Negozi alimentari di vicinato e botteghe storiche, resilienza e +8.2%

Set 16th, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Consumi e Consumatori


E allora questa ripresa arriva o no? Si riparte? Un po’ tutti gli attori economici se lo chiedono, per lo più con comprensibile preoccupazione. A leggere i dati forniti delle istituzioni politico-economiche si dovrebbe rispondere di sì: sta arrivando, si riparte, nonostante i seminatori d’odio e i complottisti, che si spera inghiottiti dal dimenticatoio della storia quanto prima.

I segnali macroeconomici della ripresa ci sono

Nello specifico, la Commissione europea ha di recente adottato una visione positiva, in particolare nella zona Euro, rivedendo al rialzo le sue previsioni di crescita. Produzione e scambi dell’unione monetaria potrebbero tornare ai livelli pre-pandemia già alla fine di quest’anno anziché all’inizio del prossimo, come previsto in precedenza.

Nel 2021, si prevede una crescita italiana del 5%. Oltreoceano, le previsioni effettuate dagli analisti di uno dei motori dell’economia mondiale, gli Usa, non sono diverse: a preoccupare, semmai, sarebbero le spinte inflazionistiche.

Botteghe e gastronomie volano della ripresa del commercio?

Volendo focalizzarsi sul commercio, in Italia i dati Istat di luglio segnalano un aumento dei volumi su base annua pari al 6,7%. Il rimbalzo riguarda tutti i canali di vendita al dettaglio, ma soprattutto le imprese che operano su piccole metrature: negozi e botteghe storiche, infatti si attestano su un +8,2%, a fronte del +5,6% della grande distribuzione e del +6,4% del commercio elettronico.

Quanto ai settori merceologici, ai primi posti troviamo l’abbigliamento (+15,4%), seguito da scarpe e articoli in cuoio (+12%).

La tempesta non è passata, insomma, ma s’intravede uno squarcio di luce.

Che sia stata accesa, ipotizziamo, proprio dai commercianti vintage, quelli delle botteghe storiche, negozi di vicinato, mercati di quartiere che nell’era pre-pandemia parevano destinati alla sparizione (a vantaggio di grande distribuzione e commercio elettronico)?

Il +8,2% di luglio è di certo confortante, ma potrebbe essere anche effimero; in realtà non abbiamo ancora una massa significativa di dati a disposizione, e gli indicatori di crescita restano traballanti. In cerca di un terreno meno franoso, abbiamo provato a fare una mini-inchiesta proprio presso le botteghe storiche, da cui può dipendere un pezzo importante della vitalità dei nostri centri cittadini.

A Roma si attende la fine dell’estate per fare il bilancio sulla ripresa dei consumi

Cominciamo con l’Associazione Botteghe Storiche Roma, città che vive oggi una vigilia elettorale tesa e competitiva: lo dimostra il fatto che il presidente dell’associazione, da noi consultato, proprio in quanto candidato si è autosospeso, per correttezza, dalla carica.

Tuttavia non si è tirato indietro, il presidente (oppure ex, vedremo) Giulio Anticoli, e ha accettato di analizzare la situazione insieme a noi. «Il mio punto d’osservazione privilegiato è Kent, la bottega di famiglia, chiamiamola così anche se è piuttosto grande, dove da sessantacinque anni si vende abbigliamento uomo-donna, classico e sportivo, a Roma in viale Somalia.

Se parliamo del classico negozio di vicinato posso dire che la ripresa di luglio è stata avvertita e subito contraddetta da una flessione nel mese di agosto, che ha visto una specie di desertificazione anomala dell’urbe.

Vendite in crescita un po’ in tutti i settori, anche nell’abbigliamento, che è tra quelli che hanno sofferto molto la pandemia; più della ristorazione, in cui sembra esserci stato un deciso scatto in avanti. Io ho l’impressione che la gente abbia voglia di uscire, riprendere a fare shopping, nella speranza di tornare quanto prima alla vita normale, dopo tutti questi mesi passati fra le mura domestiche».

di Guido Gabaldi su www.italiaatavola.net

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