Ripartono i servizi di catering e banqueting per le feste private e i matrimoni, ma restano i dubbi su balli e green pass

Giu 16th, 2021 | Di Redazione | Categoria: Breaking News, CATEGORIA B


Dal 15 giugno, anche in zona gialla riparte ufficialmente l’attività di banqueting e catering per le feste private. Una boccata d’ossigeno per un settore fermo da 16 mesi. Ma sulle regole rimangono degli interrogativi: come utilizzare al meglio il certificato verde? E si può ballare alla fine di pranzi e cene? Le risposte di Anbc

Sebbene con le anticipazioni della zona bianca il calendario delle riaperture sia stato parzialmente stravolto, il 15 giugno segna la data ufficiale del ritorno all’attività per le aziende del banqueting e del catering (anche per quelle rimaste in zona gialla).

Un settore che, su 16 mesi di chiusura totale, ne ha passati ben 14 con le mani in mano. Fermi in attesa che arrivasse un protocollo con le linee guida da seguire. Percorso complicato e tortuoso che corre parallelo a quello che porta all’istituzione del green pass; peraltro richiesto come elemento necessario per partecipare a banchetti di nozze o feste private.

Ripartenza “soft” a giugno, il recupero solo da settembre con il ritorno degli eventi business
Innanzitutto, una precisazione. Per le aziende del banqueting e del catering ripartono, di fatto, solo gli eventi privati in cui i ricevimenti di matrimonio fanno la parte del leone vista la stagione e i tanti appuntamenti già programmati e poi rinviati da più di un anno. Per il settore business, così come per i congressi e le fiere, tutto è rimandato all’autunno.

Il mercato, quindi, è dimezzato. E la ripresa è “soft”, come la definisce Paolo Capurro, presidente di Anbc-Fipe. «La prima data ufficiale di ripresa ci è stata comunicata il 26 aprile. Poi una serie di interlocuzioni, cabine di regia e confronti ha impiegato buona parte delle nostre energie.

Arriviamo quindi al 15 giugno con poco tempo per organizzarci al meglio e la necessità di rinviare nei mesi autunnali e al prossimo anno i numerosi eventi che erano stati bloccati dall’emergenza pandemica», afferma Capurro. A conti fatti, quindi, giugno 2021 riparte al 25-30% dei volumi di giugno 2019. Percentuali destinate a crescere per andare a regime, si spera, da settembre.

Feste di matrimonio, ancora dubbi su green pass e balli

A pesare, però, sono le incertezze che ancora influenzano l’organizzazione delle feste private e dei ricevimenti. Su tutte: green pass e regole sul ballo. Per quanto riguarda il primo punto, l’attesa è per la firma del presidente del Consiglio, Mario Draghi sul Dpcm che dovrebbe istituire ufficialmente lo strumento necessario a partecipare ai ricevimenti.

«Al momento, quindi, stiamo parlando di un certificato che ancora non c’è. Tanto che dopo diversi tavoli tecnici, in accordo con il ministero della Salute e il Garante della privacy, abbiamo elaborato un documento definito

Dichiarazione di partecipazione da inviare agli organizzatori dell’evento, che nel caso dei matrimoni sono gli sposi, che a loro volta lo inoltreranno a tutti gli invitati. Insieme alla dichiarazione c’è anche una informativa sull’obbligatorietà di essere in possesso di uno dei requisiti che rispondono al green pass», spiega Capurro.

Il tutto per rispondere a due esigenze emerse nel corso di questi mesi: il tracciamento degli invitati, di cui si conserva l’anagrafica e le informazioni di contatto (numero di telefono, mail) e la corresponsabilizzazione dei partecipanti a fronte della “barriera” rappresentata dalla privacy e dal diritto di accedere o meno a certi dati personali.

Sottigliezze? Non proprio, dal momento che sulla privacy si è rischiato di far saltare il banco. «Ad un certo punto - ricorda Capurro - è emerso che i soggetti adibiti al controllo dei dati riportati sul green pass potessero essere solo le forze dell’ordine. Cosa impossibile da attuare per ogni singolo matrimonio o festa privata».

L’altro punto caldo è quello del ballo. E qui il parallelismo con il mondo delle discoteche scatta automaticamente. «Le discoteche prima o poi riaprono, giusto? Una delle condizioni per riaprire mi sembra di capire sia il green pass. Ecco, nel momento in cui riprendono anche le feste private a cui si accede solo tramite green pass, perché vietare i balli? Su questo c’è una forte mancanza di chiarezza», sottolinea Capurro.

Attenzione al buffet, self-service vietato a meno che il prodotto sia in monodose confezionata o servito da personale addetto o con servizio a braccio

Per completezza d’informazione, ecco tutte le regole già elencate da Italia a Tavola:

Nessun tetto agli invitati, ma Covid pass o certificato verde
Proprio l’introduzione del Covid pass o certificato verde è la “novità” rispetto a quanto inserito nel protocollo iniziale recepito dalla Conferenza delle Regioni. Si tratta del certificato che attesta di essere stati vaccinati almeno con la prima dose ma oltre i 15 giorni precedenti o con la doppia dose, oppure di essere guariti, oppure di aver effettuato un tampone nelle 48 ore precedenti. Dovranno averlo tutti gli invitati, sposi compresi.

