Prepariamoci a bere la birra nata dall’intelligenza artificiale

Ago 8th, 2021 | Di Redazione | Categoria: Prodotti e Servizi Innovativi


Quando si dice che l’intelligenza artificiale può avere un impatto su tutto, c’è ancora chi è scettico. A farlo ricredere arriva, questa volta, la birra prodotta con una ricetta ideata proprio grazie a un software AI. Senza dubbio una delle migliori testimonianze di quanto siano lunghi i tentacoli di un segmento in grande ascesa.

Tanto lunghi da arrivare a rinnovare una delle industrie più antiche del mondo come la birra (servita già cinquemila anni fa agli schiavi impegnati nella costruzione delle piramidi di Giza), che conta un giro di affari da 600 miliardi di dollari all’anno, inclusi i 9 miliardi di euro registrati in Italia a fine 2018 (gli appassionati possono trovare maggiori informazioni su Centro Informazione Birra, un incrocio tra banca dati e osservatorio lanciato da Assobirra per raccontare storia, ingredienti, abbinamenti, metodi di conservazione e andamento trimestrale del mercato).

Come nasce la birra Full Nerd #1

Bevanda da pasto tradizionale per gli italiani, il consumo di birra resta legato in larga parte al gusto (elemento primario per il 60 per cento dei partecipanti a una ricerca di Bva Doxa): la prova più evidente è l’aumento della diffusione di birre artigianali, con la comparsa di birrai che per passione e sfida personale hanno iniziato a creare la propria bionda.

Un esperto del settore è Eric Boucher, ingegnere del software di Nvidia arrivato venti anni in California dalla Francia e passato per Sun Microsystems. Boucher ha conquistato la ribalta per aver realizzato una birra tramite intelligenza artificiale. Il suo prodotto nasce grazie al deep learning e al software GPU Nvidia Titan V, punti fermi di un processo avviato dall’individuazione di 108 ricette da MoreBeer, sito dove si acquistano i kit con ingredienti e ricettari per la birra da produrre in casa.

Il passaggio seguente è stato inviare le ricette a una rete neurale in grado di suggerire la mossa successiva in relazione agli elementi forniti, servendosi della GPU per ridurre i tempi di apprendimento. Oltre a scendere dagli oltre cento minuti a sette di preparazione, si sono ottenute dieci potenziali ricette per altrettante birre di natura e sapore differente.

Eliminate quelle con minor potenziale e quelle più complesse da realizzare, Boucher ha puntato sulla ricetta che suggeriva di utilizzare tre varietà di luppolo (Warrior, Amarillo e Cascade), battezzando così la Full Nerd #1, blonde ale definita dall’ideatore “birra non troppo dolce, né troppo amara, con un odore di luppolo fresco”.

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