Pubblicità su BeReal: ecco chi comunica sul social che “odia” l’adv

BeReal, il social network che celebra la verità, continua a spopolare soprattutto tra le generazioni più giovani e i brand d’oltreoceano ne hanno già individuato le potenzialità.

Time to BeReal

Una notifica sullo schermo dello smartphone avvisa che è il momento di essere veri: non c’è spazio né tempo per filtri, postproduzione, pose ingannevoli, vite perfette e false promesse. La notifica arriva una volta al giorno, alla stessa ora a tutti gli utenti a seconda del proprio fuso orario e, da quel momento, si hanno solo due minuti per scattare una foto con la camera esterna e subito dopo con quella interna. Non si riceveranno like, ma solo RealMojis, selfie che imitano emoji. E se qualche furbo avesse intenzione di guardare senza partecipare, scoprirà ben presto che l’unico modo per visualizzare i contenuti altrui è quello di pubblicare il proprio post giornaliero, anche se in ritardo.

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Credits: CNBC

È evidente che se un social network sia riuscito a spopolare in un mercato notoriamente saturo è perché l’insight da cui nasce è fuori di dubbio universale e tangibile. BeReal cerca di ribaltare le dinamiche tipiche dei social network, impedendo ai miti che si nascondono dietro immagini da copertina e a vite spettacolarizzate di nascere e diffondersi ulteriormente. Ciò ha permesso alle generazioni più giovani, nate e cresciute in un social media scenario già maturo e talvolta falsato, di trovare un posto nuovo e accogliente, che riesca a far coesistere il media per loro indispensabile con un’esigenza sociale di cui sono stati privati all’origine: la verità.

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