Oggi la giornata mondiale delle emoji: il viso che ride fino alle lacrime l’immagine più scelta

Lug 16th, 2019 | Di Redazione | Categoria: Breaking News


Si festeggia oggi il World Emoji Day, la quarta giornata mondiale delle emoticon, le faccine e i disegnini colorati che accompagnano i messaggi scambiati in chat o arricchiscono i post condivisi sui social.

Si tratta di una giornata istituita nel 2014, scelta perché è la data che compare sull’emoji che raffigura il calendario.

Dalle faccine al cibo, dal meteo agli sport, passando per animali, mezzi di trasporto e capi di abbigliamento, al momento sono 2.666 le emoji ufficiali, inserite nella lista del Consorzio Unicode, che si occupa di standardizzare i pittogrammi in modo che siano visibili su ogni dispositivo e sistema operativo. E la loro espansione non sembra destinata a fermarsi, visto che già dal prossimo autunno dovrebbero arrivare 56 nuovi disegni, tra i quali anche il simbolo del bitcoin.

L’emoticon più utilizzata è la faccina che ride fino alle lacrime. Incoronata dai dizionari Oxford come parola dell’anno nel 2015, a ratificare il dominio del viso che ride a crepapelle sono arrivati gli studi delle università del Michigan e di Pechino – realizzati analizzando 400 milioni di messaggi inviati da 4 milioni di smartphone in 212 Paesi – e, oltre ai riconoscimenti accademici, anche le statistiche di alcuni dei social di casa Zuckerberg dove, stando ai dati su numeri e tipi di disegni più utilizzati, su Facebook ogni giorno vengono usate più di 60 milioni di faccine e su Messenger più di 5 miliardi.

Alle spalle della faccina che ride fino alle lacrime, regina indiscussa, usata negli ultimi 30 giorni per 332 milioni di volte, ci sono la faccina con gli occhi a cuore (254 milioni) e quella che manda il bacio a forma di cuore (160 milioni).

Create per la prima volta quasi 20 anni fa, tra il 1998 e il 1999 dal giapponese Shigetaka Kurita
“Alla base degli Emojy c’è il pittogramma, in Giappone usato come segno in molti luoghi pubblici come le stazioni, ma anche il Manga, che usa la grafica per comunicare le emozioni, e infine lo stile dei magazine giapponesi”, spiega l’autore.

Quella che era quindi solo una creazione pensata per i primi clienti di telefonia mobile nipponica, che volevano strumenti per comunicare emozioni e stati d’animo più facilmente e senza le parole, venne studiata dalla Apple che la lanciò implementata sul mercato giapponese poco dopo la nascita dei primi iPhone.

Le faccine sono poi sono arrivate in Occidente e sono state inserite nel sistema di codifica Unicode, così la tribù degli Emoji crebbe continuamente, arrivarono gli emotico rivoluzionando i modi di comunicare. Emoji significa infatti “scrittura per immagini” ed è diventata la parola dell’anno (2015) per il dizionario Oxford.

La consacrazione arriva nel 2016 con l’’ingresso al MoMa. Poi gli Standards Manual, gli editori indipendenti newyorchesi Jesse Reed & Hamish Smyth ritenuti un punto di riferimento dalla community di graphic design mondiale, lanciano su Kickstarter l’acquisto del primo manuale cartaceo interamente dedicato agli Emoji, i famosi caratteri originari per chattare col telefono.

A questo punto, mentre già qualcuno parla di Nobel, il mondo prende definitivamente coscienza che gli Emoji sfondano un altro traguardo e diventano la nuova milestone del design 3.0, acclarati come lo strumento di comunicazione di massa più dirompente degli ultimi anni.

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