Pensieri spettinati, in ordine cronologico, di grandi esperti in marketing e comunicazione

Lug 5th, 2020 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B


Parlami e dimenticherò. Mostrami e forse ricorderò. Coinvolgimi e comprenderò!
Confucio, 5° sec A.C

«La promessa, una grande promessa, è l’anima di un annuncio pubblicitario».
Samuel Johnson, The Idler,1759.

“So benissimo che la metà dei soldi che spendo in pubblicità è sprecata; purtroppo però non so quale metà”
John Wanamaker, politico e top manager delle poste americane, 1882

“La pubblicità paralizza l’intelligenza umana fino a quando non abbia tirato fuori i soldi dalle vostre tasche”
Stephen Leacock, insegnante, politologo, scrittore e umorista canadese, 1922

«Se ricominciassi la mia vita, credo che preferirei lavorare in pubblicità che in qualsiasi altra professione. Perché la pubblicità è arrivata a coprire l’intera gamma delle esigenze umane; e unisce autentica fantasia allo studio profondo della psicologia umana. Poiché porta a un gran numero di persone la conoscenza di cose utili, la pubblicità è essenzialmente una forma di educazione… Il generale miglioramento delle condizioni di vita nelle civiltà moderne sarebbe stato impossibile senza quella conoscenza di livelli più elevati che è diffusa dalla pubblicità».
Franklin D. Roosevelt, discorso all’Advertising Federation of America, 15 giugno 1931.

“Chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi è come se fermasse l’orologio per risparmiare il tempo.”
Henry Ford, inventore delle automobili, industriale, 1932

“Anche Dio crede nella pubblicità, infatti ha messo campane in ognuna delle sue chiese”
Sacha Guitry, attore sceneggiatore francese, 1948

“Le anatre depongono le loro uova in silenzio. Le galline invece schiamazzano come impazzite.
Qual è la conseguenza? Tutto il mondo mangia uova di gallina”
Henry Ford, inventore delle automobili, industriale, 1936

“Se la pubblicità non funziona non resta che cambiare la merce”
Edgar Faure, Avvocato, scrittore e grande erudito, 1956

“Ogni pubblicità non è altro che il tentativo di separare l’uomo dal proprio denaro “
John Priestley, romanziere ed rammaturgo inglese, 1957

«Il consumatore non è uno sciocco. Il consumatore è tua moglie».
David Ogilvy, “Confessions of an Advertising Man”, 1963.

«Il marketing è diverso dalla vendita come la chimica dall’alchimia, l’astronomia dall’astrologia, gli scacchi dalla dama».
Theodore Levitt, “Innovation in Marketing”, 1965

«Il marketing è diverso dalla vendita come la chimica dall’alchimia, l’astronomia dall’astrologia, gli scacchi dalla dama».
Theodore Levitt, “Innovation in Marketing”, 1965

«La ragione per cui tante aziende oggi non ottengono risultati di vendita in rapporto ai loro investimenti di marketing non è che non investono abbastanza, e nemmeno che investono male. La ragione è che spesso non investono in modo coerente. Cercano di appoggiare le loro vendite dicendo troppe cose diverse in troppi diversi modi». Theodore Levitt, ibidem.
«Una delle cose che mi sorprende di più è vedere quanti stranieri sono convinti che i pubblicitari d’America si servano delle tecniche freudiane del profondo. Sono persuasi che noi facciamo fare al pubblico quello che vogliamo; che abbiamo scoperto le profonde sorgenti pre-edipiche; che pratichiamo qualche misteriosa magia nera. Come sanno tutti i migliori pubblicitari, queste sono pure e semplici sciocchezze».
Rosser Reeves, “Reality in Advertising”, 1966.
“Il medium è il messaggio”.
Marshall McLuhan, sociologo, filosofo, Understanding Media, 1967

“Perché continuo a investire in forti campagne pubblicitarie anche
adesso che la mia azienda è diventata il maggior produttore mondiale
di chewing gum? Per lo stesso motivo per cui il pilota di un aereo
tiene i motori accesi anche dopo il decollo”
J. Wrigley, industriale statunitense, 1972

«Il cliente finale è il consumatore. Se perdete il consumatore, tutto è perduto».
Paul Foley, Adages for Ad Agencies, 1978

«Presto o tardi, tutti i problemi sono problemi “creativi”».
Paul Foley, ibidem.

«Nell’era post-industriale la “finitezza” di sempre, che ci opprimeva ed imponeva la sua legge, si infrange. A portata di tutti gli uomini si trova finalmente la risorsa infinita, l’unica: l’informazione, la conoscenza, l’intelligenza».
Jean-Jacques Servan-Schreiber, “Le Defi Mondial”, 1980.

«La formula high tech - high touch descrive il modo in cui reagiamo alla tecnologia. Ogni volta che nella società entra una nuova tecnologia, deve esistere una controspinta di tocco umano – altrimenti la tecnologia viene rigettata. Più c’è high tech, più c’è high touch».
John Naisbitt, “Megatrends”, 1982.

«I futurologi sbagliano perché pensano che l’innovazione proceda in linea retta. Non e così. Oscilla, rimbalza, sbanda e traballa».
John Naisbitt, ibidem.

