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Apr 23rd, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Marketing


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Alla ricerca del gusto perduto e dei nuovi gusti

Lo psichiatra Robert Laing nel suo saggio “L’io diviso”, affermava che la schizofrenia, cioè la scissione del sé, rappresenta una modalità costitutiva del vivere di tutta la nostra società. Dentro di noi conviverebbero cioè due modi diversi e contrapposti di porsi di fronte alla realtà, ai consumi e ai modi di agire.

Siamo attratti contemporaneamente dal bianco e dal nero, per motivazioni diverse, ma comunque siamo interessati ad entrambi.

Questa scissione riguarda anche il rapporto con il cibo.

Da un lato c’è l’attrazione, apprezziamo il savoir fair culinario, e chi lo possiede ama esibirlo e proporlo agli altri per riscuoterne l’approvazione; c’è la ricerca del piatto della nonna, di quello della tradizione, del piatto “sano” che ci riporta ai nostri primi anni. C’è il piatto che amiamo riscoprire che ci gratifica con i sapori di un tempo, che ci conforta, ci rassicura perche’ a noi ben noto

Contemporaneamente ci rivolgiamo al prodotto innovativo, alle miscele di sapori, al prodotto, o servizio, che ci facilita nell’avere un piatto pronto, originale, sfizioso, particolare, magari da vantare con gli amici per averlo scoperto.

Piatto che ci incuriosisce, ci stimola come food explorer, ci illude di sfuggire dall’abitudine, dalla ripetitivita’ e dalla quotidianita’ , ci fa sentire alla moda e ci fa essere trend tender, ci pone all’avanguardia identificandoci come anticipatori rispetto alla nostra community, perche’ la novita’, come afferma Freud, costituisce sempre la condizione del godimento, perche’ il possesso ed il consumo di prodotti innovativi fa rinascere il nostro corpo e acquisire nuova identita’, ed ancora poiche’’ ci parla del presente( chi siamo oggi) e del futuro( chi saremo domani).

Vien da dire: c’e’ qualcosa di nuovo oggi nel gusto, anzi d’antico!

L’industria, ben consapevole dell’attrattività della novità, esercitata specie sui giovani consumatori, propone ricette multietniche ed esotiche, ingredienti che vengono dai quattro angoli del mondo, materie prime biologiche e piu’ salutari, abbinamenti originali, sorprendenti, cercando comunque di rispettare le attese in termini di calorie, presenza di ingredienti superfood e aspetti salutistici.

Mi è capitato mi venisse offerta in qualche baita di montagna “la torta della nonna”, naturalmente fatta in casa, con tutti gli attributi emozionali riscontrabili soprattutto in termini salutistici. Sarà poi stata fatta da una nonna?

Quando scendo a valle mi vengono proposti piatti da “sperimentare” perché inconsueti e sicuramente innovativi. Li degusto, niente male. Come si vede le due anime convivono nella stessa persona e non è detto che i target delle due tipologie di cibo siano rappresentate da soggetti diversi.

Di questa dualità tengono conto le aziende impegnate nel food, che al prodotto della tradizione, dei bei tempi andati, abbinano la novità, che dovrebbe distrarre dal piatto classico, e abitudinario, della “solita minestra”.

Vincenzo Freni - Danilo Arlenghi

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