Marketing trend 2019 / 2020: strategia e guida completa verso la transizione

Dic 3rd, 2019 | Di Redazione | Categoria: Breaking News, CATEGORIA B


Una buona strategia di marketing per essere vincente deve essere al passo con i tempi o anche meglio guardare oltre. Per questo motivo non bisogna rimanere ancorati ai soliti schemi (non confermati da dati), ma è necessario gettare uno sguardo al futuro e tener conto dei nuovi trend, rimanendo costantemente aggiornati. Ormai siamo a metà 2019, un anno promettente che porterà a diversi interessanti cambiamenti nelle aziende anche qui in Italia.

“Future is private”

Ricordatevi di questa affermazione perché per i prossimi anni sarà il motto principale da cui deriveranno un numero indescrivibile di nuove strategie di marketing e vendita.

Il mondo della tecnologia cambia molto velocemente e con esso il digital marketing e le vendite.

Lo sappiamo tutti ormai, tecnologia ha rivoluzionato tutto.

Tante, tantissime cose cambiano ogni giorno ed è importante stare al passo per non perdersi nulla.

Come fare?

Abbiamo alcuni suggerimenti che ti aiuteranno ad aprire gli occhi su questo 2019 e i primi mesi del 2020.

È un panorama, quest’ultimo, che non è per nulla statico, bensì estremamente dinamico, intraprendente e alla ricerca di nuovi scenari legati alla fruizione dei media e soprattutto al comportamento delle persone. Insieme a questo, si evolvono anche le strategie applicate a questo settore.
Una delle attività più importanti per le aziende che avviano o continuano una strategia di digital marketing nel 2019 consiste nella creazione di contenuti rilevanti, accattivanti e sempre utili per il target di riferimento. La thank you economy ha ancora sempre la meglio.

E’ fondamentale a lungo termine puntare anche su questo tipo di attività, piuttosto che limitarsi ai classici annunci pubblicitari (che tendono ad avere costi sempre più elevati).

Questi contenuti dovrebbero essere una risorsa non solo ai fini del marketing, ma, anche un punto di comunicazione tra tutti i collaboratori dell’azienda.
La necessità di un’evoluzione costante

Non si tratta solo di attirare clienti, ma di apportare modifiche e miglioramenti continui innalzando il livello di qualità di ciò che si offre.

Innanzitutto, prima si riesce a pianificare una strategia di marketing, più facile sarà riuscire a gestire i cambiamenti che arriveranno. I marketer quindi hanno bisogno di tenersi al passo con i trend del momento e non rimanere indietro. Vogliamo suggerirti alcuni consigli da seguire:

Marketing automation
Migliorare la SEO
Migliorare il SEM
CRO, user e customer experience
Strategie di marketing omnichannel
Conversational user interfaces
Video marketing
Social media e community marketing
Content marketing
Blockchain
Influencer marketing
Realtà virtuale e aumentata
Landing page
Email marketing evoluto
Mobile marketing
Analisi, dati e report

1. Marketing automation

Il marketing automation è uno dei grandi trend del 2019, per non dire che ormai lo è da anni.

A parità di risorse le aziende devono impegnarsi in molte attività specialistiche e profonde.

L’unica strada percorribile per l’ottimizzazione e la personalizzazione (altri temi del 2019) è automatizzare attività ripetitive come email, social media e altre azioni del sito web.
Il futuro del marketing (e sales) automation, della generazione di lead, del lead scoring e del nurturing è l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico.

Il lead scoring consente alle aziende di determinare la probabilità di conversione di un lead in prospect in base al loro comportamento sul proprio sito web, email, ecc.

Se la tua azienda effettua questa basilare attività di marketing con l’intervento umano in un gioco di ipotesi senza la possibilità alcuna di scavare in profondità nei dati o facendo affidamento su punteggi incerti sviluppati da algoritmi inaccurati, sarai già confuso per la scarsa affidabilità dei dati in tuo possesso.
Il lead predittivo guidato marketing automation sarà uno standard entro il 2020.

Con il machine learning, il tuo software di marketing automation sarà in grado di analizzare tutti i dati per determinare come valutare i diversi comportamenti degli utenti.

Assicurati di non restare indietro tieni il passo con i principali player di settore come ad esempio HubSpot o Pardot di SalesForce, ecc.

Assicurati che il tuo software di marketing attuale abbia un piano per sfruttare l’apprendimento automatico. In caso contrario, potrebbe essere il momento di cambiare. Tieni bene in mente che la modifica del software aziendale richiede sempre tempo, prima in moto il processo della trasformazione digitale meglio è.
Marketing centrato sul cliente

Personalizzare il marketing non è una novità, ma a causa dei nuovi dati, la personalizzazione del tuo messaggio è diventata ancora più mirata.

Grazie all’intelligenza artificiale e all’apprendimento automatico, o machine learning, i professionisti del marketing si sono spostati dal basarsi esclusivamente sui dati demografici alle abitudini, ai desideri, alle attività e alle preferenze di acquisto disponibili con il semplice tocco di un pulsante.

Inoltre, le aziende stanno imparando come utilizzare queste metriche per convertire i dati in vendite.

Le soluzioni basate sull’intelligenza artificiale fondono dati provenienti da varie fonti, come dati storici sulle transazioni, vendite di tendenza, informazioni sulla concorrenza, dati CRM e feed dei social media.

Questo produce una visione ben specifica della persona dell’acquirente, ti aiuterà ad identificare la tua buyer persona che ti sarà utile per rendere efficacissime anche tutte le altre attività del tuo marketing, dal reach ad ogni singolo touchpoint della customer journey.
Intelligenza artificiale

In passato, i marketer digitali sono stati riluttanti a incorporare l’intelligenza artificiale nelle loro strategie.

Ma poiché l’AI continua a dimostrarsi utile per semplificare le esperienze basate sui dati e migliorare l’esperienza dell’utente, la fiducia in essa è aumentata.

L’intelligenza artificiale può analizzare il comportamento dei consumatori e i modelli di ricerca, utilizzando i dati di piattaforme di social media e blog post, per aiutare la tua azienda a capire come utenti e clienti trovano e considerano i tuoi prodotti e servizi, spingendosi ad innescare autonomamente le più opportune azioni di marketing.

Ad esempio, i bot di messaggistica di Facebook possono aiutarti ad automatizzare e ottimizzare il servizio clienti.

L’intelligenza artificiale offre anche informazioni e suggerimenti agli utenti entrando nelle conversazioni.

Secondo Gartner, il 25% del servizio clienti utilizzerà la tecnologia chatbot entro il 2020, rispetto a meno del 2% nel 2017.

Se la tua azienda adotterà l’intelligenza artificiale nel 2019 sarà in grado di risparmiare sui costi e spingere la crescita, ottenendo un vantaggio sui tuoi concorrenti.
Intelligenza artificiale e design thinking

Analizzare i contenuti online per ottenere la percezione delle emozioni dei clienti associate al prodotto è un approccio che guarda al futuro.

L’intelligenza artificiale impiegata per mettere in relazione molteplici dati sui comportamenti apparentemente slegati dei clienti in internet, si identifica con il nome di machine learning e, nel nel caso specifico, fra le molteplici applicazioni, gli si attribuisce il compito di “pattern recognition”.

Al computer vengono forniti sia dei set di dati come input, sia le informazioni output relative ai risultati desiderati con l’obiettivo che il sistema identifichi una regola generale che colleghi i dati in ingresso con quelli in uscita, in modo da poter poi riutilizzare tale regola per altri compiti simili.

L’obiettivo è quello di apprendere il modello, lo schema ricorrente, la struttura ripetitiva, di una determinata sequenza all’interno di un insieme di dati grezzi delle conversazioni online, dei dati di engagement, per mettere in atto, il più tempestivamente possibile, azioni di marketing volte a incrementare la domanda o contrastare apparenti tendenze della sua contrazione.

L’obiettivo di un sistema basato sull’apprendimento supervisionato che rileva i modelli nel comportamento dei clienti per determinare le condizioni del mercato e quindi consentire adeguamenti al prezzo e promozioni mirate, è potente, ma abbisogna di una componente umana altrettanto potente, per incorporare quei tratti umani nel prendere decisioni.

Questo può essere il “design thinking”.

Con il design thinking l’azienda ha modo di riflettere attentamente su come le previsioni e le raccomandazioni del sistema di intelligenza artificiale saranno vissute dai loro clienti, le cui emozioni e associazioni emotive la macchina non può interpretare o prevedere in modo efficace.

La metodologia manageriale di gestione del “design thinking”, aumenta la capacità delle organizzazioni di prendere decisioni efficaci e redditizie, creando condivisione e “benessere” per tutti i suoi stakeholder, interni ed esterni.

Il machine learning individua problemi specifici che altrimenti sfuggirebbero alle organizzazioni ma necessita di un metodo che sfrutti empatia e infonda umanità nel sistema per trovare le soluzioni che più si adattano.

Immagina uno scenario in cui un nuovo trend riduca l’interesse dei clienti per il tuo prodotto nel periodo natalizio. Un sistema di intelligenza artificiale individua questo problema, riconoscendo che i clienti che solitamente condividono i tuoi prodotti sui social media ne condividono meno del solito, o che abbinino la tipologia di prodotto oggetto di moda al nostro prodotto in un numero sorprendentemente alto di post.

Il sistema di intelligenza artificiale potrebbe, debitamente istruito, anche suggerire di offrire uno sconto sul nostro prodotto nelle località in cui il trend avverso è più forte e le discussioni sul nostro prodotto basse.

Il design thinking, però tenendo conto dell’umano e comprensibile interesse per la novità ma anche dell’attaccamento emotivo a trend più affermati, potrebbe ispirare una campagna pubblicitaria che ruota attorno all’enfatizzazione della probabile delusione di chi è abituato a ricevere il nostro prodotto come regalo.

L’interpretazione a livello umano del design thinking è difficile da integrare su larga scala nei processi decisionali del machine learning, tuttavia può iniziare a incorporare nuove connessioni.

La prossima volta che un altro prodotto inizierà a comparire vicino al nostro in molti post sui social network, il sistema potrebbe automaticamente consigliare di puntare sulla tradizionalità del nostro prodotto senza suggerirci di abbassare il prezzo.

In questo approccio collaborativo del design thinking e dell’AI, ogni approccio contribuisce a rafforzare e minimizzare la propria debolezza per offrire un processo di sviluppo più efficiente e un’esperienza utente migliore.

Una volta stabiliti, questi sistemi possono incrementare e migliorare nel tempo, guadagnando dai progressi e dalle informazioni raccolte durante il processo di sviluppo. È una delle idee uniche che alimentano il design thinking basato sull’intelligenza artificiale: l’IA deve imparare costantemente per migliorare, mentre il design thinking si appoggia al pubblico per ottenere informazioni approfondite sui consumatori.

Insieme, un approccio combinato di intelligenza artificiale / design thinking può portare alla creazione di prodotti, servizi e nicchie che si allineano in modo più accurato con i desideri e i bisogni dei clienti. Inoltre, questo processo può raggiungere l’obiettivo finale desiderato anche se i clienti non riescono a esprimere ciò che vogliono e può arrivarci senza una continua ricerca sul cliente con tentativi ed errori.