Cancellato il Covid manager
Inoltre è stato anche tolto l’obbligo del Covid manager ogni 50 invitati, che sarebbe stato da individuare tra i dipendenti della sala ricevimenti. Come per il tetto agli invitati, l’obbligo del Covid pass ha reso superflua la raccolta della documentazione nella fase di pianificazione/preparazione dell’evento e dell’ingresso degli ospiti. Successivamente alla cerimonia occorrerà comunque mantenere l’elenco dei partecipanti per un periodo di 14 giorni. Così come resta l’obbligo, per gli ospiti, di misurazione della temperatura corporea, con accesso vietato nel caso in cui dovesse risultare superiore a 37,5 °C.

Mascherine per tutti
Confermate anche le regole per l’uso della mascherina che dovrà essere indossata anche dagli sposi negli ambienti interni (quando non sono seduti al tavolo) e negli ambienti esterni (qualora non sia possibile rispettare la distanza di almeno 1 metro).

Il personale di servizio a contatto con gli ospiti deve utilizzare la mascherina e deve procedere a una frequente igiene delle mani con prodotti igienizzanti.

Gli ospiti potranno non indossare la mascherina chirurgica nei casi di allontanamento dal proprio tavolo (recarsi in bagno, al bar, ecc.) a condizione di rispettare il distanziamento interpersonale di 1 metro nel caso di soggetti non conviventi.

Stesse regole anche per i fotografi che dovranno indossare la mascherina chirurgica qualora dovessero trovarsi a una distanza interpersonale inferiore a 1 metro dagli invitati (e dagli sposi) e organizzare il servizio fotografico in modo responsabile.

Via libera anche alle feste al chiuso, ma consigliato l’aperto
La festa è consentita anche al chiuso, ma con la viva raccomandazione, se è possibile, di prediligere gli spazi aperti. Nel caso in cui debbano utilizzarsi ambienti chiusi va sempre garantito il ricambio d’aria: occorrerà, quindi, mantenere aperte — a meno che le condizioni meteorologiche o altre situazioni di necessità non lo consentano — porte, finestre e vetrate al fine di favorire il ricambio d’aria naturale negli ambienti interni.

Tavoli distanziati di 2-2,5 metri
Per i tavoli adiacenti, considerando l’ingombro delle sedie, la distanza minima deve essere di almeno 2 metri (0,5+0,5+1m), considerando il passaggio degli addetti al servizio di somministrazione. Si consiglia, tuttavia, ove possibile garantire una distanza di 2,5 metri.

I tavoli devono garantire il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro, fatta eccezione per i tavoli composti da persone che non siano soggette al distanziamento interpersonale in quanto conviventi.

Sì al buffet, ma non self-service
Il buffet classico, quello a self-service, non è consentito. È possibile, però, organizzare una modalità a buffet mediante somministrazione da parte di personale incaricato, escludendo la possibilità per gli ospiti di toccare quanto esposto e prevedendo in ogni caso, per ospiti e personale, l’obbligo del mantenimento della distanza e l’obbligo dell’utilizzo della mascherina.

La modalità self-service può essere eventualmente consentita per buffet realizzati esclusivamente con prodotti confezionati in monodose.

In particolare, la distribuzione degli alimenti dovrà avvenire con modalità organizzative che evitino la formazione di assembramenti anche attraverso una riorganizzazione degli spazi in relazione alla dimensione dei locali; dovranno essere altresì valutate idonee misure (es. segnaletica a terra, barriere, ecc.) per garantire il distanziamento interpersonale di almeno un metro durante la fila per l’accesso al buffet.

Pane e grissini serviti con le pinze
È consigliata l’adozione di menu unico al tableau marriage e/o menu individuali ad uso esclusivo dell’ospite (per evitare il passaggio dello stesso), al fine di ridurre il servizio del personale di sala ai tavoli. Inoltre salse, pane, cracker, grissini potranno essere somministrati ai singoli consumatori/clienti in monoporzione non confezionata, ma servita direttamente con utilizzo di pinze (come di solito già si fa).

Piatti, bicchieri, posate e simili saranno lavati in lavastoviglie a temperatura adeguata, concordemente alla normativa Haccp già in vigore. Ed è consigliabile l’uso di segnaposto e/o altro sistema equipollente, in modo da rendere stabili le postazioni ai tavoli.

Distanza di tre metri per i gruppi musicali
I gruppi musicali dovranno distanziarsi dal pubblico di almeno 3 metri, qualora non provvisti di barriere antidroplets in prossimità del microfono. Dovranno indossare la mascherina chirurgica esclusivamente nel caso in cui debbano spostarsi nelle aree comuni interne (recarsi in bagno, al bar, ecc.). Particolare attenzione e/o idoneo presidio monouso dovrà essere impiegato nell’utilizzo del microfono, qualora non di uso strettamente personale. Sono consentiti spettacoli e/o esibizioni artistiche di qualsiasi natura purché possa sempre essere rispettata la distanza interpersonale di un metro.

