.
Anzi, alcuni hanno anche minimizzato. Poi la rapida escalation, da epidemia a pandemia e qui, su qualsiasi piattaforma, televisiva o in Rete, è accaduto di tutto. Un autentico tsunami di informazioni, notizie più o meno attendibili, voci di corridoio. Il tutto, molto spesso neppure verificabile, e la verifica della fonte è alla base della corretta comunicazione giornalistica. In caso contrario, la realtà si deforma fino a prendere i contorni delle fake news.

Media tradizionali e piattaforme social sono stati investiti in egual misura da questo sciame sismico?

Sono stati tutti colti, più o meno di sorpresa, da questo “sciame sismico”. I media tradizionali hanno reagito ciascuno con il proprio virologo di fiducia, l’esperto di turno, il “prezzemolino” che sta sempre lì a parlare di qualsiasi argomento. Dal lato social, come accade anche per altri argomenti, le persone comuni, ad un certo punto, hanno smesso di pubblicare gattini e si sono improvvisati “autorevoli esperti” pubblicando status simili a trattati scientifici, magari scopiazzati da qualche parte.

Senza verificare le fonti, senza un approccio critico e professionale alle notizie. Tutto, ad un certo punto, è entrato a far parte di un circo mediatico senza precedenti e purtroppo, aggiungerei, con pochissimo controllo. Quello detto due ore prima non è valido due ore dopo. Su un canale uno dice una cosa, sull’altro canale l’esatto contrario, tutte cose che hanno messo e stanno mettendo, lo spettatore, o meglio l’utente (visto che si parla anche di social network e altre piattaforme online), sempre più in difficoltà.

Ovviamente non è possibile controllare la comunicazione tra persone, soprattutto oggi nell’era dei social. Il punto di riferimento oggettivo dovrebbe essere la Comunicazione Istituzionale. Come ha funzionato?

L’unica fonte sicura di informazione dovrebbe essere, in effetti, la cosiddetta Comunicazione Istituzionale, ma anche questa ha avuto i suoi problemi. Ad esempio l’uscita in anticipo di una bozza di un decreto del Governo, addirittura ancora in fase di lavorazione, è un errore che un ufficio stampa (chiunque sia stato), in un momento del genere, non può e non deve permettersi di fare perché esiste un iter di divulgazione ben preciso. Ed è stato un errore di comunicazione grave perché ha indotto migliaia di persone ad affollare i supermercati e prendere treni generando panico che non è mai la soluzione migliore in un momento del genere.

Nei giorni successivi sembrava ci fosse un miglioramento, ma poi si è ricaduti negli stessi errori di stile e di forma. Insomma. Meccanismi da rivedere assolutamente.
Proprio in queste ore, però, nuove notizie creano confusione. Alcune regioni obbligano alla mascherina, altre no. La protezione civile e l’Iss dichiarano che non servono se si mantiene il distanziamento corretto. Come orientarsi?

Infine le ipotesi relative alle date di ritorno alla normalità: chi parla di Pasqua e chi di Ferragosto. Tutte notizie riprese e rilanciate con maggiore o minore enfasi dai vari media, per non parlare dei social… Ma tornando ai palinsesti, ogni trasmissione televisiva (di informazione o di intrattenimento) sta cavalcando il Coronavirus come notizia di punta. Come giudichi questa scelta?

Molti palinsesti televisivi sono stati stravolti dal Coronavirus e personalmente credo si sia persa una grande occasione dal punto di vista della Comunicazione Tv. Quella di dividere, una volta per tutte, l’informazione dall’infotainment. In un momento storico così delicato, le notizie avrebbero dovuto avere dei canali dedicati mentre il divertimento, per quel poco che c’è da divertirsi, ovviamente, su altri canali per far divagare e distrarre le persone a casa che, invece, sono alla prese con la confusione e lo tsunami di notizie e indicazioni: “al tg hanno detto che… ma dall’altra parte il virologo ha detto il contrario, a chi devo dare retta?”.

Capisco la volontà di far arrivare anche all’arcinota “casalinga di Voghera” i messaggi del restare a casa e del lavarsi le mani, ma forse lì ci si doveva fermare perché, pur essendo entrambi inseriti nella categoria “comunicazione”, informazione e infotainment sono due cose completamente diverse. Poi magari tutto tornerà come prima (e ce lo auguriamo al più presto) ma, ripeto, in un momento particolare come questo, l’aspetto comunicativo andava gestito, probabilmente, in maniera leggermente diversa.

su www.mariobonelli.com

Luca Colantoni, giornalista professionista. Inizia la propria carriera nei giornali locali e nelle radio private romane. Nel 2001, corrispondente da Roma per Radio 101 Network, poi collaboratore con diverse agenzie: Italpress, Press Association, Datasport e Calciomercato.com. Collaboratore de Il Tempo per sei anni come inviato, poi il passaggio alla tv con Sportitalia – Eurosport, tra il 2004 e il 2007 come redattore e inviato. Autore dei libri: “Internet-Calcio” (Edizioni Simone, 2000) e “Kakà-un addio lungo un sogno” (Aliberti Editore, 2009). Nel 2015 redattore delle news, inviato e conduttore del Tg e degli approfondimenti generalisti di Agon Channel (ex canale 33 digitale terrestre). Poi speaker del tg e degli approfondimenti di Euronews in lingua italiana. A Luglio 2019, redattore e inviato presso la redazione politica di NewsMediaset.

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