2. Migliorare la SEO

Con questo termine si intendono tutte quelle tattiche adottate per aumentare la visibilità di un sito web in un motore di ricerca, con il fine di migliorarne il più possibile il posizionamento nella pagina dei risultati.

Più si è posizionati in alto, più aumenta la probabilità che il sito venga visualizzato e maggiore è la visibilità dei prodotti offerti.

Essere in alto nel ranking significa aumentare la probabilità che la gente acquisti.

Tutto parte dalle impression, ovvero il numero di persone che visualizzano un contenuto, seguono poi i click, che rappresentano il passo successivo alla semplice visualizzazione, e si arriva infine alle conversioni, ovvero agli acquisti, in quello che viene definito funnel di vendita.

Questo percorso a imbuto è il percorso che un compratore compie ipoteticamente nel momento in cui, tramite la SEO, apre un sito web.

Recentemente i motori di ricerca hanno modificato i loro algoritmi e non vanno più a concentrarsi solo sulle parole chiave come si era soliti fare prima.

La SEO ormai è materia di specialisti, si parla di SEO semantica, olistica e sistemica.

Google sta dando più spazio agli annunci a pagamento e ai suoi contenuti di Knowledge Graph (tramite gli Snippet). Ciò significa che è più difficile entrare in prima pagina (perché c’è meno spazio), ed è più difficile ottenere clic (perché più persone ottengono le informazioni di cui hanno bisogno dal Knowledge Graph).
Dal 2019 in avanti desideri ancora continuare a guidare il traffico attraverso la ricerca organica hai poco margine di errore.

La nuova tendenza è quella di preferire un gruppo di contenuti intorno a un determinato argomento. Questa è quella che viene definito la SEO semantica (e topic cluster).
Che cos’è la SEO semantica?

Ogni parola ha un proprio campo semantico: ovvero un gruppo formato da parole che sono in stretta relazione di significato tra loro (comprendente sinonimi, contrari e argomenti correlati). Ad esempio il campo semantico della parola “cane” comprende anche “animale”, “mammifero”, “razza”, “coda”, “muso”, “gatto”.

In questo modo, all’interno dei motori di ricerca, le parole smettono di essere soltanto delle parole e diventano delle vere e proprie entità, che rientrano in un campo semantico.

Queste entità sono più importanti delle parole chiave, perché dietro ad esse ci sono dei dati che vengono studiati dai motori di ricerca e che permettono di analizzare il linguaggio umano.

Così facendo i motori di ricerca sono sempre più bravi a capire cosa c’è dietro una ricerca e ad interpretare le intenzioni degli utenti.

Tutto questo vent’anni fa era impensabile.

Ora, invece, Google riesce a comprendere le domande di chi naviga in rete.

Adesso chi scrive contenuti online, per far sì che i propri contenuti vengano trovati facilmente, sfrutta la SEO semantica.

Google, ad esempio, grazie a questi evoluti algoritmi, andrà ad interpretare il significato delle frasi e a comprendere l’argomento che tratta insieme al suo contesto.

Google sta rapidamente adottando la tecnologia web semantica per evolvere dai collegamenti testuali alle risposte e fornire risultati più precisi più velocemente. In questo percorso, Google ha introdotto il Knowledge Graph, il pannello della conoscenza, il carosello di notizie / video e altri risultati di ricerca rich media (lo Snippet in primis) e la ricerca vocale con l’assistente Google. Utilizzando l’apprendimento automatico, Google può ordinare migliaia di entità e fare ricerca di entità e risultati di ricerca più accurati da cui trarre benefici.

Per sfruttare la ricerca di entità, la SEO, deve pensare all’ottimizzazione delle parole chiave in modo più strategico.

La ricerca delle entità si collocano tra query leggibili dalla macchina e le domande leggibili dall’uomo.

Inizia a pensare a ciò che le persone stanno cercando e quello che può celarsi dietro.

Per classificare le parole chiave a intento condiviso, prova a utilizzare sinonimi, varianti, alias e entità strettamente pertinenti e migliora i contenuti intorno a loro nel modo più naturale possibile.

Continua a creare contenuti attinenti e alla fine Google riuscirà ad apprezzarli finché il contenuto sarà di alta qualità e abbastanza pertinente.

Importante inoltre per la SEO è il mobile, perché i motori di ricerca, nel momento in cui stilano il ranking dei siti web, guardano al fatto che quei siti siano responsive e facilmente navigabili anche da smartphone o tablet.
L’importanza dei topic e delle pillar pages

Il 2019 sarà l’anno del passaggio definitivo alla SEO semantica.

Questo non significa che le parole chiave hanno perso tutta la loro importanza, ma, l’attenzione si sta spostando verso gli argomenti (domande, intenti e processo di acquisto).

Il limite delle parole chiave sta nella circoscrizione delle informazioni, mentre, attraverso gli argomenti, si possono creare nuovi contenuti che raggiungono un pubblico maggiore e si tracciano nuove parole correlate alla semantica, che magari non sarebbero state comprese tra le parole chiave.

La prima cosa da fare per migliorare la strategia SEO è controllare il proprio sito web: capire dove funziona in maniera ottimale e dove invece presenta delle lacune, e se serve creare dei sub topic.

Bisogna poi valutare il rango delle parole chiave che troviamo nelle principali pagine web e selezionare quelle più utili alla propria attività. Inoltre, una delle migliori metodologie è quella di sviluppare un cluster di argomenti: si sviluppano sotto-argomenti intorno ad un contenuto centrale per migliorare il rango delle pagine di servizio principale.

E’ importante scoprire i comportamenti degli utenti e gli argomenti più rilevanti in modo da creare sempre nuovi contenuti e aumentare le pagine connesse all’argomento pilastro.

Ecco quindi la rilevanza delle pillar pages.

Le pillar pages sono dei lunghi contenuti che affrontano in modo esauriente un argomento.

Vanno ad approfondire e a descrivere in maniera generale l’argomento principale ovvero il nucleo del cluster.

Da queste si diramano, come una struttura a ragnatela, altri contenuti con argomenti collegati alla pillar e viceversa.

Perché usare le pillar pages?

Perché esse provvedono ad organizzare i contenuti in modo che il pubblico possa muoversi con agilità nel sito web e dà un vantaggio alla SEO legando i contenuti attraverso il topic.

Le pillar pages, insomma, rappresentano la chiave di svolta per gran parte dei contenuti del sito e permettono al “cluster content” di fornire ulteriori informazioni specifiche all’utente (e quindi a Google).

Per approfondire meglio questo tema di consigliamo: SEO trend 2019.
Ricerche Google

Per la ricerca organica, l’aggiornamento ad oggi da tenere d’occhio nel 2019 è che Google penalizza i siti più lenti.

Google cambierà la ponderazione dell’algoritmo per influenzare negativamente più siti che non migliorano la loro velocità nel tempo.

Un altro cambiamento organico in corso da seguire nel 2019 è l’evoluzione degli Snippet di ricerca di Google. Questo dimostra l’importanza delle funzionalità integrate nelle SERP organiche.

L’importanza di queste funzionalità mostra la fondamentale necessità di comprendere e rispondere alle domande poste dal pubblico mentre una ricerca più colloquiale si sviluppa tramite smartphone e altoparlanti intelligenti, attivati a voce.
Ricerca visiva

La ricerca si sta evolvendo oltre le sue origini di solo testo, il che significa che la ricerca visiva e vocale merita una seria considerazione ora. Pensa alla ricerca visiva come una sorta di ricerca inversa, utilizzando le immagini per trovare informazioni basate sul testo anziché viceversa.

La ricerca visiva può portare l’esperienza dell’utente a un livello completamente nuovo.

Con la ricerca visuale, gli utenti possono caricare un’immagine per condurre una ricerca e ottenere risultati più specifici.

Pinterest è salito sul carro della ricerca visiva: sono usciti con Lens, un nuovo strumento di ricerca visuale che consente agli utenti di scattare una foto di un oggetto per scoprire dove acquistarlo online, cercare prodotti simili o vedere le bacheche di articoli correlati.

Google Lens è un motore di ricerca visuale di Google, che riconosce visivamente oggetti, punti di riferimento e altre cose attraverso un’app per fotocamere.

Se fai una foto di un:

Biglietto da visita: è possibile salvare il numero di telefono o l’indirizzo di un contatto
Libro: è possibile ottenere recensioni e altri dettagli su di esso
Punto di riferimento o edificio: è possibile ottenere maggiori dettagli a riguardo
Dipinto in un museo: puoi ottenere dettagli al riguardo

CamFind è un’app mobile di ricerca visiva, che consente agli utenti di cercare qualsiasi cosa dai loro telefoni cellulari semplicemente scattando una foto e questa app ti dirà di cosa si tratta. Invece di digitare query in un motore di ricerca, puoi cercare direttamente tra le immagini per trovare immagini simili, confronti di prezzo, risultati di acquisti locali, ecc. Puoi anche scattare una foto di un poster di un film e CamFind ti mostrerà informazioni sui film, trailer, orari e teatri locali.

Puoi metterti al passo con i concorrenti adottando la tendenza della ricerca visiva nel 2019 per attirare clienti e servirli con contenuti su misura dopo le loro ricerche di immagini, ottenendo anche ulteriori informazioni sulle loro preferenze.
Ricerca vocale e altoparlanti intelligenti

Il crescente uso della ricerca vocale deve farti ripensare le tue strategie di marketing digitale nel 2019.

Il 50% di tutte le ricerche entro il 2020 saranno vocali.

La ricerca vocale svolge un ruolo importante nel fornire tutte le informazioni rilevanti che le persone stanno cercando attraverso i contenuti audio.

L’intelligenza artificiale sta diventando più efficiente e il numero di errori commessi da assistenti vocali come Alexa, Siri e Google è diminuito.

Molti marchi hanno incluso la ricerca vocale nelle loro strategie di marketing digitale per fornire contenuti basati sui valori in modo efficace ai loro clienti. Non possiamo non nominare il caso di Domino’s Pizza che utilizza la tecnologia di ricerca vocale come un modo per aumentare le vendite, consentendo così ai clienti di ordinare pizze attraverso Alexa: senza mani decidi i gusti, il numero e paghi.

Anche speaker intelligenti come Alexa e Google Home sono in aumento: 39 milioni di americani usano altoparlanti intelligenti e il 65% di loro afferma di non poterne fare più a meno. E l’Italia non è molto distante a questi numeri.

Le aziende stanno producendo contenuti audio per aumentare la brand awareness e presto arriveranno gli annunci in questa modalità. Ciò significa che sarai in grado di acquistare spazio pubblicitario vocale, un Google AdWords, ma per gli altoparlanti intelligenti di casa.

Per tutte le tecnologie vocali, ricorda di scrivere in tono di conversazione, concentrati su come ottenere Snippet in primo piano su Google e pensa alle parole chiave che le persone parleranno piuttosto che digitare.