Via libera ai balli all’esterno
All’esterno si potrà ballare. Dentro il locale, invece, gli eventi con ballo in spazi interni andranno organizzati con tempistiche predefinite, garantendo una superficie pro capite pari a 2 metri quadri, potenziando il ricambio d’aria dei locali. Le pause danzanti, comunque, non potranno superare i 15 minuti.

Bomboniere distribuite dagli sposi
Non sarà possibile, come avveniva in passato, prendere la bomboniera da un tavolo comune all’uscita del locale. Dovranno essere gli sposi a consegnarla agli invitati dopo aver utilizzato igienizzanti per le mani.

Le aziende ripartono, ma guardano già al 2022

In generale, comunque, il sentiment è positivo anche se le difficoltà non mancano: «Una ripresa vera e propria ci sarà, speriamo, a partire da dicembre di quest’anno per poi consolidarsi nel 2022 quando ci auguriamo riprendano con costanza anche gli eventi business. Per i mesi che abbiamo davanti, dunque, non ci resta che tenere duro.

La domanda, infatti, non manca. Anche se si è un po’ complicata con tutti i vari paletti da rispettare, a partire da chi può sedersi con chi a tavola. Prima era una questione di simpatie e antipatie, ora bisogna che i commensali siano conviventi, nemmeno congiunti, per stare più di sei al tavolo», ribadisce Capurro.

«Noi il primo matrimonio ce lo abbiamo già in programma per il 16 giugno. Anche se è di mercoledì, poco importa. Poi per tutto il fine settimana siamo impegnati per altri ricevimenti». Esordisce così Ilaria Alzona di Gemi Piccoli e Grandi Eventi. Nonostante le criticità che ancora insistono sul mondo del wedding, gli appuntamenti in calendario non mancano.

“Noi di Party Round Green abbiamo già 5 matrimoni fissati tra giugno e luglio ed altri eventi privati da concordare a brevissimo come compleanni, feste di laurea, battesimi, cresime e comunioni” afferma il responsabile Danilo Arlenghi, ideatore del primo biocatering in Italia, dello Uau Food, il cibo che meraviglia e di Fish & Chic, nuovo concept di aperitvo e light lunch e noto per essere definito il foodexplorer, sempre a caccia di novità culinarie, ingredienti insoliti biologici, ricette ritrovate o totalmente invvovative e materie prime pregiate e non comuni da utilizzare.

E continua: ” ci sono molto richiesti anche spettacoli, attrazioni, il carretino d’epoca dei gelati, le animatrici per i bambini e ovviamente gli addobbi floreali, tutti servizi di nostra competenza e dei quali siamo proprietari”. Anche i wedding planner si stanno attivando alla grande e ci ingaggiano per alcuni eventi

E non potrebbe essere diversamente vista la quantità di matrimoni già programmati e poi slitatti nel corso dell’ultimo anno e mezzo. Una situazione che per l’azienda ha significato un crollo del -90% di fatturato.

«Nel 2020 abbiamo lavorato solo qualche settimana a spot a giugno e settembre, poi più niente. Bloccati. E tutto il personale dipendenti in Fis.

Fortunatamente, ora ci aspettiamo una ripresa abbastanza rapida nonostante le incertezze su ballo e green pass almeno per quanto riguarda le feste private.

Ancora calma piatta, invece, dal mondo aziendale. Da lì arrivano sporadiche richieste di preventivo e questo ci fa pensare ad una piena ripresa da settembre», racconta Arlenghi.

Ora la necessità è quella di rimettersi subito in moto e trovare velocemente i ritmi giusti: «Il nostro è un lavoro molto dinamico, si va veloci, c’è un picco di adrenalina a ogni evento che si protrae per orari lunghi.

Per questo avremmo bisogno di più personale, soprattutto a chiamata. Peccato che sul mercato non si riesca a recuperare forza lavoro. Ma ormai dobbiamo partire quindi ci rafforzeremo strada facendo.

Per fortuna, sotto questo aspetto, i matrimoni ora sono più gestibili: se prima c’erano 100 invitati ora ce ne sono 70, fra limitazioni e scarsa volontà da parte di qualcuno di sottoporsi a tamponi e test per partecipare», conclude Alzona.

Situazione simile anche per Massimo Maio: «Siamo contenti di ripartire e far felici gli sposi che si sono affidati a noi ormai più di un anno e mezzo fa. Alcuni di loro hanno dovuto rinviare non una ma ben tre volte il giorno che tanto attendevano a causa delle varie ondate della pandemia. Ora è arrivato il loro giorno».

Non sorprende, quindi, che fra i servizi più gettonati dell’ultimo periodo ci sia quello di consulenza: «Si tratta essenzialmente di uno scambio di informazioni. Nonostante se ne parli molto, c’è ancora poca chiarezza sulle regole d’ingaggio. Prendiamo il ballo, per esempio, le linee guida dicono che è vietato farlo in luoghi chiusi dove si può creare assembramento. Ecco, detto ciò, come posso impedire a una coppia di ballare per conto proprio, su un prato all’esterno, distanziati dagli altri ospiti?».

via www.partyround.it

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