Nei periodi di difficoltà gli italiani si trasformano in ‘costruttori’, seguono ‘paurosi’ e ‘disinteressati’

Assirm – Associazione che riunisce le aziende italiane che svolgono Ricerche di Mercato, Sondaggi di opinione e Ricerca Sociale –presenta l’anteprima della ricerca “Gli Italiani nei periodi di turbolenza”, che monitora il sentiment della popolazione italiana in questo periodo storico di incertezza e crisi. La ricerca completa verrà presentata alla IX edizione dell’Assirm Marketing Research Forum, in programma l’11 e il 12 ottobre presso l’Enterprise Hotel Milano e in diretta streaming.

L’indagine: “Gli italiani nei periodi di incertezza” si dividono in Costruttori, Paurosi e Disinteressati.

La ricerca Assirm – spiega una nota – indaga e svela l’opinione degli italiani relativamente ai più importanti macro ambiti o sistemi che oggi stanno attraversando momenti di crisi e di incertezza, focalizzandone le cause e prevedendone le conseguenze.

A tal proposito, i risultati evidenziano che il 99% del campione si dichiara consapevole dell’attuale instabilità, senza differenze significative tra aziende e popolazione generale; ciononostante il 52% degli intervistati, inseriti nel gruppo identificato dei “Costruttori” risulta essere fiducioso nel futuro a condizione che ognuno faccia la propria parte, contro un 29% di “Paurosi” che crede che la situazione sia ormai fuori controllo e ben un 19% di “Disinteressati” che si mostra tranquillo, certo che qualcuno risolverà la situazione.

Lo studio, svolto nel mese di settembre 2022, ha considerato dodici macro-ambiti tra cui lavoro, ambiente, cultura e istruzione, calo demografico e sistema valoriale.

Il 90% degli intervistati ritiene che l’ambito lavorativo sia il settore maggiormente colpito e ne attribuisce le cause alle speculazioni economiche e alla precarietà del sistema pensionistico, oltre che al debito pubblico incontrollato; tra le conseguenze maggiormente indicate dagli italiani emergono la crescente situazione di precarietà, la disparità sociale e l’impoverimento diffuso della classe media.

Il 78% degli italiani ritiene che l’ambiente sia il quarto sistema maggiormente interessato da crisi e incertezza e, in via decrescente, individua come principali conseguenze un ulteriore aggravamento proprio delle emergenze climatiche, l’insorgere di conflitti e guerre ed infine un aumento della disparità sociale.

Cultura e istruzione, sono motivo di preoccupazione per il 53% dei soggetti coinvolti nell’indagine. Le principali cause riguardano il sistema scolastico-formativo, una perdita delle capacità critiche e una diffusa crisi di fiducia nella scienza e in chi la rappresenta.

Per più di un italiano su 4 (pari al 28% del campione) il calo demografico è un ulteriore elemento di incertezza: tra le principali cause oltre alla generale diminuzione delle nascite, determinata dall’incremento delle relazioni virtuali; vengono indicate anche la fuga dei cervelli e la delocalizzazione della produzione in altri paesi. L’insieme dei fattori descritti determinerebbe una società culturalmente statica e un impoverimento generale, frutto di relazioni umane a intermittenza e sempre più discontinue.

Infine, il 32% pari a 1 italiano su tre (in base all’opinione espressa dal campione di quasi 4.000 italiani) ritiene che sia proprio il Sistema valoriale ad attraversare un momento di crisi ed incertezza.

Tra le conseguenze espresse emergono principalmente egoismo, disuguaglianza sociale e perdita di potere d’acquisto causate dalla perdita delle capacità critiche e la mancanza di contatto umano – sempre più spesso sostituito dalla tecnologia – a cui si aggiunge l’influenza degli interessi economici delle grandi “Lobby”.

Metodologia: rilevazione è avvenuta online tra il 7 e il 14 settembre 2022, su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 3.959 persone (di cui 819 uomini e donne di azienda e 3140 popolazione generale). Le tre fasce di età coinvolte sono per il 33% 18-34 anni, per il 35% 35-54 e per il restante 32% over 54).

L’Associazione approfondirà i vari macrosettori analizzati e le differenze tra popolazione generale e aziende durante dell’Assirm Marketing Research Forum in programma l’11 e il 12 ottobre presso l’Enterprise Hotel Milano, a cui è possibile partecipare in modalità sia fisica che digitale previa registrazione.

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