I brand stanno iniziando a capire che questi dispositivi offrono un’opportunità unica per rendere più semplice l’acquisto e, utilizzando le informazioni sugli acquisti precedenti, gli utenti possono acquistare un prodotto semplicemente utilizzando la propria voce.

Le agenzie di marketing si stanno affrettando a essere i primi a utilizzare questa opportunità in il modo migliore.

Anche i buyer B2B sono a loro agio con questa tecnologia tanto che usano la ricerca vocale davanti ai propri colleghi.

Come marketer B2B devi pensare attivamente a questi nuovi comportamenti nello sviluppo delle loro prossime strategie di marketing.

La buona notizia è che ci sono alcuni semplici modi per ottimizzare i post del blog per la ricerca vocale. Ecco alcuni suggerimenti:

Scrivi contenuti molto lunghi, oltre le 4.000 parole. Google preferisce trovare le risposte alla ricerca vocale dai contenuti lunghi
Pensa al tuo post del blog come a una serie di blocchi analizzabili che forniscono risposte concise a varie domande dirette su un argomento
Riduci i tempi di caricamento della pagina: la ricerca mostra che la ricerca vocale tende a provenire da pagine in rapido caricamento
Crea pagine di domande frequenti, le pagine FAQ rendono facile e naturale il targeting di frasi di parole chiave conversazionali senza rovinare l’esperienza dell’utente

Il mobile e la ricerca vocale

Il ruolo che occupano oggi le tecnologie mobile sono impressionanti.

Andando avanti negli anni, l’uso dello smartphone è sempre più frequente ed è raro, se non impossibile ormai, trovare qualcuno che non abbia un accesso ad Internet in mobilità. La connessione alla rete, in questo mondo sempre più frenetico e agitato dalle novità, prevede l’aumento della ricerca vocale che sta avendo la meglio sulle ricerche basate sui testi scritti, e può essere sfruttata dai marketer per creare dei contenuti che avvicinino maggiormente i clienti.

Si arriva tranquillamente a siti web B2B che hanno un accesso da mobile anche dell’80% senza campagne di advertising attivate.

Amazon ha lanciato sul mercato Alexa, un’intelligenza artificiale che funge da assistente virtuale e si attiva con il dispositivo base Amazon Echo (uno speaker da tavolo). I

l controllo di questo assistente virtuale è solamente vocale: basta dire “Alexa” e questo sarà pronto ad ascoltare e a rispondere ad ogni nostra domanda.

Se chiediamo ad Alexa, ad esempio, di ascoltare una canzone, essa verrà riprodotta, come se chiediamo che ore sono, la temperatura esterna, quanto dista il supermercato, esso ci dirà l’orario, il meteo e la distanza richiesti.
Chatbot, ricerca vocale e impatto sulla SEO

Vediamo come il mondo dei chatbot va ad intrecciarsi con quello delle ricerche vocali ed entrambi confluiscono nel digital marketing.

Il fatto di avere un assistente vocale ha un impatto sulla SEO.

Andiamo a capire insieme il motivo.

Quando ad esempio usiamo Amazon Alexa e poniamo una qualsiasi domanda, “Che tempo farà domani?”, questa ricerca non è come una formulazione scritta sulla barra di Google con la dicitura “Meteo Roma 15 dicembre”. È una domanda più lunga e nella SEO il marketer deve tener conto anche del fatto che si fanno richieste e ricerche in modo diverso quando si usano gli assistenti virtuali.

Per il nuovo anno si prevede un aumento del 50% delle ricerche vocali.

Esse sono più colloquiali, immediate e sono persino collegate alla localizzazione.

Sono in grado, inoltre, di riconoscere i comandi vocali tramite l’elaborazione del linguaggio naturale. In questo modo non solo imparano il nostro modo di parlare, ma anche il nostro comportamento e i nostri interessi.

Le interazioni vocali semplificano moltissime attività.

In questo modo la comunicazione è più facile.

Ma come sfruttare questo potenziale se non nel digital marketing?

Molte aziende possono impiegare la ricerca vocale e sfruttarla al meglio. La ricerca vocale è sempre più largamente utilizzata e, come abbiamo detto, va ad intrecciarsi con le intelligenze artificiali, le quali hanno un margine di errore ormai limitato.

E’ possibile individuare in questo una strategia efficace per raggiungere meglio il cliente.

3. Migliorare il Search Engine Marketing
Google Ads

Google Ads è stato un player importante per anni, ma, come tutto il resto, continua a evolversi.

Sono finiti i giorni di semplice PPC e parole chiave generiche. Molte delle ultime funzionalità di Google riguardano l’apprendimento automatico e il marketing incentrato sul cliente.

Ciò significa che gli annunci raggiungono le persone durante tutte le fasi del ciclo di acquisto.

Per fare ciò, Google collega tre tecnologie di ottimizzazione tra cui l’offerta automatica, il targeting automatico e la creazione automatica degli annunci. Utilizzando il targeting, questi annunci vengono visualizzati dove otterranno la risposta più significativa per il massimo valore.
Pubblicità programmatica

Pubblicità programmatica significa utilizzare l’intelligenza artificiale per automatizzare l’acquisto di annunci in modo da poter indirizzare segmenti di pubblico più specifici.

L’offerta in tempo reale o le aste, ad esempio, sono un tipo di acquisto di annunci programmatici. Questa automazione è molto più efficiente e veloce, il che significa conversioni più elevate e minori costi di acquisizione dei clienti.

Sta cambiando il volto della pubblicità digitale in modo così rapido che:

Secondo eMarketer, quasi il 90% degli annunci display digitali negli Stati Uniti sarà programmatico entro il 2020.
Secondo una recente ricerca di Zenith Media, la spesa pubblicitaria in programmatic continuerà a crescere, realizzando una crescita del 19%
La spesa pubblicitaria dell’anno in programmatic raggiungerà $ 84 miliardi (Zenith Media)
Il 65% della spesa pubblicitaria globale è negoziato programmaticamente (Zenith Media)
La spesa pubblicitaria per video su dispositivi mobili continuerà a essere più rapida di qualsiasi altro formato (Zenith Media)

La pubblicità programmatica, nota anche come pubblicità display programmatica, è un processo automatico di acquisto e vendita di spazi pubblicitari per gli annunci sui media digitali.

Prima che la pubblicità fosse programmatica, vendita / acquisto e inserimento di annunci erano tutte operazioni realizzate manualmente.

Con la pubblicità programmatica, viene utilizzato un software che consente di preparare l’ordine di inserimento (IO) o un tag annuncio. L’ordine di inserimento, è un’autorizzazione scritta per pubblicare / visualizzare un annuncio rilasciato tramite un’agenzia pubblicitaria o un rappresentante.

Generalmente, include:

Informazioni riguardanti la data di inserimento
Numero di inserimenti in un determinato periodo
Formato e dimensioni dell’annuncio
Posizionamento degli annunci

Una volta che un annuncio viene acquistato con pubblicità programmatica, gli algoritmi valutano l’analisi degli utenti, in base a quanto segue:

Behavior
Engagement level
Social engagement
Location
Time per visit

Questi dati aiutano il sistema a determinare quale contenuto dell’annuncio è rilevante per un particolare utente.

Di conseguenza, l’annuncio viene visualizzato come un’impressione sulla pagina. Lo scopo dell’annuncio è di attirare l’utente a fare clic su di esso.

Indirizzando l’annuncio a un utente specifico, la pubblicità programmatica può aumentare l’efficienza di una campagna pubblicitaria.

Soprattutto se verranno risolte le problematiche relative alla trasparenza, conservando il grande valore apportato al digital advertising, la tua strategia di marketing digitale 2019 non potrà fare a meno di programmatic ads.
I Micro-momenti

Il search marketing si sta spostando sempre più sul mobile.

Il dato è che le persone trascorrono in media dai 35 minuti alle 3 ore navigando sui propri smartphone ogni giorno. Nel 2019 gli Stati Uniti d’America vedranno i dispositivi mobili superare definitivamente la televisione se non arriveranno nel frattempo merge solution (in effetti fino ad oggi Sony Mobile è stata una divisione indipendente all’interno dell’organizzazione Sony, ma questo sta per cambiare. La società ha annunciato che unirà il Mobile con le sue divisioni TV, audio e videocamera che chiamerà Electronics Products and Solutions).

Questo sta cambiando il modo in cui i marchi devono lavorare per catturare l’attenzione degli acquirenti.

Il Micro-Moment è un “nuovo comportamento del consumatore”, come definito da Google, che consegna il tuo messaggio di marketing in modo chiaro e conciso in un modo che è di interesse per i consumatori tutto nell’arco di secondi per non perdere la loro attenzione.

Le persone in genere prendono decisioni immediate su cosa mangiare, quale ristorante scegliere, cosa acquistare o dove andare.

Per trarre vantaggio dai micro-momenti nel 2019, devi essere dove i consumatori cercano informazioni nel giusto momento come Google, Google Maps, Amazon, YouTube etc.

I micro momenti presentano però dei rischi, non devi essere incentrato tutto sulla vendita.

Considera bene la tua buyer’s journey, non essere precipitoso quando i clienti acquisiscono le informazioni sui contenuti nell’indirizzarli subito attraverso l’imbuto di vendita a una landing page. Con il marketing del micro-momenti, questa non è sempre la soluzione migliore.

Se il tuo cliente non è ancora pronto per l’acquisto, questa tattica semplicemente lo spegne e lo invia al tuo concorrente.

Anche nell’immediatezza dei micro-moments, cerca interazioni chiare e semplici che aggiungano valore e ti permettano di ottenere il permesso di approfondire la conversazione.
Le Native Ads

Le Native Ads, le pubblicità native, sono una tattica che miscela il contenuto promozionale con il resto del contenuto nativo di una pagina. Fondamentalmente sono una pubblicità non invadente, che promuove un marchio che si integra con la piattaforma che le ospita.

Rispetto agli annunci più tradizionali come gli annunci banner, gli annunci nativi tendono ad essere più efficaci: i consumatori interagiscono con gli annunci nativi dal 20% al 60% in più rispetto agli annunci banner standard.

Stiamo assistendo a una crescita significativa nell’uso di questa strategia:

Negli Stati Uniti, il mercato pubblicitario nativo dovrebbe raggiungere i $ 53 miliardi entro il 2020.

Sempre più operatori di marketing vedono il potenziale di questo approccio nei risultati.

Le Native Ads, se ben fatte, sono un metodo migliore nello sviluppare l’autenticità e il coinvolgimento con i potenziali clienti rispetto agli annunci digitali convenzionali.

Tuttavia, ciò che è emerso di recente è che i consumatori iniziano a chiedere ancora più trasparenza.

4. Conversion rate optimization, user e customer experience

Il CRO, il Conversion Rate Optimization è il modo in cui i marketer digitali e gli UX designer aumentano la percentuale di utenti che interagiscono con una piattaforma digitale (lasciando i propri dati in cambio di contenuto informativo, richieste di preventivo, consulenza, listini, ecc.).

Una “conversione” è semplicemente quando un potenziale cliente fa ciò che l’azienda vuole che faccia.

