Non vedo, non sento, non parlo… - Sales Promotion: Concorsi e Operazioni a Premio dalla A alla Z a cura di Miriam Forte

Lug 9th, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Marketing


Sempre più spesso mi capita di vedere “perizie software” che non hanno alcun valore,
documento che non tutela neppure lontanamente l’azienda che ha appaltato il servizio.

Cerco di spiegarmi pur non entrando nei tecnicismi.
Quando una azienda avvia un concorso, la cui assegnazione premi dipende da un congegno elettronico, il Ministero chiede al perito software di rilasciare una dichiarazione tecnica di come è stato predisposto il sistema di assegnazione vincite. La perizia deve essere in originale e accompagnata da fotocopia del documento del dichiarante e deve contenere almeno:
-  i dati anagrafici, qualifica professionale del perito nonché qualsiasi elemento utile a valutarne la professionalità (iscrizioni ad albi, titoli di studio ecc.);
- posizione (terzo o dipendente rispetto al promotore);
-  descrizione del funzionamento del meccanismo utilizzato, o nome del programma se commercializzato, che genera l’elenco;
-  descrizione delle procedure di salvaguardia necessarie a garantire la tutela della fede pubblica;
-  attestazione di garanzia della casualità dell’estrazione, dell’affidabilità dello strumento utilizzato e della sua conformità ai criteri, anche temporali, previsti dal regolamento, della non accessibilità ai c.d. sorgenti da parte di terzi diversi dalla società produttrice del software e dagli utilizzatori del programma esplicitamente indicati e dell’impossibilità di ripetere l’estrazione senza che rimanga traccia dell’operazione.

Tutto questo ha un senso infatti, nel caso in cui un partecipante faccia un esposto o una semplice segnalazione, il Ministero delega un proprio tecnico che esegua gli accertamenti del caso.

E’ capitato più volte che il Ministero abbia chiesto di riverificare tutti i dati di registrazione effettuati dal sistema ed entrato nel merito del sistema utilizzato. E’ capitato che abbia richiesto una relazione che, se non esaustiva, poteva portare ad una denuncia per dichiarazione/promessa ingannevole.

In caso di intervento da parte del Ministero, occorre pertanto dimostrare che la perizia sia stata predisposta prima dell’avvio del concorso e non modificata in corso d’opera. Per questa ragione la perizia o viene certificata da un Notaio per data certa, oppure vanno trovati altri sistemi, il tutto col fine di poter dimostrare in caso di necessità, che la dichiarazione tecnica corrisponda al software che è stato abbinato al concorso sin dal primo giorno.

A volta le perizie che a volte mi vengono fornite, sono delle semplici dichiarazioni in cui il dichiarante senza la qualifica di tecnico softwarista , dichiara che il software è stato predisposto in base a quanto esplicitato nel regolamento, punto.

Anche un bambino capirebbe che questa non è una perizia tecnica.
Vi chiederete come mai l’azienda che avvia il concorso tolleri tutto questo, correndo gravi rischi? Semplice, l’azienda si fida dell’Agenzia cui ha appaltato tutto il servizio e di conseguenza si fida dello studio di consulenza e società di software abbinato all’agenzia di creatività/di marketing o di comunicazione o di pubblicità.

Ci sono società piuttosto note sul mercato cui viene appaltato il servizio di assegnazione vincite immediate, che forniscono addirittura fotocopie di perizia già predisposta per altri concorsi ed a volte, senza neppure accorgersi che i premi indicati sono relativi a premi messi in palio da altra azienda, sì un vero pasticcio!

Chi ci rimette? solo il Promotore!

I guai sono tutti in capo all’azienda che avvia il concorso, che può in qualche modo rivalersi sulla Agenzia che ha fornito il servizio, nel frattempo però: saltano le “teste”….

Mi sono sempre chiesta come mai in passato un sistema di assegnazione vincite con relativa perizia costasse dieci volte l’attuale costo, semplice: una volta le softwarehouse predisponevano un sistema di assegnazione vincite studiato appositamente per quel gioco; oggi per poter essere competitivi sui costi alcune società sono costrette ad utilizzare sistemi già utilizzati per altri concorsi anche se non proprio identici e, di conseguenza, anche la dichiarazione tecnica col passare del tempo, viene presa sotto gamba , fino ad arrivare a fornire un documento che non ha alcun valore, visto che gli interventi del Ministero non sono capillari ma conseguenti solo ad esposti o segnalazioni.

Ritengo che taluni consulenti non debbano far finta di non vedere, non sentire, non parlare, ma segnalare all’azienda o all’Agenzia ogni situazione non legalmente corretta, nell’interesse del cliente stesso, segnalazione che se fatta prima dell’avvio del concorso non porta poi a spiacevoli conseguenze.

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Per info o consulenze:

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