Peter Marsh, una lezione a Trenord! Ma imparatela stavolta

Feb 6th, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Marketing


Trenord si rende protagonista di giganteschi errori sia di marketing sia di comunicazione con una regolarità disarmante.

L’ultima “trovata” in ordine di tempo è la richiesta di risarcimento di 10.000 euro, presentata a un’associazione di pendolari, che si è permessa di ironizzare sul loro ultimo spot.

Già un anno fa consigliavo a Trenord di studiarsi il caso Peter Marsh/British Rail, ma evidentemente non mi hanno ascoltato, per cui gli rinfresco la memoria, repetita iuvant.

Peter Marsh, è stato un brillante pubblicitario britannico degli anni 70/80, su di lui si raccontano tante storie, quella che lo descrive meglio è la sua sfida con Saatchi&Saatchi per aggiudicarsi il cliente British Rail.

Nel ‘77, l’agenzia di Marsh era giovane e poco conosciuta, ma riuscì ad aggiudicarsi il contratto con il cliente British Rail, soffiandolo alla concorrenza della ben più famosa Saatchi&Saatchi.

Il merito fu tutto di Peter Marsh e l’aneddoto di come ci riuscì lo fece diventare una leggenda nel campo del marketing.

La mattina dell’appuntamento, quando il presidente della British Rail arrivò con i suoi collaboratori, Marsh e i suoi soci non erano presenti per riceverli.

La delegazione venne accolta da un’annoiata receptionist, che li ascoltò distrattamente, senza smettere di limarsi le unghie e fumare.

Imperturbabile, il presidente di British Rail, Sir Peter Parker, chiese quanto avrebbero dovuto attendere l’arrivo di Marsh, ma la risposta della segretaria fu: “Non lo so”.

A quel punto furono invitati ad aspettare in sala d’attesa, dove lo spazio era poco, i tavolini sporchi, tazze di caffè abbandonate ovunque, posacenere stracolmi e il pavimento coperto di riviste.

Dopo pochi minuti di quel trattamento, Sir. Parker e i suoi collaboratori decisero di andarsene indignati, proprio in quel momento, si aprirono le porte degli uffici e comparve Peter Marsh.

“Avete appena provato cosa pensa il pubblico della British Rail - disse Marsh - ora vediamo cosa possiamo fare per rimediare.”

Trenord si ostina a non voler capire che nella comunicazione contemporanea la cosa più importante è interpretare i bisogni e i sentimenti dei propri clienti.

Il video parodia non è una violazione del diritto d’autore, non è un’offesa, non è un’aggressione, ma un tesoro nel quale Trenord può trovare tutte le indicazioni e i suggerimenti su dove deve migliorare.

Gli utenti di Trenord conoscono bene i disservizi, i ritardi, le cancellazioni, la reazione dell’azienda comunica una cosa sola, cioè che questo a loro non interessa, non gli importa migliorare, vogliono solo impedire che qualcuno si lamenti.

Con l’avvento dei social è finita la comunicazione autoreferenziale, ormai l’utente ha una voce forte e può raggiungere un pubblico enorme, Trenord non può più cantarsela e suonarsela da sola.

Questo aneddoto mi piace tantissimo, ma gradirei non doverlo ricordare ogni anno, questa volta spero che Trenord se lo studi e lo capisca, evitandomi di doverlo ripetere anche nel 2022.

Fortunato Monti
Web & Social Marketer & Content Creator
fortunato.monti@gmail.com

#marketing #petermarsh #Trenord

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