Quali sono i trend del mercato del lavoro emersi dall’indagine di InfoJobs ?

Mar 12th, 2021 | Di Redazione | Categoria: Breaking News, Management

Il 2020 ha messo l’Italia e il mondo intero di fronte ad una situazione particolarmente grave, non solo dal punto di vista sanitario ma anche economico.

Dunque è logico chiedersi quali saranno gli sviluppi in questo 2021, che nella teoria dovrebbe rappresentare l’anno della definitiva ripartenza.

Naturalmente nulla sarà più come prima, perché quanto successo ha avuto delle conseguenze tali da mutare nel profondo le politiche delle aziende e di riflesso il mercato del lavoro e le sue modalità, come nel caso dello smart working. Vediamo quindi quali saranno i nuovi trend e come trovare un impiego nel 2021.

I nuovi trend del mercato del lavoro per il 2021

Parola d’ordine: flessibilità.

Stando alle analisi di settore, il 74% dei lavoratori italiani desidererebbe un orario di lavoro più elastico rispetto al recente passato, specialmente perché oramai ci si è abituati allo smart working e non si vuole tornare indietro.

In secondo luogo, avranno un ruolo sempre più decisivo i giovani e le idee innovative:

i mercati si sono infatti “impantanati” a seguito della crisi, con poche risorse a disposizione e con lo stato che non è riuscito a supportarli nella maniera adeguata.

Servono dunque le intuizioni delle nuove generazioni.

Chiaramente non si potrà affatto sottostimare l’importanza del digitale, che con l’avvento del Covid è diventato più rilevante che mai.

Oggi, infatti, molte delle opportunità più ghiotte si trovano proprio in questo ambito, con le professioni 2.0 oramai diventate la priorità per molti giovani e per le persone che stanno cercando di riqualificarsi professionalmente.

Basti pensare al boom di e-commerce nati durante il primo lockdown.

Come trovare lavoro in un mercato che cambia

Cambiano i mercati, cambiano le logiche ma non mutano alcuni capisaldi per trovare lavoro, come la necessità di preparare un curriculum all’altezza e non solo:
oggi contano molto anche le lettere di presentazione dei candidati.

Dunque, per partire col piede giusto, ci sono numerose risorse online che possono essere d’aiuto: ad esempio, sul sito CVapp.it si può trovare un esempio di lettera di presentazione dalla quale prendere spunto, così come dei template per preparare il CV.

Una lettera di presentazione ben scritta è un importante biglietto da visita, cruciale per spingere i selezionatori a leggere il CV con occhi diversi.

Naturalmente il web diventa il luogo più indicato per trovare lavoro, dato che basta farsi un giro per trovare diversi portali ricchi di annunci di ogni tipo.

Inoltre, si possono anche visitare direttamente i siti delle aziende per cercare le posizioni aperte, o per mandare una candidatura spontanea.

Gli ammortizzatori sociali previsti per il 2021

Quando la situazione relativa al Covid sarà stata affrontata e chiusa definitivamente, lo stato dovrà rimboccarsi le maniche e preparare un piano maggiormente equilibrato e completo per la rassicurazione dei lavoratori italiani. In tal caso si fa riferimento agli ammortizzatori sociali come il sostegno di reddito, che comunque al momento non rappresentano altro che una bozza.

La proposta mossa dai sindacati, infatti, dovrà essere discussa a bocce ferme con il governo, quando la situazione sarà più tranquilla.

I dati 2020/2021 sulle assunzioni

Dal comunicato stampa rilasciato da InfoJobs – piattaforma per la ricerca del lavoro online – il 16 febbraio 2021 è possibile trarre importanti informazioni su quelli che saranno i trend del mercato del lavoro 2021. A tal proposito Filippo Saini, head of job di InfoJobs, ha dichiarato: «ci aspettiamo un inizio d’anno atipico dal punto di vista del lavoro, dovuto all’incertezza ancora persistente degli effetti della pandemia e degli sviluppi legislativi».

Tuttavia, facendo un passo indietro alla fine del 2020, è lecito chiedersi: come si sono comportate le aziende in merito alle assunzioni? È importante sottolineare che all’inizio del 2020 il 74,3% delle aziende aveva reso pubblica la volontà di ampliare il numero delle proprie risorse.