La pratica segue uno schema iterativo, descritto anche come approccio “prova e apprendi” e nel modo più evoluto che applichiamo anche noi grazie al growth-driven design. I marketer e i designer apportano piccoli aggiustamenti a un sito web e tengono traccia delle modifiche risultanti nelle prestazioni.

Ciò che conta come una “conversione” dipende dal tuo sito web e dai tuoi obiettivi.

Per un eCommerce, una conversione è quando uno dei tuoi visitatori effettua un acquisto.

Per le altre imprese, le conversioni sono più difficili da definire. Nelle azienda B2B con una “canalizzazione” molto lunga, potrebbe utilizzare la conversione per descrivere transazioni completate o qualcuno che accede alla canalizzazione di vendita.

Il 2019 è l’anno dell’ottimizzazione del tasso di conversione che ti consente di capitalizzare traffico e lead.

Attraverso l’analisi dei dati, la ricerca qualitativa e gli A/B test, tu o il tuo professionista CRO, renderai le tue “canalizzazioni di conversione” più efficienti e aumenterai (facilmente) il tuo profitto.

L’ottimizzazione delle conversioni ti consente di ridurre i costi di acquisizione dei clienti (CAC).

Anziché generare più traffico con costose campagne promozionali (come PPC, Facebook Ads o Native Advertising), in un’epoca di scandalose truffe nelle display ads, di algoritmi social penalizzanti, il CRO ti consente di migliorare il valore dei visitatori che già possiedi.

L’elevato ritorno sull’investimento (ROI) fornito da questo tipo di marketing ha portato alcuni esperti a descriverlo come l’ottimizzazione delle entrate delle conversioni.

5. Strategie di marketing omnichannel

La tua azienda deve sfruttare la complessità delle interazioni tra canali.

L’importanza di essere presenti in tutti i canali utilizzati dal pubblico, dando la priorità ai più popolari viene già utilizzato in settori come editoria, viaggi e servizi finanziari in quanto vi è la necessità di comunicare con il pubblico in tutti i canali pertinenti.

Anche per un’organizzazione B2B è richiesta l’integrazione ed è utile posizionare la digital transformation come parte di una più ampia comunicazione integrata omnichannel.
Digital transformation

Una tendenza chiave nello sviluppo complessivo della strategia digitale è la continua popolarità dei programmi di trasformazione digitale.

1/3 delle aziende sta pianificando la trasformazione entro i prossimi 12 mesi, con un quarto che si è già avviato.

All’interno della strategia di marketing digitale, vi è un continuo interesse nello sviluppo di strategie di marketing digitale integrate su più canali.

Cercare di raggiungere e interagire con i clienti attraverso i punti di contatto in tutti i canali, orchestrando l’esperienza in modo che sia trasparente, integrata e coerente.

I clienti possano iniziare in un canale e passare a un altro mentre avanzano verso una risoluzione, il passaggio deve essere fluido. Per approfondire il tema della trasformazione digitale ti consigliamo di approfondire questa risorsa: Digital transformation: definizione, guida e strategia d’implementazione.

6. Conversational user interfaces
O meglio: avviamento al conversational marketing e al real time sales tra messenger app e chatbot

Quando si acquista online, i potenziali clienti hanno spesso sempre più domande su particolari prodotti o politiche di prodotto e servizio.

Gli utenti non vogliono più perdere tempo a chiamare un numero di servizio clienti, soprattutto se ci sono tempi di attesa e ulteriori domande da parte dei rappresentanti del servizio clienti che interrompono l’impellenza della soluzione di una problematica.

Quando aggiungi un chatbot al tuo sito, consenti ai tuoi clienti di porre semplici domande e ricevere risposte immediate o farti supportare da un operatore in livechat.

Molti clienti preferiscono interagire con i chatbot poiché sono reattivi, forniscono risposte prontamente, richiamano accuratamente l’intera cronologia degli acquisti e non perdono mai la pazienza.

Questi assistenti virtuali offrono un servizio clienti eccezionale, se ben progettati soddisfano le aspettative dei clienti e automatizzano le attività ripetitive, il che significa che puoi concentrarti su lavori più importanti.
Senza dimenticare che chatbot e livechat sono in grado di incrementare le conversioni su qualsiasi sito web o eCommerce in modo sensibile e spesso al di fuori di ogni aspettativa.

Prendi in considerazione l’aggiunta di un’app di messaggistica o di una funzione chatbot per il tuo sito web soprattutto se eCommerce o B2B, poiché questi tipi di funzionalità essendo diventate popolari sui siti che offrono la migliore user experience, cominciano a diventare irrinunciabili.

Invece di fare affidamento sul tuo sito web per indirizzare i lead verso il sales funnel, crea chatbot che rispondano attivamente alle domande più comuni e li guidino attraverso il processo.

I chatbot sono in aumento, sostituendo il servizio clienti per molte aziende e brand.

Gartner prevede che entro il 2020, l’85% delle interazioni con i clienti sarà gestito da chatbot. Entro il 2022, i chatbots aiuteranno le aziende a risparmiare oltre $ 8 miliardi all’anno, soprattutto nel settore bancario e sanitario.

Non solo i chatbot sono un mezzo efficace di comunicazione di massa, ma consentono anche un canale di comunicazione bidirezionale 24 ore su 24, 7 giorni su 7, tra il pubblico e l’azienda e un percorso di acquisto più veloce e agevole.

Non essere titubante nell’integrare il chatbot nel tuo servizio clienti, l’esperienza utente è migliorata tantissimo dalle prime versioni di cui potresti avere esperienza. Un recente sondaggio ha rivelato che il 70% dei consumatori ha riferito di un’esperienza positiva e un ulteriore 9% è stato a conoscenza dell’esperienza.

Oltre ai vantaggi di cui sopra, Facebook Messenger ha un click through rate (CTR) dell’80%. Questo ha un enorme potenziale di mercato.
“Future is private”

Immagina di possedere 1000 follower e di inviare un messaggio automatico che collega i destinatari a un nuovo prodotto del valore di € 50,00. In base al tasso di conversione medio per i siti di eCommerce dopo che un utente ha visitato la tua pagina di destinazione, abbiamo dei casi studio in cui il 2-3% dei lead viene convertito in vendite.

Pertanto di questi 1000 follower 20 acquisteranno il tuo prodotto, facendoti realizzare € 1.000 di entrate. Ovviamente questa è una proiezione molto semplice in quanto vi sono altri e tanti fattori da considerare, ma non è irrealistica.

Chatbot e dell’intelligenza artificiale

“I propose to consider the question, can machines think?”

Così inizia la storia dei chatbot: con Alan Turing che vuole testare il grado di indistinguibilità di una macchina dagli esseri umani. Grazie ai suoi studi teorizza l’intelligenza artificiale, che tanti anni dopo porterà alla nascita di questi software progettati per simulare una conversazione con un essere umano.

Con l’avanzare della tecnologia anche l’intelligenza artificiale applicata al marketing e alle vendite è progredita e con il tempo l’uso dei chatbot è aumentato.

Essendo le loro funzionalità migliorate, riescono a cogliere i bisogni della gente e ad entrare in contatto con loro. Il lavoro del robot consiste nel creare un legame con il cliente, fornendo informazioni.

Per chi lavora nel digital marketing è importante sfruttare questa tendenza e utilizzare i chatbot.

Negli anni passati era facile distinguere una voce robotica da quella umana. Adesso, però, questa differenza si sta sempre più assottigliando e potrebbe diventare sempre più difficile distinguere un’intelligenza artificiale da una persona.

Questi chatbot sono programmati con un linguaggio che permette di rispondere in modo naturale, rendendo il servizio clienti ancora più efficace e coinvolgendo al meglio i soggetti che si trovano ad interfacciarsi con loro.

Negli ultimi anni quante volte ci siamo ritrovati a dire “Hey Siri…”, oppure “Ciao Google”.

Questa è stata la vera svolta e i chatbot ora procedono verso la creazione di una serie di servizi che possono, non solo semplificare la vita degli utenti, ma, anche migliorare la produttività delle aziende.

I chatbot sono in grado di raccogliere dati dagli utenti in modo estremamente elegante ed incredibile (riversandoli in modo integrato nei CRM moderni e professionali come HubSpot) e mettono insieme informazioni da poter poi utilizzare. In questo modo possono essere in grado di aiutare l’utente in qualsiasi situazione e seguirlo in ogni fase.

L’obiettivo è quello di fornire risposte utili e specifiche ai clienti, e non generiche ed evasive, rendendo così l’esperienza unica.

L’intelligenza artificiale (AI) è senza dubbio una delle più grandi tecnologie del nostro tempo.

Sta trasformando il modo in cui le persone interagiscono con le aziende.

Mentre le prime versioni di chatbot utilizzavano risposte pre-programmate a domande, l’AI ora consente alle aziende di utilizzare i chatbot in nuovi modi entusiasmanti.

Possono comprendere richieste complesse, personalizzare le risposte e migliorare le interazioni nel tempo.
I chatbot sono applicabili nel B2B? La risposta giusta è: soprattutto

Se si considera il volume di domande e risposte che si presentano durante il processo di acquisto B2B, i chatbot possono indubbiamente svolgere un ruolo nel fornire risposte rapide e immediate, nonché un’opportunità per costruire relazioni più profonde con gli acquirenti. Pensa ai chatbot come al tuo team di supporto di 24 ore.

La tecnologia potrebbe essere ancora agli inizi, ma i chatbot sono già stati etichettati come il futuro del marketing.

Come afferma HubSpot: “Tutti gli acquirenti vogliono la linea più diretta tra il loro problema e una soluzione. In futuro, quella linea è un bot. ”
I chatbot sono il futuro

I chatbot potrebbero anche sostituire le classiche applicazioni: chiedere a Google o a Siri di rintracciare il ristorante dove andare a cena, o di fare qualunque altra ricerca, è più semplice e veloce che aprire una app e cercare tutte le informazioni da soli.

Le app potrebbero allora diventare il passato, sostituito dagli assistenti virtuali.

Queste intelligenze artificiali non si limitano più a conversare, ma possono addirittura chiamare un locale, prendere un appuntamento, pagare un servizio. E dal 2019 saranno sempre più al centro dell’attenzione.

All’interno del mondo B2B possono essere un supporto attivo 24 ore su 24, poiché esse sono in grado di rispondere rapidamente a qualsiasi domanda cercando anche di instaurare un rapporto con il compratore.

Cosa stai aspettando? Sono già il futuro del marketing.
Software e supporto human-assisted

Le human-assisted live chat sono largamente utilizzate. La novità consiste nella segmentazione aggiuntiva e le regole di automazione per attivare i messaggi sul sito, in-app o attraverso email con tecnologie come HubSpot, Intercom o Drift.

Questi offrono non solo il servizio, ma possono anche supportare vendite e coinvolgimento del pubblico e sono perfetti per l’uso da smartphone.
Assistenti di ricerca controllati dalla voce

Le ricerche controllate dalla voce stanno aumentando (Siri di Apple, Cortana di Micrososoft, Alexa di Amazon e Assistenti di Google che possono essere utilizzati su smartphone).
Voice controlled connected devices

L’adozione è stata potenziata dalla pubblicità di Amazon per i suoi dispositivi Echo, i dispositivi Home di Google e gli Apple Home Pods.

