Metaverso, “Identity Matters – Storie di chi comunica”

“Il futuro non è più quello di una volta”. Con la citazione di Paul Valery, Giuseppe Stigliano, Ceo di Spring Studios apre l’incontro “Identity Matters – Storie di chi comunica”, dedicato ai nuovi spazi virtuali, e in particolare al Metaverso. Organizzato da Fortune Italia, in collaborazione con Eikon Strategic, questo appuntamento fa parte di un ciclo di incontri dedicati ai grandi temi della comunicazione.

“Viviamo un cambio di paradigma che ci porta a non avere chiavi di lettura per prevedere il futuro e le sue traiettorie”. Non Fungible Token, tecnologia Blockchain, Avatar e virtual experiences, tutto questo anima il Metaverso, un mondo virtuale abitato da avatar.

Se la narrazione assomiglia ad altre esperienze virtuali non di successo, come Second Life, di fatto le tecnologie evolute di cui abbiamo oggi disponibilità consentiranno al Metaverso di imporsi e restare.

La convergenza fra reale e virtuale è la vera chiave di lettura di questo nuovo “meta luogo”, dove è già possibile comprare “terre virtuali” spendendo centinaia di migliaia di euro. Un’analisi condotta da Matthew Kanterman e Nathan Naidu, di Bloomberg Intelligence, stima che il Metaverso potrebbe attestarsi su un valore di circa 800 miliardi di dollari già nel 2024.

Diventa quindi strategico poter comprendere come i comunicatori dovranno accompagnare i brand e le aziende nel “viaggio di scoperta e colonizzazione” di questo mondo parallelo. 


La parola Metaverso è stata coniata dalla fantasia distopica dello scrittore Neal Stephenson, e compare per la prima volta nel suo romanzo “Snow Crash” del 1992, ma è stato poi Mark Zuckerberg a tracciarne il rebranding, nel 2020, annunciando che una nuova visione olistica avrebbe guidato la visione di Facebook già dal suo nuovo nome: Meta, segnando la volontà di investire nel Metaverso, questo universo in costruzione che travalica i confini della realtà attualmente nota.

La community di BIC – Best in Media Communication è stata chiamata a confrontarsi su questa tematica, e dalla discussione sono emersi i punti di vista e gli approcci differenti che alcune delle maggiori aziende italiane certificate Best in Media Communication, ovvero fra i migliori comunicatori del panorama italiano, hanno già adottato per valutare le opportunità strategiche del Metaverso e le reali occasioni di business e di valorizzazione della relazione con i propri clienti.

Il Metaverso è ancora in fase di draft, e gli utenti sono nel pieno della curva di apprendimento che ci porterà a passare dall’approccio “aspetta e guarda” a quello “sperimenta ed impara”.

Il percorso evolutivo sarà probabilmente tracciato dalle 5 A del Marketing, Awareness, conoscenza, Appeal, approccio positivo, Ask, informarsi sulle novità che ci interessano, Act, creare un contatto diretto, e Advocacy, ovvero valorizzazione della relazione creata, con la diffusione e la condivisione sociale dell’esperienza.

Questa nuova via sarà un’utile guida anche nell’ambito delle relazioni che si creeranno nel Metaverso, in risposta alla necessità, propria dell’essere umano, di creare contatto, valore e conoscenza.

Il compito dei comunicatori dovrà essere quello di garantire l’accessibilità a un pubblico sempre più vasto, considerando il fatto che usciamo da due anni di isolamento, abbiamo bisogno di socialità, e che la tecnologia è uno strumento digitale, e che a fare la differenza e governare i processi sarà sempre la qualità del contenuto.

Il metaverso è la promessa del mondo virtuale e del mondo fisico che finalmente si uniscono. Ci sarà però un tema di barriere, digital divide, non tutti potranno accedere o permetterselo. Il ruolo dei comunicatori sarà anche quello di allargare, il più possibile, l’accesso e i conseguenti vantaggi per i singoli soggetti.

Per fare un esempio, la salute era considerata un argomento per addetti ai lavori, ma l’esperienza di Covid ci ha insegnato che investire in conoscenza e comunicazione ha una ricaduta positiva in tutti gli ambiti. Già oggi, attraverso tecnologie abilitanti, le persone hanno più possibilità di gestire il proprio stato di salute.

Dobbiamo imparare insieme e andare avanti sui territori poco conosciuti, trasformando le criticità in opportunità.

Resta il fatto che chi sta agendo il cambiamento è un “migrante digitale”, mentre il target è spesso rappresentato da “nativi digitali”. Questo porta le aziende ad orientare la comunicazione verso i propri valori, verso qualcosa di sostenibile ed utile per i clienti, pur se con dei punti di attenzione.

E quindi è facile che emerga anche qualche dubbio, in primis sul fatto che questo nuovo approccio punti a confondere il marketing ed il potenziale di vendita, con la comunicazione, che invece valorizza le caratteristiche dei prodotti e le comunica ai target nella maniera più corretta. I processi evolutivi della comunicazione hanno affrontato l’avvento di internet e dei social, e li hanno governati. Dobbiamo avere l’intelligenza di capire che tipo di relazioni si genereranno da questa nuova dimensione di comunicazione, per poterla governare.

Uno dei cambiamenti a cui bisogna prepararsi è che la comunicazione sarà costruita insieme al cliente, il match sarà importante e dovrà tener conto di tutte le sensibilità. Sarà determinante comprendere la condizione del valore aziendale, declinato in questa opportunità di co-sviluppo dei messaggi e delle azioni di comunicazione. Il Metaverso lo stiamo costruendo, puntiamo a che sia sostenibile, e che consideri la società come fatta di persone, e non di individui, e che quindi limiti l’isolamento e a valorizzi la condivisione, seppur in un contesto virtuale. Non bisogna mai perdere la curiosità verso il nuovo, mai sentirsi soddisfatti, ma provare ad immaginare sempre la giusta declinazione di una novità rispetto al proprio mondo.

Al confronto hanno partecipato i rappresentanti di alcune delle aziende certificate Best In Media Communication, ovvero Roberto Olivi, Public Affairs and Communication Director BMW Italia, Renato Agalliu, responsabile Media Relations & Content Management Generali Italia, Riccardo Chiappani, Senior Communication Manager Medtronic Italia, Giorgia Freddi, direttore Communication, CR & Public Affairs del Gruppo Axa Italia, Claudio Urciuolo, Head of media relations Italgas.

La community dei comunicatori BIC – Best in Media Communication è costituita dai responsabili della comunicazione delle aziende certificate BIC, l’index che analizza e valorizza il lavoro dei team di comunicazione aziendali. Nata nel 2018, grazie ad una intuizione congiunta di Fortune Italia ed Eikon Strategic Consulting, la certificazione è stata assegnata, negli anni, a circa 50 aziende italiane, a cui si aggiungeranno le nuove certificate 2022, che saranno annunciate a maggio 2022 nel corso dell’annuale Bic Convention.

di Maria Pia Ebreo su
www.fortuneita.com

Contatti

Address

Via Andrea Costa 7, Milano, 20131 Milano IT

Phone

Phone: +39 02.2610052

Email

redazione@marketingjournal.it