Report ICO: in netta discesa i consumi di caffè fuori casa mentre aumentano nella GDO e l’uso della caffettiera

Apr 30th, 2020 | Di Redazione | Categoria: Consumi e Consumatori


L’International Coffee Organization (ICO) ha pubblicato un report sull’impatto del Covid-19 sui consumi globali di caffè. Di seguito vengono riassunte le principali conclusioni del rapporto

La diffusione di Covid-19 rappresenta uno shock economico senza precedenti in un mondo interdipendente, poiché domanda e offerta sono ridimensionate intorno al globo e in tutti i settori. È probabile che la pandemia covid-19 abbia un profondo impatto sul globale settore del caffè, compresi produzione, consumo e commercio internazionale

L’ICO afferma che nel breve periodo i consumi fuori casa stanno diminuendo in modo significativo poiché un numero crescente di paesi sta adottando un blocco totale o parziale dei locali di consumo fuori casa. Invece i dati di vendita nei i supermercati e altri pdv al dettaglio evidenziano sul breve termine un aumento della domanda dei consumatori in alcuni paesi anche per costituirsi un maggior livello di scorte in questo periodo di emergenza. Tuttavia, il rapporto afferma che è improbabile che ciò abbia un effetto prolungato sui consumi una volta che si è esaurito “l’effetto scorte”

L’ICO ritiene invece che si possa prevedere un effetto più profondo sulla domanda globale di caffè a seguito di una recessione globale innescata dagli effetti diretti e indiretti della pandemia di COVID-19. Nella misura in cui i redditi delle famiglie si ridurranno ne conseguirà in una minore domanda di caffè in termini di volume. Inoltre, i consumatori sensibili al prezzo possono sostituire caffè di valore più elevato con miscele o marchi di valore inferiore.

Tuttavia, l’ICO afferma che l’elasticità del reddito con la domanda di caffè sarà probabilmente bassa, soprattutto nei paesi ad alto reddito e nei mercati tradizionali con alto livello di consumo pro capite. L’ICO ha condotto un’analisi quantitativa per identificare la relazione tra crescita del PIL e consumo di caffè, fornendo una stima dello shock dal lato della domanda derivante dalla pandemia di COVID-19. L’analisi si basa su un campione dei primi 20 paesi che consumano caffè, che rappresentano il 71% della domanda globale

I risultati mostrano che un calo di un punto percentuale nella crescita del PIL è associato a una riduzione della crescita della domanda globale di caffè dello 0,95 per cento, equivalente a 1,6 milioni di sacchi da 60 kg.

L’Italia non è Paese per capsule. O almeno non solo. Nonostante il successo delle monoporzioni di caffè, gli italiani non sembrano davvero disposti a mandare in pensione la cara vecchia moka. Tutto il contrario.

Da una recente analisi commissionata nei mesi scorsi da Segafredo Zanetti (Massimo Zanetti beverage group) per mappare i consumi nazionali di caffè, emerge infatti che, su un totale di 22,5 milioni di famiglie consumatrici, circa 16,5 milioni preferiscono in assoluto la tradizionale caffettiera. Sei milioni possiedono anche una macchina a capsule, ma soltanto 1 milione di famiglie utilizza solo quella, con una maggiore concentrazione geografica nel Nord-Ovest del Paese e nell’area di Milano.

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