“Pocket Advertising” – La pubblicità in tasca (3) Bigino a cura di Alessandro Bastone

La storia della pubblicità moderna</strong>

A partire dagli anni ’20 del 1900, la pubblicità si avvia a operare secondo ormai sperimentate regole scientifiche, che dovrebbero prevedere il successo nella comunicazione.

Nel 1925 venne pubblicato il primo trattato di tecnica pubblicitaria, in cui vengono fissate cinque regole fondamentali in ogni messaggio pubblicitario:
•    essere visto, deve essere attraente graficamente;
•    essere letto, molti annunci vengono solo guardati ma non osservati;
•    essere creduto, deve convincere l’acquirente della veridicità di quanto promette
•    essere ricordato
•    essere capace di spingere il compratore ad agire, cioè ad effettuare una conversione

La creazione della pubblicità diventa un’attività molto precisa, studiata: ogni elemento è inserito nel contesto in modo da creare una determinata, prevedibile e voluta reazione.

Pat Weaver nel 1953 in America, è il creatore del vero concetto di spot o short televisivo.
Il presidente della NBC avanza la proposta di una pubblicità televisiva simile a quella già esistente su giornali e riviste.

In italia, invece, arriva il “Carosello” trasmesso dalla Rai dal 3 febbraio 1957 al 1° gennaio 1977. Consisteva in una serie di filmati (spesso sketch comici sullo stile del teatro leggero o intermezzi musicali) seguiti da messaggi pubblicitari.

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Il rigido format di Carosello fu congegnato in maniera da funzionare impeccabilmente. Dopo vent’anni di repliche fu sostituito dagli attuali spot molto più brevi, tra 7 e 60 secondi, diffusi nell’arco della giornata.
 
La forza espressiva di una bella fotografia, l’attrazione esercitata dal fascino femminile, l’erotismo, l’esotismo e il richiamo all’eleganza sono i temi dominanti nelle pubblicità odierne, che vanno ben oltre al fine originario di informare sull’esistenza di un prodotto o di un servizio.

Col passare del tempo, inoltre, si è sempre più puntato sulla capacità di eccitare l’emotività dell’acquirente sul prodotto, a cui vengono collegati la qualità e il prestigio, cominciò così ad affermarsi il concetto di marchio pubblicitario.

La pubblicità volle suggerire che esisteva un nesso tra il prodotto e le persone che lo usavano.
Valeva il concetto: “La felicità si raggiunge solo con determinati prodotti”.

di Alessandro Bastone – Responsabile ClubMC Young delegato al Marketing
clubmc@royaltime.it

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