Oggi 25 ottobre 2022 è il World Pasta Day

Giornata di gaudio e tripudio per i pasta lovers

Il primo World Pasta Congress si svolse nel lontano 25 ottobre 1995 quando 40 produttori ed esperti di pasta di tutto il mondo si riunirono a Roma con l’obiettivo di portare alla ribalta il piatto che più di tutti rappresentava – ieri come oggi – l’Italia nel mondo. Nessuno lo sapeva ma quel giorno stava nascendo la ricorrenza più amata dai pasta lover globali: il World Pasta Day.

Di anni ne sono passati, nel frattempo i consumi di pasta sono schizzati alle stelle, sono stati dimenticati alcuni formati e ne sono nati altri (oggi se ne contano più di 600 diversi).

Oggi la Giornata Mondiale della Pasta – curata dai pastai di Unione Italiana Food e Ipo – International Pasta Organization – giunge alla sua 24esima edizione. La celebriamo con 3 buoni motivi per mangiarla:

Aiuta a dormire bene

Mangiare la pasta non solo non fa ingrassare (se consumata nelle giuste quantità), ma offre al nostro organismo notevoli benefici per la salute. Ad esempio, se consumata la sera aiuta a staccare la spina prima di coricarsi. La pasta è ricca di triptofano e vitamina B, utili per rilassare la mente e il corpo, ed è un ottimo alleato serale per combattere lo stress o l’insonnia.

Migliora il buon umore

Il consumo di cereali migliora il benessere intestinale e ha un impatto positivo sullo stato d’animo. Inoltre, nelle donne, i carboidrati aiutano a regolare il gonfiore e gli sbalzi d’umore legati alla sindrome premestruale.

Fa bene al cuore e accelera il metabolismo

Consumare 80 grammi di cereali integrali al giorno, come pasta o pane, riduce del 21% il rischio di infarto. Inoltre, la pasta è una fonte preziosa di glucosio, il carburante fondamentale per il cervello e i muscoli, e di carboidrati complessi, che rilasciano energia lentamente. A differenza degli zuccheri semplici che offrono energia a rilascio rapido, l’energia fornita da un piatto di spaghetti viene rilasciata gradualmente e dura più a lungo, aiutando il corpo a lavorare meglio e garantendo un maggiore senso di sazietà.

Se nel 2002, sul New York Times veniva coniato il neologismo “carbophobia” per raccontare il trend per cui consumatori fuggivano dai carboidrati, e in quel periodo oltre 26 milioni di americani abbandonavano del tutto la pasta (come pure il pane), oggi le più recenti Linee Guida per l’alimentazione degli Stati Uniti consigliano esattamente il contrario, e spaghetti, rigatoni e compagnia bella fanno furore tra le ricette online del New York Times.

La pasta è stata capace di imporsi a dispetto dell’industria che imponeva sempre più prodotti low carb. Grazie anche a chi si è battuto per lei, come il dottore nutrizionista Michael Greger, autore di “Carbophobia: The Scary Truth Behind America’s Low Carb Craze” in cui demolisce punto per punto la presunta “scienza” carbofobica.

E di sicuro è solo un caso, ma fa sorridere che il suo compleanno, il 25 ottobre, coincida con il World Pasta Day, la giornata in cui nel mondo si celebra il prodotto italiano più amato.

Pasta power dunque, per questo simbolo culturale alimentare che alle battaglie è abituato anche in casa nostra. Già nel 1930 aveva subito l’assalto della cucina futurista e del suo manifesto scritto da Filippo Tommaso Marinetti che voleva evitare che gli italiani diventassero “cubici, massicci, impiombati”. La pasta era ritenuta “causa di fiacchezza, pessimismo, inattività nostalgica e neutralismo”. Sì al riso no alla pasta dicevano i futuristi, salvo poi arrendersi all’evidenza. La pasta è troppo buona e lo stesso Marinetti viene sbugiardato dopo la diffusione della foto che lo ritrae al ristorante Biffi di Milano mentre divora un bel piatto di spaghetti.

Ma i convertiti alla religione del grano duro ormai sono orgogliosamente sempre più numerosi. In 20 anni, la produzione mondiale è quasi raddoppiata: da 9 a 17 milioni di tonnellate. Sono 40 i Paesi che ne producono in quantità superiori alle 20.000 tonnellate. Allora come oggi, l’Italia guida questo mercato. E un piatto di pasta su 4 mangiato nel mondo – è fatto con pasta italiana. ed è più che raddoppiata la quota export, con Germania, UK, Francia, USA e Giappone che si confermano i Paesi più ricettivi. Sostenibilità, conservabilità, prezzo accessibile e versatilità in cucina sono le caratteristiche che la rendono invincibile, specie dopo che la Dieta mediterranea, di cui è simbolo, è stata proclamata patrimonio Unesco. 

Così, sui social network l’hashtag #pasta ha coinvolto oltre 100milioni di persone solo nei primi sei mesi dell’anno. E in molti stanno festeggiando nei modi più diversi: in Usa la catena Olive Garden Italian Kitchen ha annunciato su TikTok di aver ripristinato per un mese, dopo tre anni di assenza, il suo “Never Ending Pasta Bowl” cioè un all you can eat di pasta, tra le cui ricette spiccano l’Alfredo, la marinara ai cinque formaggi, la marinara tradizionale, il sugo di carne. E sempre su TikTok in Italia la compagnia di consegne a domicilio Deliveroo ha ingaggiato Ruben Bondi il cuoco influencer da 1,4 milioni di follower per proporre ricette anti-spreco per usare la “pasta del giorno dopo”.

Intanto Unione Italiana Food invita tutti a partecipare sui social network postando la foto della propria pasta con l’hashtag #worldpastaday e ha donato alle mense Caritas di Milano, Roma, Napoli e Palermo un quantitativo sufficiente ad assicurare 250.000 pasti caldi.

La prima Giornata Mondiale della Pasta si celebrò a Napoli nel 1998 con l’intento di raccontare questo cibo buono, salutare, nutriente, accessibile e sostenibile, celebrando la sua storia e auspicando il suo ruolo di protagonista nell’alimentazione mondiale del futuro. In questi 24 anni ha contribuito a  cambiare la percezione che il mondo ha dei carboidrati e oggi l’IPO, International Pasta Organisation, ha come missione raccontare i plus, anche nutrizionali, di un’alimentazione basata sulla pasta. E ha dato una spinta decisiva alla realizzazione del documento di Consenso Scientifico “Healthy Pasta Meal” sottoscritto da nutrizionisti di tutto il mondo che incorpora le più recenti evidenze sull’importanza della Dieta mediterranea e sul ruolo che gioca la pasta al suo interno.

Le ricerche anche goliardiche non mancano. Con molta autoironia Heinz, storico produttore di salse ha lanciato per la giornata una maglietta bianca sporca di ketchup, con la scritta “Meglio qui che sulla pasta”, perché se per l’82 per cento degli italiani il ketchup sulla pasta è un sacrilegio, anche loro pensano che stia meglio sulle patatine.

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