La Comunicazione del Food & Beverage (27) grazie a Giorgio Vizioli

Non tutte le acque sono uguali

Questa volta parliamo di acqua minerale: una sfida per i comunicatori. Prima di tutto perché il prodotto (soprattutto nella versione liscia) ha un temibilissimo concorrente, ossia l’acqua del rubinetto, che in tutta Italia è ovviamente potabile, a costo zero e a volte ammantata di un valore quasi civico: “l’acqua del Sindaco”. Un modo di dire in voga anche all’estero: “eau de Chirac”, si diceva a Parigi.

Aggiungiamo il problema delle confezioni in pvc, malviste sotto il profilo ambientale ma ampiamente maggioritarie rispetto alle più ecologiche ma meno pratiche bottiglie di vetro, con vuoti sia a perdere sia a rendere.

Infine, non tralasciamo anche una competizione feroce tra le decine e decine di marche diverse presenti sul mercato nazionale.

L’acqua minerale deve quindi trovare fuori da questi terreni di scontro promozionale e commerciale le argomentazioni per proporsi al cliente. E non è sufficiente la scheda delle proprietà salutistiche di ciascuna acqua riportata sulle etichette e controfirmata dalle autorità: il consumatore non la considera un elemento sufficiente a motivare la propria scelta.

Occorre quindi puntare su fattori valoriali diversi, che colpiscano la fantasia del consumatore, che colleghino il prodotto al benessere, alla salute, all’efficienza, alla sicurezza, all’alimentazione di grandi e bambini,

Occorre fare leva su varie categorie di aspetti: le acque –pur essendo tutte H2O – non sono tutte uguali, vengono da fonti e ambienti diversi (territorialità), hanno una composizione chimica diversa, che ne suggerisce l’uso per differenti occasioni di consumo (salute e benessere); infine,non hanno tutte lo stesso gusto. Sottolineando e valorizzando questi concetti, si può alzare l’asticella della comunicazione (anche senza necessariamente alzare il prezzo) e puntare a farsi apprezzare dal mercato.

Citiamo in conclusione due esempi.

Primo: in certi menu raffinati (ma è un accorgimento che non costa niente), oltre alla citazione dei vini serviti in abbinamento ai piatti, sono citate anche la marca e la tipologia delle acque (lisce e frizzanti) prescelte per accompagnare le varie portate.

Secondo. A Parigi, ma forse anche in qualche altra città d’Italia e d’Europa, esistono bellissimi “bar à eaux”, dove si possono degustare decine e decine di tipi di acque minerali diverse, come si fa con i vini, le birre, i cocktail.

Giorgio Vizioli
Comunicatore e Giornalista, dal 1990 titolare dell’Agenzia Studio Giorgio Vizioli & Associati di Milano (www.studiovizioli.it), ha ricevuto il Premio “Ufficio Stampa di Eccellenza 2019” del GUS (Giornalisti Uffici Stampa) Lombardia
Membro del Comitato Direttivo del www.ClubMC.it
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