Naturale e sostenibile, la pasta italiana leader nel mondo è sempre un must

Mar 7th, 2020 | Di Redazione | Categoria: Imprese e Mercati


I numeri dei pastifici italiani restano alti. La pasta è uno dei simboli maggiormente riconosciuti della cucina italiana nel mondo. Ma rappresenta anche un prodotto molto importante per l’export italiano e per l’economia del nostro Paese tout-court. L’Italia e la nostra industria nazionale, infatti, sono leader di mercato a livello mondiale e possono contare su più di 120 pastifici e 300 formati di pasta, con un boom della produzione che negli ultimi 20 anni è quasi raddoppiata.

Infatti, se sono 15 i milioni di tonnellate di pasta prodotta a livello globale, quasi un piatto di pasta su quattro consumati nel mondo è fatto in un pastificio italiano. Negli USA questo rapporto sale addirittura a 1 su 3. All’interno dell’Unione Europea, questa leadership è ancora più marcata: il 67% della produzione (5,4 milioni di tonnellate per un valore di 5,3 miliardi di euro) è tricolore (3,6 milioni di tonnellate).

Checché se ne dica, l’Italia continua a essere il Paese che consuma più pasta. Ma cresce la ricerca di qualità e naturalità, che spingono i nostri prodotti anche all’estero.

Secondo una ricerca commissionata da Unione Italiana Food (Aidepi), la pasta è anche il piatto preferito dagli italiani: 9 su 10 ne consumano con frequenza, e uno su 3 tutti i giorni. Ogni anno sulle tavole italiane vengono serviti 23 chilogrammi di pasta a testa, dietro ci sono la Tunisia, con 16 kg pro capite, il Venezuela (12) e la Grecia (11,2).

Se poi ampliamo lo sguardo al mondo, nel 2018 i pastifici italiani ne hanno prodotte 3 milioni e 370 mila tonnellate, in crescita dello 0,3% rispetto al 2017, di cui il 58% è destinato all’export. In Europa un piatto di pasta su 3 è fatto con prodotti italiani, mentre nel mondo è 1 su 5. I Paesi in cui esportiamo maggiormente sono la Germania, il Regno Unito, la Francia e gli Stati Uniti, ma i mercati in cui si registrano le performance di crescita migliori sono, tra gli altri, i Paesi del Medio Oriente e del Golfo, la Cina e l’Australia.

In un contesto di incremento dei consumi di pasta, crescono però anche i competitor. Tra i rivali più aggressivi, la Turchia in cui la produzione di pasta è cresciuta del 77% in soli 5 anni.

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