Marketing in progress: sempre più ‘live’

Ott 30th, 2020 | Di Redazione | Categoria: Editoriale, Marketing


Tutto cambia: stili di vita, desideri, bisogni, aspettative, tipologie e modi di consumo, punti vendita, tecnologie, attività pèrofessionali
Naturale che si modifichino anche le modalita’ di comunicazione e di marketing, i canali, i mezzi, le tecniche, mentre si moltiplicano le discipline e le tipologie di marketing

Per anni si sono visti giovani denigrare il marketing tradizionale per inseguire l’innovazione rappresentata dall’ecosistema digitale, nell’illusione che la separazione netta in due fazioni favorisse il loro protendere per quella che parlava il codice binario.
Ma l’omnicanalità dell’esperienza ha portato a ricucire questa (illusoria) dicotomia.

Il marketing ‘live’ si fa e si fara’ sempre piu’ street marketing
Il marketing e la comunicazione aziendale cambiano rotta e vanno on the road
La strada, come teatro della marca, è l’ultima frontiera del Marketing 3.0
Lo spettacolo della “live” pubblicità va in scena nell’ambiente in cui il consumatore, vive, abita, lavora, consuma e si diverte.

Pandemie permettendo il marketing di oggi, domani e dopodomani si fa e fara’ a contatto delle personas, dal vivo!

E’ l’epoca di un marketing relazionale personalizzato non solo one-to-one ma addirittura one-to-each, non più generalizzato e standardizzato. Un vero e proprio marketing cliente-centrico

Già anni fa il visionario Sam Walton, ideatore e proprietario dei supermercati Walmart, un gigante multinazionale, affermava: The client is the king !

Ogni persona è un essere a se’ stante che vuole essere considerato per la sua essenza umana e non più un mero numero statistico

La marca si avvicina ai consum-attori ed ai prospect

Il brand scende dallo scaffale del super, esce dal monitor del televisore, si libera dall’etere radiofonico, sfugge anche ai social

E va incontro al consumatore o al prospect ( cioe’ai suoi interlocutori preferenziali ) dal vivo prendendolo mano nella mano per percorrere insieme un cammino piu’ proattivo e diretto, per intercettare le loro istanze e aspettative e cercare di soddisfarle

Ascoltare e vivere i propri ‘partner’ e non piu’ ‘target’ e’ il nuovo must di manager e politici, stare in mezzo alla gente anche per renderli partecipi ed ispiratori di nuove idee ed azioni ( user generated content) per migliorare tutti.

Capire interessi, passioni, intenti , conoscere le nuove istanze, sapere delle abitudini di vita lavorativa e vita personale ( tempo libero diviso tra home e outdoor) del pubblico permette di calibrare meglio il da farsi rendendosi conto di come e perche’ farlo

Il nuovo imperativo categorico è l’interazione: brand e consumatore a contatto diretto, in modo partecipativo ed esperienziale, dal vivo, non solo per conoscersi meglio a vicenda, ma soprattutto per attivare relazioni biunivoche e proattive, creare affinità e consenso e generare passaparola.

Secondo famosi esperimenti operati da Albert Mehrabian nel 1972 presso Ucla ( univ della California): dal vivo si puo’ gurdare negli occhi ed in faccia ed osservare la postura degli arti e dell’intero corpo dei propri interlocutori che sono rivelatori e dunque scoprire molto di loro : interesse o meno per il prodotto/servizio, insicurezza, varie emozioni, verita’ o menzogne

Gli occhi infatti e la gestualità non mentono stando comunque a debita distanza ( prossemica: le 4 distanze interpersonali : da 0-45 cm distanza intima, da 45 a 120 cm distanza personale ottima per rapporti amicali, da 120 a 300 cm distanza sociale ottima per rapporti formali, oltre 3m distanza pubblica) cosa che non e’ possibile totalmente in digitale.

Le risposte e le reazioni sono piu’ genuine dal vivo piuttisto che per telefono o via mail perche’ i comportamenti non verbali sono più spontanei e veritieri e non sono filtrati dai telefoni, dalle mail, dalle chat dietro le quali si nascondono in molti, per paura, diffidenza, privacy o codardia come i fidanzati che lasciano il partner via messaggino ( si vergognano e non hanno il coraggio sino in fondo delle loro azioni.

Il flusso delle interazioni quotidiane con gli altri risulta composto da:

- Comunicazione non verbale , con una incidenza del 55% sulla trasmissione del messaggio
- Comunicazione paraverbale ( es: tono, volume,vocita’, timbro della voce) con incidenza del 38%
- Comunicazione verbale con incidenza del solo 7 %

Quindi un modo di influire reciprocamente con dialoghi e non più solo monologhi, ovvero il brand parla ed io ascolto, io parlo ed la marca ascolta

Emerge sempre di più la UAU Communication che e’ la ‘ ultimate’ comunicazione ( la piu’ avanzata), progressiva, live, diretta, bidirezionale, attraente, stupefacente, divertente, contestuale, coinvolgente, emozionante, interattiva, esperienziale, creativa, virale, immersiva, memorabile, innovativa, alternativa, cost effective, e soprattutto Green

Grazie alle tecniche non convenzionali, applica il brand-storming ( new concept) e favorisce l’aumento della brand awareness, della brand reputation e della brand fidelity, costruisce meglio la brand identity, utilizzando efficienti approcci relazionali, tailor-made e glocal che si basano sullo studio “dal basso” della psicologia del target ( partner nella accezione postmoderna), delle leve razionali ed emozionali e dello spazio-ambiente in cui si muove.

Senza dimenticare un ennesimo vantaggio della comunicazione de visu: può essere un ottimo strumento di ricerca sul brand o sul prodotto e un ‘più veritiero’ momento di conoscenza del mercato. Lanciare un prodotto con questo metodo potrebbe permettervi di testare le reazioni del pubblico prima ancora di aver aperto un singolo punto vendita e, di conseguenza, di perfezionare il posizionamento strategico del brand o modificarlo in base a suggerimenti dei futuri user

La nuova comunicazione in progress ed il mktg del 3 millenio avanzano e si umanizzano cosi come la politica

Brand e politici si umanizzano semplicemente perche’ fruitori, utilizzatori e acquirenti cosi come gli elettori sono esseri umani con i loro bisogni e desideri per dar loro risposte e soluzioni

Da target a partner: e’ l’umanesimo del marketing/comunicazione aziendale e della politica che si fanno immersivi

Esite infatti un parallelismo tra marketing e politica:

Slalom parallelo tra marketer e politico: entramibi devono evitare i paletti, fare scorrere gli sci e trovare le pieghe giuste, spingere sulle racchette, conoscere il percorso ( i propri interlocutori) etccc

Il marketing e la comunicazione sono fatti di vasi comunicanti e, come anche la politica, non di compartimenti stagni: i politici escono dal parlamento che si svuota di onorevoli e senatori oltreche’ di leggi ed entrano nelle piazze che si riempiono di persone, di simpatizzanti e di elettori, il loro target, per percepire il sentiment cosi come fanno i brand

Marche e politica hanno bisogno di piu’ consapevolezza e fiducia da parte di tutti ( ognuno di noi)

Il marketing on line ed il social media marketing sono utili ed importanti, validissimi supporti al marketing off-line, ma il marketing dal vivo è tutta un’altra storia

Danilo Arlenghi
Presidente ClubMC
Presidente Party Round Green
Editore Marketing Journal
tel mob +39 393 9402049
daniloarlenghi@partyround.it

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