People relations: le efficaci relazioni di valore delle Digital PR

Ott 29th, 2020 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Comunicazione


Interconnessione, collaborazione e mediazione: queste le caratteristiche per instaurare una relazione di valore tra gli addetti di un ufficio stampa e i giornalisti.

Tuttavia, la trasformazione della comunicazione come conseguenza dell’avanzamento tecnologico e del proliferare di canali online, ha portato a una crisi delle redazioni e a una maggiore difficoltà nella gestione delle pubbliche relazioni.

Il web, infatti, ha debellato la figura dell’intermediario propria del giornalista traslando la diffusione delle informazioni e la natura stessa delle discussioni su piattaforme digitali come social network, blog e forum, e creando ciò che viene definito people relations, ossia dibattiti in cui si crea un networking e viene a mancare la presenza di un opinion leader.

Ciò che rimane, però, di fondamentale importanza è la modalità omnichannel che – sia gli uffici stampa come fonte di notizie sia i giornalisti – devono adottare; in questo modo rimane viva la cooperazione tra più parti e l’interconnessione tra offline e online.

È noto come a dettare le regole del gioco rimanga sempre la notiziabilità di un fatto, specialmente se accompagnata da dati e numeri che arricchiscono di concretezza ciò che si vuole comunicare e, nonostante il web abbia disintermediato e modificato i rapporti di forza, è opportuno riuscire a trovare delle vie alternative per mantenere un rapporto solido e di fiducia tra addetti stampa e giornalisti.

Sebbene l’epoca delle conferenze stampa sia terminata, ci sono tutte le condizioni per iniziare a instaurare delle relazioni di valore – seppur differenti – con i giornalisti, allineate al momento storico, del digital 4.0, che stiamo vivendo.

Se il mantra “chi si ferma è perduto” contraddistingue ogni tipo di business, è ancor più vero nel mondo di internet, dove tutto corre veloce e il rallentare non è mai consentito.

Avenzano a tal proposito le digital PR che possono essere identificate come quella serie di attività on line volte a promuovere prodotti, servizi, progetti o eventi di un’azienda o di un’organizzazione attraverso relazioni digitali.

La possibilità che gli utenti hanno oggi di recensire e commentare ogni tipo di prodotto o servizio, rende necessaria una forma di relazione più diretta e reciproca e non più rivolta genericamente a tutti come in passato.

Per questo la P di PR sta per “People” (persone) e non per “Public” (pubblico). Quindi il web ha cambiato anche le attività previste per le Relazioni Pubbliche.

Infatti, il pubblico di riferimento non è più solo il giornalista, ma tutti coloro che scrivono e commentano on line e che hanno la capacità di influenzare in qualche modo l’utenza: opinion leader, community manager, blogger, gestori di profili e utenti rilevanti dei social network.

Attualmente le aziende che utilizzano maggiormente le digital PR si occupano di tecnologia, di moda, di spettacolo, di politica ma anche di fitness e di beautyness, anche se nuovi settori potremmo dire, si stanno già affacciando con grande interesse. Ad esempio potremmo citare il mondo assicurativo, l’universo creditizio quindi le banche, le finanziarie, ma soprattutto il settore denominato health, quello della salute quindi le multinazionali farmaceutiche e aziende di ricerca.

Il futuro di questa professione sarà sempre più orientato a creare un contatto con la singola persona e non con i pubblici indifferenziati di cui abbiamo già detto. David Mullen, esperto di marketing, communication strategies e digital PR, già a fine del 2008 sosteneva nel suo blog, che è necessario passare da pubblico a persone; questo è il nuovo paradigma, non devo più parlare e istituire relazioni con tante persone, quindi relazioni pubbliche, ma relazioni individuali, relazioni personali.

Related posts:

  1. Osservatorio QVC: Il “Valore” dei Sentimenti e delle Emozioni legati ai consumi
  2. Talento e metodo - Relazioni pubbliche in pillole a cura di Giorgio Vizioli
  3. Insourcing, outsourcing, backsourcing - Relazioni Pubbliche in pillole a cura di Giorgio Vizioli
  4. Un bel tacer non fu mai scritto! - Relazioni Pubbliche in pillole a cura di Giorgio Vizioli