Media Relations: come si fanno in era digitale (4a puntata) - A cura di Pietro Cobor

Dic 17th, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Comunicazione, Relazioni Pubbliche

La controparte di riferimento degli operatori in Media Relations, ossia il sistema giornalistico, è completamente mutata negli ultimi 20 anni e ora, come scritto nella puntata precedente, la notizia viene immediatamente pubblicata sul Web e poi prosegue il proprio iter.

In un sistema mediatico completamente rivoluzionato, dove sono totalmente mutate le dinamiche della comunicazione, oltre alle doti organizzative e relazionali, sono sempre più richieste anche reattività e creatività.

Il mondo dei media si è allargato e ha aggiunto agli attori tradizionali – agenzie di stampa, radio, tv, carta stampata – nuovi soggetti: influencer, free lance digitali, digital editor che rientrano a pieno titolo tra gli operatori che generano e veicolano la notizia. Altre due variabili cambiate sono quella del tempo, oggi istantaneo e puntuale, e lo spazio che è diventato illimitato, libero, aperto.

L’ascolto delle rete e dei social che fanno opinione è un lavoro da eseguire day by day per poter monitorare i sentiment e intervenire prontamente sui contenuti. Il presidio consente di capire come si sta muovendo la concorrenza rispetto alla propria azienda (sapere su quali canali, attraverso quali strumenti e quali linguaggi agisce), ma anche nell’individuare i potenziali partner (giornalisti, influencer, brand ambassador e blogger).

Al centro, tuttavia, dell’attività delle Media Relations, rimangono comunque le attività “notiziabili” dell’organizzazione per cui si lavora: è la notizia che attrae l’attenzione, che crea interesse e che permette di vendere una news al pubblico.

I lettori (consumatori) dovrebbero essere al centro di qualsiasi modello di business. Troppo spesso, in passato, l’industria dei media è stata tentata di concentrarsi maggiormente sulla pubblicità e meno sui lettori. Ma la pubblicità segue sempre i lettori, non viceversa. Un lettore non compra un giornale per guardare la pubblicità ma per leggervi notizie.

Il mondo digitale crea la stessa tentazione. Gli inserzionisti sono attratti dai siti con il maggior numero di clic, anche se pubblicano notizie false o commenti estremisti. Tuttavia, questa strategia può ritorcersi contro. In effetti, il pubblico si aspetta che i media siano più di un business per fare soldi. Fanno parte dell’infrastruttura intellettuale di un paese. Ma questo è un importante punto che verrà trattato in altri contesti.

L’avvento del web e in particolare dei social network ha modificato drasticamente il settore delle relazioni con i media e aumentato il numero di soggetti con i quali l’ufficio stampa di un’azienda deve dialogare.

Le DigitalPR rappresentano l’evoluzione digitale delle pubbliche relazioni tradizionali, che giocavano un ruolo di primo ordine prima della diffusione di internet, dei social media e dei blog. Ad ogni modo, l’obiettivo dell’ufficio stampa resta sempre lo stesso: sviluppare relazioni stabili e utili per salvaguardare e, possibilmente, accrescere la reputazione percepita di un’azienda.

Il flusso della comunicazione ha assunto forme ben diverse rispetto al passato. Se prima, infatti, i player delle PR afferivano a tre piattaforme ben specifiche (TV, radio e carta stampata), oggi diventa necessario coinvolgere nuovi attori come, ad esempio: direttori di blog online, anche di piccole dimensioni se verticali nel settore di appartenenza; gestori di forum di settore; amministratori di community social organizzate in Pagine o Gruppi; piccole/grandi celebrità in voga sui social media: gli influencer.

Ogni azienda che desidera migliorare nel lungo termine la propria visibilità sul Web, non può fare a meno delle media relations. Per riuscire ad ottenere la fiducia dei giornalisti non basta inviare un comunicato stampa potenzialmente appetibile nella speranza che qualcuno gli dia seguito.

È fondamentale infatti “coltivare” il proprio archivio di contatti ed essere sicuri di scegliere volta per volta il giusto interlocutore, il riferimento corretto. Chi si occupa di pubbliche relazioni digitali sa quanto sia delicato l’equilibrio di rapporti con i giornalisti, fatto di cortesia e follow-up non aggressivi.

A cura di Pietro Cobor *

Nella prossima puntata: Media Relations a confronto con le Influencer’s relation. Stay tuned!

* Pietro Cobor è un Giornalista e Comunicatore con molti anni di esperienza. Attualmente è Direttore di Agenzia Omniapress (www.AgenziaOmniapress.com ) e Senior Consultant di Weber Shandwick Italia. Ha iniziato la carriera nel 1980 e, oltre ad un’intensa attività giornalistica, è stato anche responsabile e/o collaboratore di circa 50 Uffici Stampa di Organizzazioni di ogni tipo e ogni settore.
E’ anche nel Consiglio Direttivo del Club del Marketing e della Comunicazione.

Contatto Email: omniapress1@libero.it

Related posts:

  1. Media Relations: Le competenze necessarie (2a puntata) - A cura di Pietro Cobor
  2. Media Relations: La catena della notizia (3a puntata) - A cura di Pietro Cobor
  3. Media Relations: cosa sono e a cosa servono (1° puntata) - A cura di Pietro Cobor
  4. Daniela Pradella Media Relations Manager di Mapei