«Non avete alcuna probabilità di realizzare una campagna efficace se prima non ‘fate il compito’, analizzando a fondo il problema. Ho sempre trovato molto noiosa questa parte del lavoro, ma è insostituibile».
David Ogilvy, pubblicitario “Ogilvy on Advertising”, 1983

«Potete ‘fare i compiti’ fino al giorno del giudizio, ma non avrete mai un grande successo senza una “grande idea”. Meno di una campagna su cento contiene una “grande idea”. Le “grandi idee” vengono dall’inconscio. Questo è vero nell’arte, nella scienza come in pubblicità. Ma l’inconscio deve essere bene informato, se no l’idea sarà irrilevante. Imbottite di informazioni la vostra mente inconscia, poi staccate i collegamenti del vostro pensiero razionale. Potete favorire questo processo facendo una passeggiata o un bagno caldo, o bevendo una bottiglia di barbera. Improvvisamente, se la linea telefonica con il vostro inconscio è funzionante, la “grande idea” si sveglierà dentro di voi».
David Ogilvy, ibidem.

«Ci aspettiamo che voi [agenzia] siate qualcosa di più che semplici fornitori; ci aspettiamo che siate i nostri “partner” nel marketing. Fra l’altro questo significa che non vi limitate alla pubblicità, ma ci aiutate a impostare le nostre strategie di marketing; significa che avete un punto di vista di marketing (oltre che di pubblicità) che sostenete, quando necessario, anche oltre i limiti della buona creanza; significa, in breve, che siete i nostri colleghi professionali nel pieno senso della parola».
Louis Gerstner, presidente dell’American Express, nella sua relazione al convegno della Ogilvy & Mather, 3 aprile 1984. (Nel 1993 Louis Gerstner divenne presidente dell’Ibm).

«Ci è necessaria quella libertà creativa che nasce da strategie rigidamente definite».
Norman Berry, “How to Create Winning Advertising Strategies”, 1984.

«Una strategia mal scelta può essere ‘mascherata’ da un’esecuzione brillante, ma solo temporaneamente. Più spesso, un’esecuzione brillante di una strategia debole agisce come il motore di un aeroplano in caduta – accelera il disastro».
Jennifer Stewart, “A Blueprint for Strategy Makers”, 1984.

«Poche veramente grandi idee pubblicitarie emergono pienamente formate e bellissime come Venere da una conchiglia nel dipinto di Botticelli… Anche quando una campagna è cominciata, possono occorrere raffinamenti creativi… Le idee richiedono, e meritano, investimento di tempo e pazienza per farle crescere». “Unilever Procedure for Great Advertising”, l985.

“Il cliente è l’unico che può licenziarci tutti”
Sam Walton, numero uno di Wal-Mart, 1987

«Riguardo a quella tendenza della comunicazione moderna a giocare sui più bassi istinti umani, basta dire che questo non è solo un problema di bassi valori etici ma è un problema di bassi livelli professionali e di sciatte abitudini di lavoro. Il semplice fatto è che è più facile distruggere che costruire; più facile deprimere che ispirare; più semplice istillare odio che amore, disperazione che speranza; in breve, è più facile ottenere un riflesso con un martelletto che accendere la fiamma di una vera, durevole passione».
Jerry Welsh a un convegno della Ogilvy & Mather a New York, 1989.

“La cosa più importante nella comunicazione è ascoltare ciò che non viene detto”
Peter Drucker, autore, manager, professore, 1973

“Le P.R. sono un lungo ozio senza un attimo di tregua”
Danilo Arlenghi, Presidente Club del Masrketing e della Comunicazione, 1991

«Nella disciplina del marketing l’arte prevale sulla scienza. Sulla corda ondeggiante del mercato, solo l’equilibrio fra scienza e arte, fra ricerca e creazione, ci permette di camminare evitando il rischio di cadere nel precipizio».
Luis Bassat, Il nuovo libro della pubblicità , 1997

La comunicazione è un elemento prezioso, limitato e a valore variabile. E‘ come il tempo. Più la utilizziamo bene e più ha valore
Marzio Bonferroni , 1998

La pubblicita’ ci mette nell’invidiabile posizione di desiderare
auto e vestiti, ma soprattutto possiamo ammazzarci in lavori che
odiamo per poterci comprare idiozie che non ci servono affatto. (Brad
Pitt in “Fight Club”, 1999)

“Il prezzo attira il cliente ma solo la qualità lo trattiene”
Danilo Arlenghi, Presidente Club del Masrketing e della Comunicazione, 2000

“Prima di lasciarvi vorrei proprio lasciarvi un messaggio positivo. Ma non ce l’ho. Fa lo stesso se vi lascio due messaggi negativi?”
Woody Allen, regista e sceneggiatore, 2003

“Il marketing è l’apostrofo d’oro tra e parole quant’è ?”
Danilo Arlenghi, Presidente Club del Masrketing e della Comunicazione, 2004

Da target a partner. Nuovo paradigma della comunicazione
Luigi Ferrari past president Assirm , 2006

“Le cinque C di una buona comunicazione: chiarezza, completezza, concisione, concretezza, correttezza.”
Danilo Arlenghi, Presidente Club del Masrketing e della Comunicazione, 2008

Un sunto di idee, convinzioni, principi ed una miscellanea di pensieri spettinati ma in ordine cronologico, utile a tutti noi perchè di straordinaria saggezza, perspicacia, lungimiranza ed attualità.

La conoscenza e la riflessione rendono l’uomo più saggio e più cosciente ed il professionista più sapiente e più competente.

Raccolti da Danilo Arlenghi
Presidente Club del Marketing e della Comunicazione
Presidente Party Round Green
Editore Marketing Journal

Related posts:

  1. Grandi Investimenti In Comunicazione E Buona Distribuzione Non Ti Esentano Dal Possibile Flop
  2. Digital Marketing: 8 parole chiave per il 2020 secondo gli esperti
  3. Marketing Journal va in vacanza, ma il marketing e la comunicazione non fanno ferie. Noi riprendiamo dal 24 Agosto
  4. Cosa, dove e perchè del Club del Marketing e della Comunicazione