Il contesto del lavoro, a causa della pandemia, è però certamente cambiato, anche se a giudicare dall’indagine in questione alcuni dati non sono eccessivamente negativi, anche se probabilmente non in linea con le rosee prospettive iniziali.

Alla fine del 2020 il 12,5% delle imprese si è trovato costretto al licenziamento di alcune risorse e il 25,7% non ha ampliato il proprio organico; il 36% ha però assunto nuovo personale – seppur in numero ridotto rispetto alle proprie aspettative – e il 25,8% ha assunto più lavoratori di quelli previsti.

Per quanto concerne le proiezioni per il 2021, invece, in che modo si muoveranno le aziende, sia quelle che hanno dichiarato di essere propense alle nuove assunzioni sia quelle contrarie?

I dati rilevati da InfoJobs – in merito alle future assunzioni aziendali – appaiono comunque in parte condizionati dall’attuale emergenza sanitaria: il 25,7% delle aziende intervistate ha affermato di essere propenso a un consistente rafforzamento del personale, mentre solo il 5,6% ha reso noto l’intento di valutare una diminuzione del personale.

Inoltre, la ricerca ha reso disponibili altri dati: il 47% ha dichiarato di voler incrementare in modo esiguo il proprio organico e il 12,5% non prevede vere e proprie assunzioni ma solo sostituzioni del personale uscente con quello entrante. Non va trascurato il 9,7% che ha dichiarato apertamente di essere restio alle assunzioni.

Il 37,2% delle aziende ha asserito che, dovendo ampliare il proprio organico, è di primaria importanza tenere conto della qualità delle risorse umane; il 31% delle aziende, invece, non cambierà il modus operandi per la scelta dei candidati. Inoltre il 16,8% delle imprese risulta propenso ad assegnare ruoli flessibili e solo il 5,3% delle attività ha dichiarato di essere in cerca di nuovi professionisti per fronteggiare il nuovo mercato del lavoro.

Le aziende che hanno deciso di non investire in nuove risorse umane hanno ipotizzato, per il 2021, di dare maggior risalto alla formazione, alla gratificazione e all’eventuale riqualifica dei lavoratori già inseriti nell’organico (74,4% delle aziende). Il 18,8% ha visto, inoltre, nell’uso della cassa integrazione un modo per non ridurre il numero dei lavoratori del team.

I trend del mercato del lavoro 2021, emersi dai dati di InfoJobs, sono: «data driven hr», che evidenziano l’importanza della tecnologia e della digitalizzazione; «upskilling e reskilling», in riferimento alla formazione costante; «organigramma liquido», basato sul raggiungimento degli obiettivi prefissati a discapito di ore di presenza; «purpose driven hr», ossia la rilevanza della cultura d’impresa; «employer branding», che pone l’accento sull’azienda vista come team unito.

Riguardo al primo trend è importante sottolineare che la tecnologia e la digitalizzazione si configurano, in quest’ottica, come strumenti indispensabili anche per questo contesto. Nel 2020 le tecnologie al servizio dei lavoratori si sono rivelate un plus per l’azienda grazie ai diversi vantaggi offerti: tra tutte spicca l’ottimizzazione dei tempi di lavoro (sia da remoto che in loco) per i dipendenti.

Inoltre, la formazione costante – come si è già detto uno dei nuovi trend del mercato del lavoro del 2021 – acquisisce sempre più importanza per i dipendenti aziendali che, grazie a essa, possono ampliare le proprie competenze professionali.

Per quello che riguarda il terzo dei trend del mercato del lavoro 2021 è possibile fare una riflessione più generale: in un anno che ha avuto come protagonista lo smart working , la presenza fisica in loco e il «cartellino» perdono la loro importanza a vantaggio dei risultati concreti ottenuti dai lavoratori in un dato periodo di tempo.

Infine, i trend del mercato del lavoro 2021 mettono in luce l’importanza della cultura d’impresa, di un team unito all’interno dell’azienda e della percezione – da parte dei lavoratori – di far parte di questo.

In conclusione, i trend evidenziati possono essere riassunti dalla parole di Filippo Saini: «in questo scenario mutevole, rileviamo dalle aziende un solido atteggiamento di determinazione e propensione alla continuità del business, che premierà ancora e sempre più la tecnologia, quale partner irrinunciabile del lavoro, e la formazione, sulla quale molti sono disposti a investire in modo incrementale».

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