Negozi di domani: sempre più innovativi e funzionali, per creare nuove esperienze e relazioni

Gen 12th, 2020 | Di Redazione | Categoria: Punti Vendita


Il punto vendita è in cerca di nuovi significati e funzionalità, soprattutto in ottica relazionale con i clienti. Tantissime le iniziative tecnologiche realizzate dai retailer in Italia, in particolare a Milano. Grazie al digitale, i negozi di domani sapranno valorizzare sia lo spazio che il tempo, diventando un preziosissimo punto di raccolta (e di utilizzo) dei dati. I nuovi trend presentati all’evento dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail

Negozi di domani, veri e propri laboratori multiesperenziali nell’ambito delle strategie multicanale dei retailer. Gli store prendono il meglio del passato e del presente per riprogettare il business del futuro su nuovi concetti e nuovi meccanismi di interaction design. In che modo? Spostando il focus dai prodotti ai servizi, applicando a una visione incentrata sul cliente, nuove funzionalità operative e nuovi significati.

Da spazio di accesso fisico al prodotto, infatti, il punto vendita diventa un luogo d’elezione per garantire ai 5 sensi del consumatore un’esperienza più ricca, contestuale e gratificante in termini di emozioni e informazioni. Grazie alle tecnologie digitali, i negozi di domani sapranno valorizzare sia lo spazio che il tempo, diventando un preziosissimo punto di raccolta (e di utilizzo) dei dati.

A fare il punto negli scorsi giorni sui nuovi trend della distribuzione sono stati i ricercatori dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano. Parliamo di 983mila esercizi commerciali (di cui il 41% localizzato al Nord, il 23% al centro e il 36% tra Sud e isole) di cui 614mila punti vendita e 369mila ristoranti e bar (dati relativi al 2017).

Dall’analisi dei 300 top retailer sotto i riflettori degli analisti quello che emerge è come la spesa complessiva in digitale sia ancora bassa, superando di poco un punto percentuale del fatturato, passando dal 20% del totale degli investimenti annuali nel 2017 al 21% nel 2018. Ma è vero anche che ci sono molti segnali di cambiamento. Dal back end al front end.

«Con il successo dell’eCommerce e la nascita di nuove modalità di interazione e di acquisto, stanno cambiando le motivazioni che spingono i consumatori a visitare il negozio: il punto vendita, svuotato del suo significato originario (non rappresentando più l’unica possibilità di accesso fisico al prodotto), è in cerca di nuovi significati e funzionalità, in ottica anche relazionale – commenta i dati della ricerca Alessandro Perego, Direttore Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano -. I principali retailer internazionali stanno comprendendo sempre più l’importanza della tecnologia per affrontare questo momento e stanno focalizzando i loro sforzi nella sperimentazione di tecnologie di frontiera: durante il 2018 sono state infatti identificate oltre 200 progettualità in ambito Retail nel mondo, con particolare focus su Internet of Things (52% dei casi), Intelligenza Artificiale (32%) e Realtà Aumentata e Virtuale (16%)».

Tra i retailer che stanno progettando i loro negozi di domani i ricercatori citano alcuni casi significativi.

I pop up store per la progettazione degli arredi di Ikea.
Gli showroom con servizi di instore commerce di Hugo Boss a Milano.
Gli shop in shop attraverso i chioschi digitali di Nespresso.
Lo store esperienziale di Woolrich che a Milano mette a disposizione un camerino refrigerato per la prova piumino.
La modalità di spesa self-scanning via smartphone proposta da Auchan.
Il carrello intelligente adottato da Conad del Tirreno, collegato all’Intelligenza Artificiale (AI) che sfrutta telecamere on-cart abbinate a sensori di peso
La vetrina interattiva di Kasanova.
I camerini smart, i chioschi digitali, le app instore e le soluzioni RFID di Marina Militare e Bershka.
i locker refrigerati (armadietti tech per il ritiro in ogni momento della spesa effettuata sul web) sperimentati da Basko e da Coop Lombardia.
i locker intelligenti e le app in store proposte da Zara a Milano.
le soluzioni Drive&Collect di Esselunga e di Bennet
il servizio Click&Collect con reso in store e concierge service di Nike a Milano.

Milano, peraltro, si conferma un laboratorio a cielo aperto per la distribuzione. Al punto che molti brand internazionali scelgono la metropoli lombarda per fare la loro comparsa in Europa: prima Starbucks e presto Uniqlo per citare i più noti.

«Il Click&Collect tra i servizi omnicanale è quello che sta avendo più successo – racconta Valentina Pontiggia, Direttore dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail del Politecnico di Milano -: abilitato dal 70% dei top retailer con eCommerce (era il 54% nel 2017).

Molto bene anche la verifica online della disponibilità dei prodotti in negozio, sviluppato dal 28% degli operatori (era il 17% nel 2017), e il reso in store degli acquisti effettuati online, attivo per il 26% (era il 22% nel 2017). Per concludere, l’online selling in store, molto amato dai principali retailer internazionali, sta iniziando a diffondersi anche in Italia (lo sta sperimentando il 9% dei top retailer), con una maggiore presenza nell’Abbigliamento e nell’Alimentare».

Related posts:

  1. I 15 negozi più innovativi del mondo
  2. I 10 negozi più innovativi del mondo
  3. Il futuro del Retail nel dopo COVID-19 secondo GFK: negozi che garantiscono igiene e sicurezza
  4. Retailer: la fidelizzazione della clientela passa da una customer experience personalizzata, dalle mobile app e da due servizi innovativi, il “conversational commerce” e il “direct-to-fridge delivery”