7. Video marketing
Questi numeri mostrano l’importanza di incorporare video nella tua strategia di marketing digitale nel 2019:

Il 70% dei consumatori afferma di aver condiviso il video di un marchio.
Il 72% delle aziende afferma che il video ha migliorato il proprio tasso di conversione.
Il 52% dei consumatori afferma che guardare i video dei prodotti li rende più sicuri nelle decisioni di acquisto online.
Il 65% dei dirigenti visita il sito web del marketer e il 39% chiama un fornitore dopo aver visto un video.

Per un maggiore coinvolgimento con il tuo video marketing, non pensare solo a YouTube.

Puoi creare un video post o avviare una trasmissione in diretta su Facebook, Instagram o LinkedIn.

Il video dal vivo sta guadagnando popolarità, con un gran numero di aziende che lo utilizzano per interviste, dimostrazioni di prodotti e scorpori “dietro le quinte” di eventi, vita in ufficio, prodotti realizzati, ecc.

Con costi sempre più bassi delle apparecchiature cinematografiche e delle telecamere per smartphone sempre più di alta qualità, le aziende e i professionisti del marketing si stanno indirizzando verso video-messaggi personalizzati, anziché telefonate o e-mail, che è chiamato l’approccio video 1:1.

YouTube e altri video sono visualizzati nelle SERP, quindi la SEO dei video sta diventando molto più importante, ad esempio l’uso di overlay di testo e sottotitoli, oltre alla descrizione, al titolo e ai nomi dei file.

I video a 360 gradi consentono un’esperienza più interattiva. Il loro impiego è in aumento. Basta cercare il simbolo circolare nell’angolo in alto a sinistra per iniziare a far scorrere l’immagine in movimento a sinistra o a destra mentre sta riproducendo.
L’utilizzo dei video

La direzione è sempre più quella del mobile.

Lo schermo del cellulare è sempre più largamente utilizzato, ovvero, il supporto maggiormente diffuso è quello dello schermo verticale.

Perciò, la cosa migliore da fare è prendere in considerazione l’idea di utilizzare i video verticali per le strategie di web marketing.

Fino a qualche anno fa si usavano solo i video orizzontali. Ora, però, il telefono è diventato un oggetto indispensabile, tramite il quale si fa tutto. Le persone si collegano sempre meno dal desktop e attraverso lo smartphone adottano questo format verticale per compiere operazioni come scattare foto, connettersi ai social, inviare messaggi e fare video. Per questo motivo i video verticali diventano una validissima soluzione per chi vuole offrire il servizio migliore.

I contenuti video acquisiscono quindi sempre più importanza e se utilizzati strategicamente dai marketer possono portare grande profitto, vedi ad esempio attività di lead generation con i video.

Tenendo presente che l’attenzione dell’uomo non è sempre allo stesso livello, soprattutto nel mobile, è bene inserire il brand all’inizio del video. In qualsiasi settore del marketing si operi, un video deve riuscire ad emozionare e coinvolgere emotivamente. In questo modo ha maggiore possibilità di essere ricondiviso.

Deve divertire e fare leva sui sentimenti, deve informare e catturare l’attenzione dell’utente, ma allo stesso modo deve andare dritto al punto ed essere utilizzato nei canali giusti. Seguendo queste indicazioni il video ha tutte le carte in regola per poter diventare virale.

Come sfruttare questo potenziale?

Non c’è niente di meglio dei video: si connettono al linguaggio emotivo delle persone e puntano dritto al cuore.

Integrazione video

Il 60% dei consumatori dichiara di preferire i video dei prodotti rispetto alle descrizioni dei prodotti e servizio tradizionali.

Ancora più importante, esistono dei settori dove l’aggiunta di contenuti video ad un eCommerce può aumentare le conversioni all’acquisto del 37%.

Nel corso del 2019, le aziende di eCommerce dovrebbero sperimentare l’aggiunta di video nella loro strategia di marketing, se non l’hanno già fatto. Indipendentemente da ciò che vende la tua attività di eCommerce, puoi beneficiare dell’integrazione di video sul tuo sito.

Se vendi prodotti elettronici o particolarmente complessi, puoi includere video esplicativi, dimostrando esattamente come operare e utilizzare l’oggetto.

Un’altra strategia video efficace è la creazione di recensioni reali da parte dei clienti o l’incorporazione di link di YouTube agli acquirenti che hanno creato recensioni di prodotti per conto proprio.
Snack ads

Gli ’spuntini pubblicitari’ sono brevi video lunghi meno di 10 secondi.

Come risultato dell’abbondanza di contenuti video, l’utente medio mostra un’attenzione molto bassa.

L’89% del pubblico è impegnato durante gli annunci al di sotto dei 10 secondi. Quando il video viene mostrato per oltre 60 secondi, quasi la metà del pubblico perde facilmente interesse.

Il 2019 vedrà lo sviluppo di annunci più brevi utilizzati dai marchi, nel tentare di mantenere il loro pubblico coinvolto.

8. Social media e community marketing

Dopo l’arrivo di internet il mondo digitale ha continuato ad evolversi e si è approdati a questa realtà.

A differenza dei media tradizionali, i social media sono strumenti che permettono a chiunque di avere libero accesso alle informazioni e di poterle condividere. Le reti sociali più utilizzate online sono: Facebook, Instagram, LinkedIn, Twitter, ecc. ecc. sono canali largamente sfruttati ormai anche dalle aziende in lungo e in largo.

Sfruttando le capacità del social media è possibile aumentare la visibilità di prodotti e servizi e incrementare il traffico verso il sito web di un brand.

Una volta che gli utenti entrano in contatto con i valori e i servizi proposti dall’azienda, gli vengono offerti dei contenuti rilevanti. Attraverso i like, commenti e condivisioni si attiva una passaparola all’interno del social network, che aumenta la possibilità che molti altri utenti si colleghino all’azienda.
I vantaggi di questi canali oggi

Innanzitutto, con i social media si incrementa il livello di fedeltà (loyalty) del cliente. In troppi ce lo dimentichiamo questo aspetto.

Di conseguenza si parla di incremento delle vendite o dei contatti commerciali da clienti esistenti.

Attraverso questi canali è possibile ottenere un posizionamento più alto nel ranking stilato dai motori di ricerca, una maggiore notorietà e una più alta consapevolezza del proprio marchio.

Naturalmente anche (o soprattutto) fare lead generation e soprattutto incrementare l’awareness e la reach del brand.

Si sviluppano relazioni e connessioni interattive con il proprio pubblico.

L’advertising all’interno dei social sono personalizzate e i prodotti inseriti al loro interno verranno mostrati solamente agli utenti realmente interessati. Le attività sui profili social sono più facili da controllare rispetto ai canali privati.
Le forme dei contenuti da pubblicare sui social network come sempre vanno adattate e sfruttate tutte le opportunità di funzionalità offerte, un piano editoriale dedicato è più necessario che mai oggi.

Conosci la differenza tra aziende insight-driven e aziende tradizionali?

Ecco un contenuto che fa al caso tuo:

Oltre i dati: la crescita insight-driven

L’accesso ai social network è a costo zero, per cui non resta che scegliere il canale giusto, per poi valutare il tipo di contenuti pubblicati dai competitor e, di conseguenza, il tipo di contenuti che la propria azienda ha intenzione di condividere.

Fatto ciò, è necessario studiare una strategia ed una tattica di comunicazione efficace e definire quali sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere.

E’ importante avere ben chiaro il proprio target di riferimento. Per questo, è fondamentale identificare la buyer persona, ovvero individuare il cliente tipo.

Alcune ricerche indicano come almeno la metà dei consumatori si affida ai suggerimenti degli influencer per comprare qualcosa.

L’attenzione, quindi, va posta anche su questa figura. Le persone si fidano di più dei prodotti mostrati da questi influencer piuttosto che quelli offerti dagli annunci tradizionali. Da questo nasce e si evolve sempre di più l’influencer marketing.
Social media nel B2B

Per i marketer B2B, è probabile che LinkedIn aumenti di importanza.

Il più recente report suggerisce la crescente importanza della piattaforma con le entrate di LinkedIn in aumento del 37% (+ 34% in valuta costante) con una crescita delle sessioni di LinkedIn del 41% e utenti di 562 milioni di utenti in più di 200 paesi e territori in tutto il mondo.

Anche se il futuro di Twitter è spesso dipinto in modo negativo, sarà comunque significativo per coinvolgere segmenti di pubblico B2B e B2C. Gli ultimi report del secondo trimestre 2018 mostrano una crescita giornaliera attiva degli utenti dell’11% e un aumento delle entrate del 24% su base annua.
Il formato storie nei social media

Con la crescente popolarità delle “storie” dei social media (in particolar modo Instagram), è importante che i marketer e i diversi responsabili considerino questo formato nella loro strategia di marketing digitale (senza aspettare i social media marketer di turno).

Le storie sono il formato social, adottato da diverse piattaforme, dell’”ora”, del più immediato che mai, con contenuti effimeri, in via di estinzione, che creano l’urgenza e che riprendono i post dei feed permanenti.
Poiché le storie scompaiono dopo un determinato periodo di tempo, questa è la tua grande opportunità di fare buon uso del FOMO (fear of missing out).

Puoi mettere in risalto i tuoi dipendenti nelle storie, mostrare la storia dietro la realizzazione di un prodotto, chiedere recensioni sui tuoi prodotti e servizi o diventare creativo.
App di messaggistica sociale

Se pensi che le app di social messaging servono solo per inviare emoji ai tuoi amici, esamina questi numeri:

1,3 miliardi di utenti mensili sono attivi su Facebook Messenger
Ogni mese vengono inviati 2 miliardi di messaggi tra persone e aziende su Facebook Messenger
WhatsApp ha 1,3 miliardi di utenti attivi mensilmente
Ogni giorno vengono inviati tramite WhatsApp 55 miliardi di messaggi
WhatsApp, Facebook Messenger e WeChat hanno più utenti combinati di Facebook o YouTube

Queste statistiche mostrano la crescente popolarità delle app di social messaging a fini commerciali. Dal momento che le persone trascorrono più tempo a scambiarsi messaggi, è opportuno commercializzare i servizi della tua azienda in cui i bazzicano i tuoi potenziali clienti.

Le app di social messaging possono esserti molto utili per inviare messaggi direttamente ai tuoi clienti, poiché consentono la personalizzazione e aggiungono valore all’esperienza degli utenti.

Anche su questo punto ti consigliamo vivamente di approfondire: Social media marketing trend 2019.

9.Content marketing

Concentrarsi sulla qualità dei contenuti basata su una comprensione più profonda delle buyer personas. Questo è il punto.

Il content marketing può essere applicato da tutti i tipi di business indipendentemente dal settore o dalle dimensioni e se la strategia giusta viene seguita può avere un impatto che supporta le comunicazioni su tutto il touchpoint del ciclo di vita del cliente.

Alimenta tutti i canali digitali dalla ricerca, email e social media marketing.

