Ma le vincite nei concorsi a premi sono tassate? - Sales Promotion: Concorsi e Operazioni a Premio dalla A alla Z a cura di Miriam Forte

Mar 29th, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Marketing


Concorsi a premi, per le vincite sopra i 500 euro scatta la trattenuta del 6%
di Ferruccio Bogetti e Gianni Rota (articolo del Sole 24 Ore)

……..Va sempre applicata la trattenuta del 6% sulle vincite erogate in occasione della partecipazione a concorsi a premio per vincite superiori ai 500 euro. I Monopoli possono infatti, con propri decreti dirigenziali, introdurre nuovi giochi e variare l’assegnazione delle vincite per aumentare il gettito. La pretesa non lede, inoltre, il principio di capacità contributiva in quanto la riserva di legge sancita dalla Costituzione fa comunque salva la discrezionalità amministrativa. Infine, quanto trattenuto non entra mai nella disponibilità patrimoniale del vincitore e non può così essere assimilato alla ritenuta d’imposta. Così si è espressa la Ctr Lazio, sentenza 6293/12/2017 (presidente Tersigni, relatore Galeota)…….”.
L’azienda che avvia un concorso a premi, versa allo Stato una tassa del 22% ed una ritenuta del 25% sul valore dei premi che mette in palio, pertanto, le vincite assegnate nell’ambito di un concorso a premi non sono soggette ad altra tassazione a carico del vincitore.

Pur ribadendo la correttezza dell’articolo sopra citato, occorre districarsi tra le varie interpretazioni dei Monopoli di Stato, le circolari dell’Agenzia delle Entrate e le direttive del Ministero dello Sviluppo Economico, non solo in ambito fiscale ma anche relativamente a tutti gli ulteriori aspetti extratributari connessi con: - la tipologia dei premi, - la meccanica del gioco, - la grafica e la terminologia.

A tal proposito è bene segnalare che i Monopoli di Stato stanno facendo accertamenti a carico delle aziende che hanno messo in palio vincite costituite da quote di canone di affitto, equiparando tale pagamento all’esborso di denaro contante, vietato per legge. Interpretazione molto discutibile, in apparente contrasto con la normativa che regola i concorsi a premi (DPR 430), con cui il legislatore ha sancito invece la possibilità di assegnare beni sia mobili e sia beni immobili.

Sono noti a tutti infatti, i numerosi concorsi nell’ambito dei quali vengono assegnati in premio carte prepagate, o addirittura offerte commerciali nell’ambito delle quali viene assegnato un ristorno successivo agli acquisti, tramite un riaccredito sul proprio conto corrente di una quota di denaro speso in sede di acquisto.

Appare evidente che, trattandosi di una disciplina complicata, è bene affidarsi a professionisti aggiornati non solo sulla normativa vigente in materia di concorsi a premi, ma anche sui diversi orientamenti dei vari enti pubblici coinvolti, poiché i Monopoli di Stato, in caso di meccaniche concorsuali che in qualche modo possano anche soltanto apparentemente fare concorrenza ai giochi dello Stato, possono comminare una sanzione da 500.000 euro, così come previsto dal Decreto Abruzzo.

Per info o consulenze:

Miriam Forte
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