Quanto spendono i politici sui social network? La campagna elettorale a colpi di post

La campagna elettorale è giunta al termine del suo svolgimento. Vediamo come si sono comportati i partiti politici grazie anche a personalità di spicco e influencer che hanno preso posizioni a favore e contro i principali candidati.

I politici si beccano a distanza a colpi di tweet, mentre TikTok registra un boom di iscrizioni, da Renzi a Berlusconi, per intercettare il voto dei giovanissimi che per la prima volta si recheranno alle urne. È la campagna elettorale più digital di sempre. Perché investire sui social network può essere una strategia efficace per convertire i follower in elettori. È davvero così? Vediamo quanto spendono i partiti per la comunicazione online.

Matteo Salvini e la Lega, pioggia di soldi per i social

Il leader della Lega non è certo impacciato con le nuove tecnologie. Parte del suo successo, infatti, è dovuto proprio a un uso massiccio e costante (per alcuni eccessivo) di Facebook e Instagram. Soprattutto, Salvini, più di ogni altro ha saputo calibrare posizioni divisive e mantenersi ondivago su tematiche delicate, ma care a un elettorato conservatore. Risultato: il moltiplicarsi delle interazioni di un post influenza il dibattito politico del giorno.

Oltre alle attività gratuite come condividere un contenuto, ci sono anche quelle a pagamento per raggiungere più velocemente gli utenti. Per questa tornata elettorale la Lega sembra non voler badare a spese. Il budget a disposizione per la campagna social è 15mila euro per i giorni che ci separano dal 25 settembre, che si sommano all’investimento già sostenuto all’indomani della caduta del governo Draghi.

La strategia del Partito Democratico

“Scegli” è lo slogan adottato dalla principale forza di centrosinistra per mettere in contrapposizione i valori progressisti che il partito guidato da Enrico Letta abbraccia, contro una visione patriarcale e reazionaria della coalizione di centrodestra. Una campagna che ha suscitato opinioni differenti circa l’efficacia del messaggio. I costi per i canali social del Partito Democratico sono circa 8mila euro.

Le video pillole di Berlusconi e le proposte del duo Renzi-Calenda

Cambia il media ma non lo stile. Sicuro della sua capacità oratoria, Silvio Berlusconi lancia il format “una pillola al giorno” in cui in pochi minuti l’ex Cavaliere espone i punti salienti del programma di Forza Italia da dietro una scrivania, con uno sfondo sobrio e istituzionale. Una tonalità vintage che ricorda il celeberrimo video della sua discesa in campo nel 1994. Tutto ciò a fronte di una spesa appena sopra i 3mila euro dell’ultima settimana.

Cifre ancora più contenute per il Terzo Polo guidato da Carlo Calenda e Matteo Renzi (1.700 euro), che però si lanciano alla conquista dell’elettorato più giovane sbarcando su TikTok. È il leader di Italia Viva a metterci la faccia nel video di presentazione, ironizzando sul video del suo inglese “scioccante” e proponendo il Terzo Polo come l’unica forza politica che ha veramente a cuore il futuro delle nuove generazioni (e quindi del Paese).

Estremi opposti: la strategia aggressiva di Giorgia Meloni e la campagna minimal di Giuseppe Conte

Non sempre la presenza costante sui social si monetizza in un ampliamento della propria base elettorale. Per arrivare ad essere la favorita alle elezioni del 25 settembre, e prima donna premier italiana della storia, Giorgia Meloni ha lavorato quasi dieci anni. Rispetto al suo alleato Matteo Salvini, ha utilizzato i social media con più moderazione, anche se recentemente è finita nel ciclone delle polemiche per aver postato il video di una donna ucraina che viene violentata da un gruppo di uomini. Fatto sta che la leader di Fratelli d’Italia, ora che si trova sulla cresta del successo, ha deciso di cavalcare la campagna elettorale scegliendo anche la sponsorizzazione come strumento di comunicazione. Nell’ultima settimana, infatti, è suo il dato record della spesa di 21.376 euro per la campagna social.

All’opposto troviamo Giuseppe Conte, alla guida del Movimento 5 Stelle, che ha deciso di battere le strade delle piazze, dei mercati e dei quartieri popolari in giro per l’Italia, senza investire un solo euro per le inserzioni pubblicitarie.

Qualche dato

Al netto degli investimenti, questi sono i numeri relativi alle visualizzazioni dei contenuti. Dal 21 luglio, Matteo Salvini ed Enrico Letta devono dividersi il primo posto con 20 milioni di views ciascuno. Molto più lontana Giorgia Meloni (7,5), segue Carlo Calenda (3), Silvio Berlusconi (1,5), e Matteo Renzi (350.000). Appaiati sulla vetta, il divario tra il leader del Carroccio e il segretario Partito Democratico sta nel numero di inserzioni pubblicate, rispettivamente 68 contro 120.

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