Ciò rende essenziale una strategia di content marketing per competere in molti settori.
Marketing e PR si confondono sempre più e lavorano ormai completamente insieme

Costruire relazioni con gli altri è importante negli affari e nella vita di tutti i giorni.

Dietro ogni campagna si trovano ore di brainstorming e ricerca. E mentre le pubbliche relazioni e l’inbound marketing possono essere viste come due entità diverse, in realtà hanno molto in comune.

Marketing e PR non sono la stessa cosa?

No, non lo sono.

Mentre marketing e pubbliche relazioni potrebbero condividere un obiettivo principale (creare un’identità di marca unica, aumentare la consapevolezza e la riconoscibilità), le loro strategie ed esecuzioni sono diverse. E quando si combinano le due pratiche, si ottiene un potente vantaggio di marketing, che può essere facilmente applicato a campagne, contenuti e molto altro.

PR e marketing sono differenti

Secondo la Public Relations Society of America, le PR sono definite come un “processo di comunicazione strategica che costruisce relazioni reciprocamente vantaggiose tra le organizzazioni e il loro pubblico”.
Al contrario, AMA descrive il marketing come “l’attività, l’insieme di istituzioni e i processi per creare, comunicare, fornire e scambiare offerte che hanno valore per clienti, clienti, partner e società in generale”.

La creazione di contenuti per ciascuno di questi canali è un gioco di palla completamente diverso:

Le PR utilizzano comunicati stampa per stabilire il riconoscimento del marchio e rafforzare l’immagine di un’azienda
L’inbound marketing si concentra su SEO, social media marketing, advertising strategico e approfondimenti preziosi sotto forma di blog di post di blog, infografiche, video, white paper e casi di studio per guidare i lead a conversione
Le sovrapposizioni di marketing e pubbliche relazioni si possono trovare in eventi legati al business come le fiere di settore in cui si uniscono prodotti o servizi e acquirenti

3 sono i modi in cui marketing e pubbliche relazioni possono lavorare insieme

1. Blogging
Le aziende che bloggano e cospargono di parole chiave di destinazione stanno praticando PR efficace e inbound marketing. Soddisfa ogni fase della canalizzazione dell’acquirente con contenuti utili che mirano a risolvere un problema o soddisfare un bisogno.

2. Social media
Le tattiche di PR mirano alla consegna di un messaggio del brand positivo ed efficace agli acquirenti. I social media non sono solo un gateway per connettersi con gli utenti.

3. Comunicato stampa
L’hype è quell’insieme di tecniche, di strategie che precedono l’uscita di un prodotto o la pubblicazione di un titolo, atte a creare attesa con l’intento di renderlo irresistibile alla maggior parte delle persone, nella speranza che questi lo acquistino nei primissimi giorni della sua uscita.

Come azienda, lascia che intervenga un servizio di PR per il lancio di un prodotto, un evento o una nuova offerta di servizi. La missione principale è quella di aumentare l’attesa, la consapevolezza e generare contatti.

Una volta che l’hype passa e l’interesse pubblico si riduce, l’inbound marketing prende il sopravvento continuando a nutrire la marketing machine, costruendo la fedeltà al marchio e convertendo lead in clienti con contenuti quali campagne email, social network, newsletter, CTA personalizzati e flussi di lavoro automatizzati.

User generated content (UGC)

Gli UGC sono i contenuti generati dall’utente e costituiscono un grande potenziale nel marketing digitale e lo rappresentano sempre di più negli anni.

Sono contenuti non pagati e diffusi dal pubblico di un brand, in genere attraverso i social media.

In questo modo è possibile diffondere il messaggio di un brand in modo più coinvolgente: questa è una grande opportunità per il B2B.
I contenuti generati dagli utenti è possibile trovarli in blog, forum, sui social media, in community brandizzate e in ogni forma di contenuto dove l’utente dà il suo contributo. Questa tipologia di contenuti sono reputati più affidabili, perché gli utenti preferiscono affidarsi a ciò che dice l’utente piuttosto che l’azienda.

Il coinvolgimento del brand aumenta del 28% quando i consumatori sono esposti a un mix di contenuti di marketing professionali e UGC, secondo uno studio condotto da ComScore.

Grazie ad essi i mercati si sono trasformati in vere e proprie conversazioni, dove più utenti contribuiscono a ridurre la distanza tra i vari consumatori in modo trasversale.

Per le aziende B2B, l’UGC significa contenuti più potenti in meno tempo e di un’efficacia commerciale spesso dirompente. Noi gli abbiamo testati e implementati per anni, soprattutto nel settore del design e dell’arredamento.

Investi sui contenuti generati dagli utenti perché rappresentano una grande opportunità, con gli acquirenti B2B che valutano le connessioni personali e fanno più affidamento sui social media per cercare potenziali venditori e soluzioni.
Essere trasparenti e creativi

Se c’è una cosa che non cambierà mai, nonostante tutti i progressi e le innovazioni, è la limpidezza e la chiarezza delle cose.

Essere trasparenti non passerà mai di moda, poiché incoraggia anche ad avere una comunicazione aperta con il consumatore e aiuta a costruire con esso un solido rapporto di fiducia. La trasparenza è importante, così come la coerenza.

Visto il livello sempre più alto di automazione, una ricetta da seguire all’interno di una buona strategia marketing è quella di mantenere sempre un tocco di umanità.

Siamo sempre delle persone, d’altronde. Come abbiamo già detto, ormai le persone si relazionano soprattutto tramite i social media e, anche se l’obiettivo dei marketer resta quello di vendita, non bisogna dimenticare che la base di queste piattaforme è la comunicazione. E la comunicazione va curata non tralasciando alcun dettaglio.

È fondamentale imprimere dei valori al marchio, così da ottenere tutta l’attenzione del compratore e la sua fedeltà.

Non resta che trovare il giusto equilibrio tra le esigenze commerciali e le inclinazioni sentimentali.

Ricordate che il dialogo è sempre alla base di ogni relazione.

Il segreto del marketing oggi sta nel riuscire a mantenere una conversazione e interazione continua e costante con il cliente nel tempo.

Per questo motivo è importante mantenere l’interazione con lui e trattarlo con soddisfazione: ad esempio, all’interno di una piattaforma social, l’azienda potrebbe ricondividere il post di un cliente, mostrando quindi interesse e riconoscenza.

Si fanno domande agli utenti per ricevere dei feedback ed agire poi di conseguenza.

Si elargiscono consigli su come scegliere il prodotto.

Si mostra come si svolge il lavoro dietro le quinte e si cerca di far divertire i propri utenti per non scadere nella monotonia.
Stupire e personalizzare

Un altro elemento suggerito è la creatività.

L’originalità, a differenza della conformità, è sempre premiata e incentiva il consumatore, perché si è stuzzicati da qualcosa di nuovo e magari stravagante piuttosto che dalle solite cose.

Una buona idea per un’impresa sarebbe quella di prendere in considerazione delle strategie di marketing che gli altri non utilizzerebbero.
Stupire è la parola chiave

Ad esempio, un’azienda, rintracciando gli indirizzi fisici dei propri clienti, ha iniziato ad inviare contenuto cartaceo direttamente a casa. Nell’era del digitale, della posta elettronica, delle intelligenze artificiali o delle smart tv, questa rappresenta un’iniziativa totalmente controcorrente, ma, vincente.

Questo investimento, che ha comportato una piccola somma di denaro, ha portato ad un grande successo.

Perché è qualcosa di diverso, è un approccio inaspettato che richiama un po’ il passato, che fa leva magari anche sui sentimenti delle persone e che va quindi a stuzzicare la curiosità del compratore.

Hanno avuto l’occasione per poter fare qualcosa di insolito e l’hanno colta.

È importante anche saper uscire fuori dagli schemi e mettere un pizzico di fantasia nell’ideare nuove campagne e non rimanere sempre sugli stessi binari.

Questo però non significa che tutte le imprese devono ricorrere a campagne del genere, ma devono cercare di essere creative e trovare gli stratagemmi giusti per attirare l’attenzione del pubblico.
La personalizzazione

Uno dei trend da seguire è sicuramente quello di personalizzare e creare un brand unico.

Cercare di non omologarsi a tutti gli altri e lanciare un messaggio mirato e specifico al cliente.

Oggi vince il carattere.

Grazie alla nuova tecnologia e ai progressi, ora non ci si limita più allo studio dei dati demografici, ma si possono analizzare le abitudini di un utente, i gusti e le preferenze di acquisto. Basandosi su questo, le imprese possono convertire tutti questi dati in vendite.

Nella strategia di marketing da qui in avanti, l’azienda deve prendere in considerazione l’idea di personalizzare i prodotti e servizi, le email, i contenuti e tutto ciò che offre agli utenti.

Conoscendo i comportamenti dei compratori, sapendo quali link cliccano più spesso, non è difficile creare un contenuto preciso per loro. Si ritiene, inoltre, che la personalizzazione dei contenuti migliori anche le relazioni con i clienti: sapendo cosa pensano, è più facile muoversi.

Ad esempio, prendiamo un’azienda come Netflix: nel momento in cui si accede con il proprio profilo e si guardano le proprie serie, ci viene offerta una schermata personalizzata, ovvero Netflix ci mostra tutti quei film e serie televisive che si conformano ai nostri gusti e alle tematiche da noi toccate.

Bisogna quindi imparare a conoscere il proprio pubblico e ad usare il linguaggio ed il tono giusti per ottenere un messaggio di successo.

Siamo ormai nel mondo dei servizi. Quello che conta è avere dati, saperli interpretare e impiegare.

Insomma, in questo modo, si può creare una strategia di content marketing pertinente, utile e soprattutto moderna.

10. Blockchain

La blockchain è un registro digitale che memorizza i dati in modo sicuro, permanente e immutabile.

E’ presente in molti settori e sta avendo particolare diffusione anche nel marketing. I marketer la utilizzano per incentivare i consumatori ad interagire attraverso le pubblicità lasciando feedback.

La blockchain è una tecnologia che potrebbe sicuramente esserci d’aiuto, facendoci evitare truffe o l’utilizzo improprio dei dati.

Attraverso ciò, è possibile avere un livello più alto di trasparenza e sicurezza: non essendoci alterazione di dati, le transazioni ed i processi sono registrati in modo affidabile.

Dalla blockchain è possibile trarre alcuni vantaggi come:

Protezione e affidabilità delle transazioni senza possibilità di alterazione
Decentralizzazione, poiché essa non ha un centro operativo ed è priva di intermediari
Trasparenza, poiché nessuno controlla questa nuova tecnologia
Incentivo ai consumatori per prendere visione degli annunci pubblicitari e a coinvolgersi, con feedback, commenti o tag di amici.

Ci sono già aziende che utilizzano questa tecnologia in alcuni settori come il CRM o l’eCommerce, ma altre si stanno domandando se ha davvero senso investire nella Blockchain.

Sicuramente, la blockchain rende le attività più efficienti, a prescindere dal fatto che si parli di pianificare un messaggio o di attirare nuovi contatti.

Essa rappresenta il giusto compromesso per stabilire una relazione di fiducia tra clienti e azienda, poiché la caratteristica principale di questa tecnologia è proprio la trasparenza.

