Storie di marketing: un brand alla volta, Fanta. La bevanda nata tra la Germania Nazista e Napoli

Set 1st, 2020 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Marketing


L’aranciata Fanta è tra le bevande più vendute al mondo. Solamente negli Stati Uniti, dove Coca-Cola regna sovrana, riscuote meno successo rispetto al resto del globo: in Europa, in America Latina e in Africa è molto popolare e apprezzata.

La discrepanza ha origini storiche, culturali e di marketing. La Fanta nasce nel 1941 nella Germania di Hitler, ma in Europa fu prodotta soltanto dal 1955; negli USA la commercializzazione fu tardiva per il timore che potesse intaccare il mercato della Coca-Cola.

A metà degli anni ’80 la produzione americana su scala nazionale fu interrotta per lasciare la distribuzione della bevanda solo nelle zone degli immigrati, più abituati a bere la bibita. Nel 2001 finalmente l’aranciata torna in tutti gli Stati Uniti.

La Fanta, dicevamo, ha origini lontane. I primi a usare il nome “Fanta” furono i nazisti che la inventarono appunto, ma anche l’Italia, in particolare Napoli, ha grossi meriti per la diffusione del prodotto… Ecco la curiosa storia della Fanta!

La storia della Fanta nata nella Germania Nazista

La storia della Fanta inizia in Germania nel 1929, con la Coca-Cola che aprì una filiale nel paese. Qualche anno dopo Adolf Hitler prese il potere ma la produzione continuò senza problemi. L’entrata in guerra degli Stati Uniti nel 1941 cambiò tutto: le aziende americane dovevano necessariamente cessare ogni business con il nemico. La Germania inoltre minacciò la confisca delle imprese non nazionali, e la filiale tedesca si ritrovò abbandonata dalla Coca-Cola Company di Atlanta.

Max Keith, amministratore delegato della filiale Coca-Cola GmbH, decise così di inventarsi un’altra bevanda per non perdere l’azienda e per preservare i posti di lavoro dei suoi dipendenti. Si mise all’opera con i chimici e trovò una ricetta perfetta con il razionamento dell’economia di guerra: un mix di bucce di frutta, fibre e polpa di mela, zucchero di barbabietola e siero di latte avanzato dalla produzione di formaggio.

L’origine del nome

Qual è l’origine del nome “Fanta”? Il nome nasce grazie ad un’idea di un addetto alle vendite, tale Joe Knipp, ed è un’abbreviazione della parola tedesca “Fantasie”, fantasia. Il prodotto ebbe subito successo in patria, anche perché Keith era in ottimi rapporti con il Reich, era un collaborazionista nazista ma non era membro del partito.

L’importanza di Napoli per la Fanta e la figura del Conte Ermellino Matarazzo

Con la fine della Seconda Guerra Mondiale la produzione della Fanta cessò. Passarono dieci anni e nel 1955 la Pepsi, storico competitor della Coca-Cola, cominciò a introdurre sul mercato bevande alternative.

L’azienda decise così di rispolverare la Fanta ma con una ricetta diversa e prese spunto dall’idea del Conte Ermellino Matarazzo. A Napoli infatti, precisamente a Marcianise nello stabilimento della Società Napoletana Imbottigliamento Bevande Gassate, il Conte Matarazzo suggerì di aggiungere delle arance alla ricetta originale, dando il sapore che oggi tutti conosciamo.

Una scelta lungimirante e di successo: nel 1958 il marchio Fanta fu acquistato dalla Coca-Cola e la bevanda divenne famosa in tutto il mondo. Anche la Ring Bottle, la bottiglia con le zigrinature orizzontali, è un’invenzione tutta napoletana.

Fanta diventa negli anni a venire un brand fondamentale per la Coca-Cola, agevolandone la penetrazione sul mercato. Oggi la bevanda all’arancia è venduta in 190 paesi nel mondo in 70 gusti diversi ma quella all’arancia, naturale e priva di coloranti e conservanti, resta la più venduta in tutto il mondo.

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