Nuvenia lancia la campagna “Viva la Vulva” per combattere stereotipi e informare, ma scoppiano le polemiche

Dic 13th, 2020 | Di Redazione | Categoria: Spot e Campagne

La campagna di Nuvenia “Viva la Vulva” è un modo per affrontare con creatività e chiarezza un tema che è ancora un tabù. Non sono mancate però le critiche.

«È ora di celebrare questo piccolo miracolo della natura» e rompere i tabù legati al corpo femminile, parlandone e informando: così si legge in uno dei post pubblicati su Facebook per il lancio della campagna di Nuvenia “Viva la Vulva” nel nostro Paese.
La campagna di nuvenia “viva la vulva”: perché proprio questo tema?

«Naturale, rasata, piccola, grande, chiara, scura, sensibile… c’è solo una vulva perfetta, la tua!» si legge all’interno della descrizione del video su YouTube: in modo chiaro e senza giri di parole il brand di assorbenti ha deciso di prendere spunto dall’anatomia femminile per creare una campagna incentrata sugli organi genitali femminili esterni, ossia la vulva, ricordando che essa «non deve più essere fonte di imbarazzo, né di vergogna o di mancanza di autostima», come è possibile leggere nel sito dedicato.

Tutti i contenuti di questa campagna partono così da un «gioco di metafore visive e di pensiero».

Un’arancia rossa, dei portafogli, degli origami, delle ostriche e altre differenti forme, intrecciate in un caleidoscopio di colori, immagini e oggetti che richiamano la forma della vulva o meglio la diversità di forme che quest’organo può avere: dallo spot “Viva la Vulva” si evince come la campagna punti a celebrare la bellezza della diversità di ogni donna, anche quando si parla di parti intime.

«Non esiste giusto o sbagliato lì sotto, sei nata così, amati per come sei» dichiara una ragazza in chiusura di video.

Così, una canzone interpretata da Camille Yarbrough nel 1975, con un testo pensato per celebrare l’amore nei confronti di un uomo, è stata riadattata in questo spot per diventare un inno alla vulva e, in senso più ampio, al benessere femminile e alla scoperta di sé.

Esistono ancora tabÙ e scarsa informazione sul tema? la risposta di nuvenia alle critiche

Secondo una ricerca condotta a gennaio 2020 da Essity (multinazionale svedese a cui appartiene Nuvenia), in collaborazione con l’Istituto Nazionale AstraRicerche, una persona su cinque non sa identificare dove si trovi esattamente la vulva, mentre una su tre crede che abbia la stessa forma per tutte le donne. Inoltre, il 23% degli italiani ammette di non essere abbastanza informato sull’apparato genitale femminile, mentre il 45% dichiara di non parlarne mai.

La campagna, però, ha dato vita a non poche critiche: controllando i commenti al post su Facebook relativo allo spot “Viva la Vulva“ tra frasi di apprezzamento per l’iniziativa del brand si trovano anche vari commenti che ritengono la pubblicità «orribile», «volgare», «irrispettosa», «oscena» o «indecente».

In risposta a uno di questi commenti ci sono state diverse repliche e risposte da parte dell’account ufficiale del brand, tra cui la seguente: «Ciao Assia, ti assicuriamo che il nostro scopo non è scandalizzare pur di far parlare di noi, bensì dialogare e interpellare le donne per sfatare i tabù sulle parti intime ancora esistenti affinché chiunque viva appieno la propria femminilità e non si vergogni del suo essere donna.

Riteniamo sia un percorso coerente con altre nostre iniziative, tra cui #bloodnormal, la campagna di comunicazione che mirava a sfatare il tabù delle mestruazioni e della loro rappresentazione – in blu – nei media. In quel caso noi abbiamo preferito mostrale per come sono in realtà, ovvero rosse, e vogliamo continuare a parlare della realtà per come è».

Non è infatti la prima volta che Nuvenia cerca di combattere i pregiudizi che ancora persistono nel mondo delle donne: è quello che è successo nel 2019 con la campagna incentrata sul tema del ciclo mestruale, sviluppata sempre con un linguaggio diretto ed esplicito, in maniera simile a come è stato trattato anche dalla marca di biancheria intima Thinx.

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