Ti consigliamo per questo di approfondire l’argomento blockchain, marketing e vendite, cosa sta cambiando.

Blockchain nell’advertising

Come noto, la trasparenza nella pubblicità display è un problema.

La quantità frodi e abusi è di miliardi di dollari.

La blockchain è stata anche suggerita come una potenziale soluzione per la frode pubblicitaria, offrendo la completa trasparenza che è stata così profondamente compromessa dalla pubblicità programmatica.

Vengono proposte varie soluzioni blockchain per la frode pubblicitaria online: una consiste nel fornire agli utenti token quando si attivano per visualizzare annunci su una piattaforma che blocca annunci pubblicitari di terze parti e programmatici.

Questi possono quindi essere assegnati dai siti web e dagli editori agli utenti. Diversi prestigiosi gruppi di media hanno espresso interesse per questo approccio.

Altri servizi offrono semplicemente dati trasparenti e convalidati per consentire ai professionisti del marketing di misurare con precisione i dati delle campagne, applicando standard rigorosi su tutta la linea o con l’uso della crittologia a chiave pubblica per confermare le identità di editori, e inserzionisti.

Si tratta di una battaglia in salita, intelligenza artificiale e la blockchain potrebbero non cambiare nulla nel prossimo futuro.

11. Influencer marketing

Oltre agli annunci pubblicitari, un altro modo per diffondere il proprio marchio, aumentare il traffico e le conversioni è tramite la figura dell’influencer.

Lo shopping attraverso i canali dei social media è una strategia di marketing abbastanza nuova, ma ha dimostrato di essere molto efficace.

Quando i consumatori ricevono pubblicità specificamente mirate ai loro interessi, sono più facilmente convinti di fare un acquisto.

Secondo un rapporto Nielsen, il 92% dei consumatori si fida delle raccomandazioni dei singoli individui (anche se non li conoscono) più delle marche.

Usare persone affidabili, rispettabili e simpatiche è un’ottima strategia da utilizzare per commercializzare il tuo marchio.

Oltre agli annunci sponsorizzati da Instagram, un ottimo modo per diffondere l’influenza del tuo marchio, aumentare le conversioni e attirare traffico organico è attraverso la creazione di connessioni con altri influencer del marchio.

Gli account di social media popolari promuoveranno i prodotti della tua azienda a pagamento ed esporranno il tuo marchio alle centinaia di migliaia di loro follower.

Nasce qui l’influencer marketing, che oggi ha delle grandi potenzialità poiché il mondo dei social è in continua evoluzione, le esigenze dei consumatori cambiano anche per lo sviluppo delle nuove tecnologie e le aziende devono trovare un modo sempre più creativo di attrarre le persone cercando di stabilire relazioni autentiche.

Cambiano però le strategie di collaborazione.

Mentre prima, la maggior parte dei marchi inviava prodotti agli influencer con un enorme numero di follower e si aspettava di vedere un post sponsorizzato nei loro feed e storie.

Ora i paradigmi della collaborazione sono enormemente cambiati.

Sono ancora valide le collaborazioni con influencer da milioni di follower (costano sempre meno di campagne tv e offrono un maggiore e più duraturo ritorno) ma la la strategia è curare e coordinare contenuti perfetti da cartolina in luoghi perfetti per le immagini ma anche scatti grezzi che facciano vedere il marchio da altre angolazioni. La tattica è preparare un’avventura eccitante, con pasti Instagrammabili e altre esperienze offline, permettendo agli influencer di mostrare come il prodotto o servizio si adatta ad uno stile di vita perfetto a cui ovviamente i follower aspirano.

L’altra declinazione recente della collaborazione con influencer prevede la ricerca dell’autenticità. I giorni dei post Instagram con le pose perfette, delle foto eccessivamente modificate e dei commenti dai bot di Instagram sono finiti, lasciando spazio a esperienze più autentiche e relazioni autentiche.

Gli influencer autentici rinunciano a tutti gli artifizi tecnologici (è più un obbligo, Instagram li banna) arrivano a mostrare il vero interesse per il prodotto e a ringraziare i follower per sostenere anche i loro post sponsorizzati.

Infine, anche qui per ragioni poco disinteressate (l’algoritmo Instagram ha ridotto la portata dei post dei profili a più alto numero di followers), i nano-influencer sono diventati l’arma segreta dei social media marketer. Influencer con un seguito molto più piccolo di circa 5.000 followers possono offrire tassi di engagement 5 volte superiori a quelli di un “influencer milionario”.

Lavorare con account più piccoli non è solo più economico, ma può anche essere più efficace.

Questi tipi di campagne di marketing con nano-influencer e micro-influencer marketing sono destinati a decollare nel 2019 quando i marchi sfrutteranno di più l’autenticità e l’algoritmo.
Micro brand

Ma nel 2019, non sono solo gli influencer a beneficiare di un pubblico più ristretto e altamente coinvolto: anche i micro-brand sono in aumento.

Grazie alle capacità di hyper-targeting degli annunci Instagram, i micro brand sono in grado di progettare e vendere prodotti creati per un cliente molto specifico, che possono quindi scegliere come target su Instagram.

I grandi marchi stanno iniziando a prendere nota dei loro concorrenti più piccoli e rispondendo creando i propri micro brand interni.

Le persone bramano contenuti più personalizzati e mirati e quest’anno faranno rapidamente clic sul pulsante “non seguire” se non stanno entrando in risonanza con il contenuto dei loro feed.

Se desideri mantenere i follower di Instagram nel 2019 e incrementarli, crea contenuti mirati per il tuo cliente ideale.

Usa le tue analisi di Instagram per vedere quali contenuti stanno risonando di più e che i tuoi dati demografici di follower di Instagram corrispondono a quelli dei tuoi clienti.

12. Realtà virtuale e aumentata

Attraverso la realtà virtuale e la realtà aumentata, si può migliorare il coinvolgimento del marchio e aiutare gli acquirenti nel pre-acquisto.

Ne abbiamo parlato anche a proposito degli eventi live più in alto.

Realtà virtuale e aumentata sono strumenti che forniscono agli utenti la profondità delle informazioni con esperienze coinvolgenti riducendo al minimo lo sforzo da compiere per ottenerle e si dilettano nel farlo.

Ma di cosa stiamo parlando nello specifico?

Quando si cita il concetto di realtà aumentata (AR), si parla della trasformazione di dati in un mondo 3D che offre la possibilità di vedere le immagini e gli oggetti come li si vede nel mondo reale.

E’ una vera e propria rappresentazione del mondo reale. Basta pensare a Pokemon Go, che negli ultimi anni ha avuto un’ampia diffusione ed è la pura dimostrazione delle potenzialità della realtà aumentata.

La realtà virtuale (VR), invece, è come una sorta di evoluzione della realtà aumentata, perché permette agli utenti di vivere delle vere e proprie esperienze immergendosi in diversi contesti ed ambienti.

Il caso più importante in circolazione è rappresentato da Oculus di proprietà di Facebook.

Questa realtà è un vero e proprio mondo virtuale in cui sono stimolati diversi sensi oggi in modo sempre più incredibile.

Una scena riprodotta al computer trasmette delle vere e proprie sensazioni da vivere.

Queste realtà hanno stravolto le strategie delle aziende che ne devono tener conto implementando e ottimizzando il loro modo di offrire servizi e prodotti.

E’ un nuovo modo di coinvolgere gli utenti e farli divertire, ma allo stesso tempo è un modo di offrire un prodotto in maniera alternativa focalizzandosi sull’esperienza e sul concetto di intrattenimento.

Grazie a VR e AR, puoi migliorare il coinvolgimento con il brand e aiutare nelle decisioni di pre-acquisto portando in vita i tuoi prodotti.
Filtri AR nelle storie Instagram

Se la tua azienda possiede una pagina verificata e più di 100.000 follower su Instagram, potrebbe presto autorizzarti ad inserire il tuo filtro AR.

Alcune celebrità hanno lanciato i propri filtri viso AR in maniera sperimentale nel 2018, filtri che si possono sbloccare solo se si seguono i loro profili.

Con molta creatività puoi realizzare delle esperienze prodotto utilizzando l’AR Studio di Facebook, aumentare il coinvolgimento con il marchio, e ampliare i follower.

Tieniti aggiornato con quello che potrebbe essere uno dei trend più esplosivi del 2019 quando l’AR diventerà libera su storie, dato che è attualmente in versione beta chiusa, e essendo in grado di creare i tuoi filtri Instagram stories, batterai la concorrenza sul tempo.

13. Landing page

Cosa succede quando si clicca su un link presente all’interno di un’email?

I marketer hanno abbinato la pagina di destinazione al link, che potrebbe essere una pagina di offerte, di prodotti, un articolo di un blog, ecc. ecc…

Le pagine di destinazione che corrispondono al contenuto di un’email personalizzata saranno sempre più frequenti nel 2019 e 2020.

Il visitatore ha la possibilità di visualizzare una landing page dopo aver cliccato su un’email o un sito web. E’ una pagina strutturata che descrive le caratteristiche del prodotto che si vuole promuovere con la possibilità di compilare un form dove l’utente può inserire le sue informazioni principali.

Le pagine di destinazione sono fondamentali per l’invito all’azione (CTA), poiché attraverso queste è possibile scaricare le offerte promozionali.

Sono importanti per la conversione degli utenti in lead o in veri e propri consumatori.

Il contenuto della landing page deve essere capace di invogliare il cliente a compiere un’azione e il form deve essere fatto su misura per il target di riferimento. Ultimamente si è implementato l’uso di landing da parte delle aziende, poiché sono un vero e proprio strumento di conversione.

Oltre alla presenza di un contenuto accattivante, di un form su misura e di una CTA, è importante tener conto dei titoli, della connessione con i social attraverso dei pulsanti e della presenza di elenchi per velocizzare la lettura e renderla più d’impatto.

Per testare l’efficacia di una landing page, è possibile utilizzare l’A/B test.

Esse, inoltre, sono realizzabili attraverso il codice HTML ed altri linguaggi di programmazione. Devono essere interattive e in grado di colpire l’attenzione dell’utente. Esistono alcuni strumenti per realizzarle come:

Instapage
Unbounce
Elementor

Tutti questi software sono a pagamento e permettono di realizzare delle pagine di atterraggio di successo in modo semplice. Inoltre, attraverso il pay per click è possibile portare traffico alla nostra pagina di destinazione garantendo naturalmente una linea di coerenza tra la pagina e il messaggio pubblicitario.

14. Email marketing evoluto

L’email viene regolarmente accreditata fra tutti i canali di marketing come quello che offre il miglior ROI.
I dati recenti fissano il ROI medio al 122%, quattro volte superiore rispetto agli altri canali di comunicazione, compresi i social media e le campagne sui motori di ricerca.

Numeri importanti ma qui non si sta parlando della vecchia email, un ROI estremamente soddisfacente lo si ottiene con una email di qualità, contenuti pertinenti elaborati espressamente sulla buyer persona, e formati tecnologici innovativi.

In parole povere marketing automation.

