Olimpiadi, da Toyota ad Asahi, da Fujitsu a Panasonic stop agli spot: perché gli sponsor rinunciano a Tokyo 2020

Lug 22nd, 2021 | Di Redazione | Categoria: Breaking News, Comunicazione, Marketing


L’indotto delle Olimpiadi in sponsorizzazioni e marketing

Le Olimpiadi non sono solo una questione di sport, muovono miliardi in termini di sponsorizzazioni e campagne di marketing. E non solo nel Paese in cui si svolgono. In Giappone però non sono poche le aziende preoccupate dei ritorni degli investimenti sui giochi.

In totale si parla di circa 3 miliardi in sponsorizzazioni investiti da circa 60 aziende nipponiche e non. A rischiare sono in particolare 15 aziende giapponesi, tra cui Asahi Breweries, Fujitsu e Canon, che hanno pagato circa 135 milioni di dollari a testa per diventare Tokyo 2020 Gold Partners (qui la lista).

Un possibile autogol in termini di immagine ora che la manifestazione sportiva è diventata profondamente impopolare in Giappone a causa dei rischi pandemici. In un sondaggio pubblicato dal quotidiano Asahi, il 68% degli intervistati ha detto di dubitare della capacità degli organizzatori olimpici di controllare le infezioni da coronavirus, mentre il 55% ha detto di essere contrario ai giochi.

L’assenza degli spettatori

L’assenza di spettatori si tradurrà ovviamente in un danno economico per gli sponsor e non solo. Nel 2013 era stato calcolato che l’indotto potenziale delle Olimpiadi del Sol Levante poteva aggirarsi intorno ai 12 miliardidi dollari: 2 miliardi legati ai consumi in loco ovvero biglietti, hotel, ristoranti e merchandise e 10 miliardi in “legacy effects” letteralmente “effetti di eredità” ovvero nel potenziamento dell’immagine nipponica all’estero negli anni a venire. Cifre impensabili oggi. Tanto che le aziende sponsor stanno rivalutando le proprie posizioni e strategie di comunicazione per attutire i danni.

Toyota

Il passo indietro che ha fatto maggior scalpore è quello di Toyota, tra i principali sponsor delle Olimpiadi di Tokyo 2020, che ha deciso di ritirare tutti i suoi spot televisivi legati alle Olimpiadi in Giappone. I media giapponesi ipotizzano che la decisione sia stata presa perché la casa automobilistica teme l’associazione con i travagliati giochi estivi.

Al punto che l’accostamento potrebbe danneggiare il marchio in patria piuttosto che rafforzarlo. «Le Olimpiadi stanno diventando un evento che non ha il favore del pubblico», ha detto Jun Nagata, dirigente delle pubbliche relazioni della Toyota. La manager ha aggiunto che il ceo Akio Toyoda e altri alti dirigenti il 23 luglio non parteciperanno per questo motivo alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi. Toyota, secondo Associated Press, ha firmato come sponsor olimpico mondiale nel 2015 siglando un accordo valido otto anni del valore di un miliardo di dollari.

Asahi

A pentirsi forse è stata anche Asahi Breweries che ha investito oltre 135 milioni di dollari per sponsorizzare le Olimpiadi in Giappone, prevedendo milioni di spettatori da tutto il mondo pronti a bere la “Tokyo 2020 Official Beer”. Ora che l’evento è diventato per lo più televisivo e le preoccupazioni del pubblico giapponese sulle infezioni da Covid-19 sono in aumento, l’investimento di Asahi rischia di diventare un’arma a doppio taglio. In una dichiarazione il gruppo ha detto che sta lavorando sulla promozione dei suoi prodotti per le persone che guarderanno le Olimpiadi a casa.

Bridgestone Corp

Bridgestone Corp, la più grande azienda di pneumatici e gomme al mondo è uno dei grandi sponsor olimpici di Tokyo 2020 e ha riferito in una dichiarazione ufficiale che nonostante la carenza di spettatori non modificherà la propria comunicazione. Anzi concentrerà i suoi sforzi nelle sue campagne di marketing su broadcast, digitale e social media così da “sostenere i suoi atleti lungo il viaggio”.

Samsung

Samsung invece non sembra impensierita dalla mancanza di pubblico. In questi giorni ha svelato il Galaxy S21 5G Tokyo 2020 Athlete Phones, che sarà distribuito a tutti i 17 mila atleti olimpici e paralimpici in competizione a Tokyo. Allo stesso tempo ha lanciato una serie di iniziative di marketing digitale-led, tra cui un virtuale Samsung GalaxyTokyo 2020 Media Center che manterrà media e fan in tutto il mondo collegato durante i giochi.

KNT-CT

Lo sponsor KNT-CT Holdings Co. Ltd., che gestisce una delle più grandi agenzie di viaggi del Giappone, ha espresso disappunto per la decisione di organizzare i giochi senza spettatori. «È molto spiacevole non poter fornire tour ai clienti che non vedevano l’ora di assistere ai giochi a causa della decisione di non ammettere spettatori», ha detto la società.

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