Se conosci il significato dell’acronimo SMART aggiungi una D (specifica, misurabile, attuabile, rilevante, temporizzabile e data-driven) e fra poco capirai come in sostanza la tua strategia di email marketing 2019 e 2020 debba essere.
1. Personalizzazione spinta

Il 96% dei marketer ritiene che la personalizzazione sia il miglior metodo per far progredire le relazioni con i clienti.

La personalizzazione è sempre stata interesse all’email marketing, trovava però ostacoli nella sua realizzazione.

Ci sono stati dei passi avanti ma hanno investito solo gli aspetti formali di una email.

Spingono i brand verso l’adozione di una personalizzazione spinta, che risolva i pain point (ovvero i problemi reali o percepiti) dei destinatari, il cambiamento dell’atteggiamento dei consumatori verso le email e l’affacciarsi di nuovi strumenti legati a CRM evoluti e sistemi automatici ad essi legati, che la rendono attuabile.

Realizza la personalizzazione spinta in tre maniere differenti.

Identifica le buyer persona nel CRM o nella tua mailing list
Definite le buyer persona con ricerche sui dati analitici e questionari ai clienti (ecco perché data-driven), il CRM dovrebbe darti la possibilità di visualizzare graficamente i buyer journey degli acquirenti e seguirli con delle mail man mano che progrediscono per diventare clienti in tempo reale.

Sottolinea il loro comportamento sul tuo sito
L’uso di strumenti tecnologici avanzati permettono di tracciare (data driven) i comportamenti dei visitatori sul sito internet e sui social network permettendo di standardizzare soluzioni alle problematiche individuabili in email specifiche (esempio del cliente che non conclude l’acquisto nel carrello).

Presta particolare attenzione ai dati demografici e agli acquisti precedenti
Le mail devono corrispondere ai profili generazionali e demografici come definiti dalle buyer persona e basarsi sugli acquisti precedenti per offrire soluzioni anche qui automatizzate dei bisogni.

Sia che tu disponga delle risorse tecnologiche per automatizzare i processi o di applicazioni per alleggerire i compiti, i clienti nel 2019 si aspettano molto di più dalle tue email.

Quindi segmenta, crea contenuti dinamici per personalizzare le email come video, registrazioni audio e incorpora i contenuti direttamente nelle email.
2. Landing page personalizzate

La tua pagina di destinazione o landing page oggi deve rispecchiare la tendenza di personalizzazione delle email.

Nella tua strategia legata all’email marketing personalizzato devi quindi prevedere l’uso di landinding page differenti, personalizzate, corrispondere nell’aspetto e al contenuto della email, inclusi i CTA, offerte e persino testo.
3. Considerazione per i fusi orari

Inviare email con un sistema di schedulazione per regolare i tempi di consegna è una forma di personalizzazione già nota, ciò che pochi fanno è contemplare i fusi orari.

Valutati i tassi di apertura email più elevati, segmenta i dati in base alla posizione e pianifica le email in linea con i risultati. Esistono strumenti di pianificazione della posta elettronica che semplificano queste operazioni.
4. Email interattiva

L’email interattiva è uno dei cambiamenti più importanti che sta avvenendo nell’email marketing.

Le email possono trasformarsi in micrositi: ai destinatari vengono fornite tutte le informazioni essenziali senza dover necessariamente lasciare il proprio client di posta.

Quello che bisogna tener presente è che non ancora tutti i dispositivi supportano elementi interattivi.

Ma perché c’è stata la necessità di introdurre email interattive?

Gli utenti ultimamente hanno un basso livello di attenzione e offrendo loro contenuti statici privi di coinvolgimento e interattività apriranno sempre meno le mail.

Con le email interattive è possibile avere un numero maggiore di conversioni, perché l’utente è invogliato a scaricare l’offerta attraverso la presenza di una call to action. Non occorre uscire dalla mail, gli utenti possono scaricare e visitare contenuti direttamente dalla loro posta elettronica che ha la struttura di un microsito.

Sta cambiando in modo di interagire con gli utenti.

L’email diventa uno strumento di coinvolgimento attivo, non un semplice testo di informazioni.

Ma attraverso cosa faccio tutto questo?

Si parla della tecnologia AMP, acronimo di Accelerated Mobile Page, una piattaforma attraverso la quale gli sviluppatori possono progettare email interattive.

Attraverso l’AMP è possibile velocizzare il caricamento delle pagine su ogni tipo di dispositivo specialmente da smartphone. Da questa tecnologia è possibile trarre alcuni benefici come:

Creazione di contenuti interattivi e dinamici
Inserimento di CTA, animazioni e form compilabili che invogliano l’utente a scaricare offerte e richiedere informazioni
Aggiornamento dei contenuti in tempo reale
Maggior coinvolgimento e dialogo diretto con gli utenti

15. Mobile marketing

Più di 1,2 miliardi di persone in tutto il mondo usano il cellulare.

Gli utenti trascorrono in media 2,8 ore su cellulare ogni giorno rispetto a 2,4 ore su desktop

Entro il 2019 il 79% della spesa pubblicitaria statunitense sarà sulla pubblicità mobile e in Italia non siamo tanto lontani.

L’80% del tempo sui social media viene speso attraverso i dispositivi mobili.

L’88% degli utenti che cercano un’attività commerciale locale su dispositivo mobile lo visita entro 24 ore.

L’89% dell’utilizzo dei dispositivi mobili viene speso per le app.

La prima statistica sottolinea da sola l’importanza della pubblicità mobile. 1,2 miliardi di utenti. Con così tante persone che usano il cellulare e avendo accesso a Internet quasi ovunque vadano, l’importanza del mobile marketing è evidente.

Questo è il motivo per cui le aziende danno molta importanza alle loro campagne di marketing mobile ed è per questo che dovresti adottare una strategia di marketing mobile anche per il tuo brand.
Il responsive design e l’ottimizzazione del mobile

Pensa al tuo sito web come a un negozio reale o uno studio di consulenza: vorresti che la tua attività fisica fosse organizzata, facile da navigare ed esteticamente gradevole.

Catturare tutti e tre questi componenti in un design di un sito web può essere complicato per chi è nuovo, ma è essenziale per il successo della tua azienda e continuerà a essere un fattore importante per generare più vendite.

Votati al responsive design, assicurarti che il tuo sito web appaia esattamente lo stesso su ogni dispositivo, che adatti le dimensioni di immagini e pagine a qualsiasi dispositivo di dimensioni diverse.

Ciò è particolarmente utile con il crescente numero di acquirenti mobili.

Lo shopping mobile, chiamato anche mCommerce, sta crescendo enormemente e se disponi già di un sito con responsive design, non dovrai concentrarti tanto sul design del dispositivo mobile, ma indagare sulla procedura di pagamento mobile per vedere se puoi renderla ancora più semplice e veloce.

16. Analisi, dati e report

Il 2019 sarà anche l’anno dello sviluppo degli smart insights ovvero degli actionable analytics perché prende forza il marketing basato sui dati, sull’analisi digitale e sulla ricerca dei clienti.

Sistemi come Google Analytics e Adobe Analytics sono relativamente statici in termini di report e funzionalità.

Una delle tendenze più importanti è l’uso delle misure più morbide per ottenere il feedback dei clienti, i marchi più accorti stanno usando le community dei clienti.

Un’altra tendenza qui è l’adozione di sistemi di reporting e analisi dashboard come Google Data Studio.

Google Data Studio può creare visualizzazioni più granulari, analisi che non è mai stata realmente possibile in Google Analytics.
Big data, analisi del mercato e dei clienti e analisi predittiva

Sempre nell’ottica del marketing basato sui dati, i big data sono una tendenza importante del 2019.

L’analisi di grandi quantità di dati come l’analisi predittiva richiede in genere budget più ampi, quindi sarà ristretta principalmente per le organizzazioni più grandi, ma l’uso del mercato e dei clienti con gli strumenti di MarTech è aperto a tutte le aziende.

Il MarTech, marketing e tecnologia digitale, si basano sull’omnicanalità.
L’integrazione dei dati oggi è la vera chiave di volta tecnologica per le attività di marketing e vendita

Ci sono software che servono a gestire e analizzare i dati (CRM, Customer Relationship Management e Customer Experience Management e Data Analytics), a produrre e archiviare i contenuti multimediali (CMS, Content Management System), ad automatizzare le attività (Marketing Automation) che vanno dall’invio delle mail alla targetizzazione delle campagne advertising.

Il tuo obiettivo 2019 di Marketing deve essere perseguito con un mix tra tecniche tradizionali e il nuovo Digital Marketing, per offrire ai clienti, grazie alle tecnologie, una customer experience omnicanale in grado di fare la differenza sul mercato.

E intanto il cliente?

SEO, chatbot, intelligenza artificiale, ricerca vocale, video, social media, personalizzazione, content marketing, trasparenza e creatività guideranno il 2019 in ambito digital marketing.

È importante anche capire gli interessi del proprio compratore e saper comunicare con lui. I clienti si aspettano che l’azienda comunichi nel modo a loro più congeniale.

Per questo è essenziale intercettare i loro gusti, come è necessario individuare il cliente ideale (la buyer personas).

Bisogna, inoltre, mettere l’utente nelle condizioni di poter rispondere e interagire con dei messaggi, cercando di ridurre al minimo qualsiasi ostacolo.

Quello che dobbiamo tenere a mente per il 2019 e per il prossimo 2020 è che gli utenti danno più fiducia alle persone che conoscono piuttosto che all’advertising.

Le pubblicità tradizionali non scompariranno, ma ci si focalizzerà di più sull’importanza del content marketing e dell’influencer marketing.

La creazione di contenuti utili non solo aiuta il marketing, ma aiuta anche il team di vendita. Questo è fondamentale per far sì che che non si creino barriere all’interno dell’azienda. La chiave del successo sta in quelle imprese che sono costruite su dipartimenti che lavorano insieme.

Siamo fortunati a vivere in un’epoca di tecnologia avanzata ma anziché adottarne un flusso crescente in modo sterile, è importante abbracciare una più importante comprensione del comportamento umano che favorirà relazioni più significative.
Rilevanza. Questo è il cuore che deve battere oggi in ogni azienda che vuole ottenere successo

Questo progresso della tecnologia corre avanti insieme al marketing e alle vendite, ma l’eccesso di progressi non deve far dimenticare un tocco di umanità e il contatto con il proprio pubblico.

Ad esempio, una società, che aveva avviato tutto verso una progressiva automazione, aveva istituito anche la regola di fare visita ai propri clienti per sincerarsi sul loro stato, conoscerli meglio e migliorare i rapporti. Facendo così avevano notato che le persone si lasciano andare e tendono a spendere anche di più.

Il settore digitale è in continuo fermento, c’è quindi la necessità di essere sempre informati.

Queste sono le tendenze da tenere d’occhio e da adottare per il prossimo anno, assicurandosi così una strategia vincente.

Il consiglio più grande è quello di tenersi costantemente aggiornati, essere all’avanguardia con i nuovi trend, anticiparli e poi applicarli nel modo corretto e migliore. Seguendo questa linea non si può rimanere indietro.

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