Rissa Sgarbi-Mughini in tv: gli sponsor pagano e gli italiani abboccano

Menarsi in tv mentre il mondo rischia di andare a rotoli non è esattamente una prova d’intelligenza.
 
Dispiace, poi, che a farlo siano due attempati intellettuali. Perché gli intellettuali dovrebbero infondere quiete, stimolare il ragionamento e la riflessione. Se poi hanno tante primavere e capelli bianchi ci si aspetterebbe anche un po’ di saggezza. O perlomeno le più elementari regole della buona creanza.
 
E invece l’altra sera al Maurizio Costanzo Show è andato in onda il mercato del pesce. La fiera della stupidità. Protagonisti: Vittorio Sgarbi e Giampiero Mughini. Che in nome della guerra se le sono date di santa ragione, con uno dei due che è finanche cascato lungo per terra (Sgarbi, per la cronaca).
 
Anche se si atteggiano a nonnini colti, charmant, dotti. Della serie chi sei tu e chi so’ io. La realtà dei fatti è ben diversa. E non c’entra nulla con le lauree, i libri scritti e letti e tutta la sapienza di questo mondo. Che, per carità, nessuno dice che eruditi non siano.
 
Ma sono duecent’anni che fanno la stessa scenetta. Cambia solo l’interlocutore. Sanno tutto loro, hanno sempre ragione loro e gli altri non capiscono un fico secco. E li invitano proprio per questo. Perché fanno audience. E li invitano apposta: sanno che con loro la rissa è assicurata. E se non è rissa è parolaccia, insulto o, nella migliore delle ipotesi, arrogante e fastidiosa boria. 

Al Maurizio Costanzo Show è andato in onda il mercato del pesce

Se la memoria non ci inganna, poi, i due anni fa furono già protagonisti di un’altra rissa in stile saloon finita a sediate in fronte, o giù di lì. Insomma, sono due recidivi. O almeno sembrano, perché a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina, disse qualcuno.
 
E noi, che siamo perfidi e malpensanti, non escludiamo che chiuso il sipario i due se ne siano andati a mangiare un brodino core a core. Chissà. A scatenare l’alterco, l’argomento guerra. Ed è quasi buffo, o perlomeno surreale, che due anziani signori, che almeno mezzo piede nella fossa ce l’hanno, parlino di guerra e finiscano a spintonarsi come due bulletti di periferia. Bell’esempio per i nipoti d’Italia.
 
Questi due fanno solo rabbia. Perché sono sempre stati violenti. Nel pensiero, certo, che se vogliamo però è pure peggio. Perché è una violenza subdola, che si insinua nelle menti di chi guarda identificandosi con l’uno piuttosto che con l’altro. La verità è che Sgarbi e Mughini rappresentano l’immagine più squallida e volgare della televisione italiana, che praticamente è rimasta ferma al palo del Drive In. Sono personaggi che vengono spacciati per menti illuminate, punti di riferimento intellettuale. Esempi da seguire e da invitare per fare pubblico, e quindi cassa.

Quella dell’altra sera è stata una caduta di stile

E difatti tra i due litiganti il terzo gode. E ha goduto assai sotto i baffi il buon Maurizio Costanzo. Che no, proprio non ce la facciamo a dirgli male.
 
Non foss’altro per il fatto che ai tempi ha veramente, e radicalmente, rivoluzionato la tv coi suoi talk che hanno fatto scuola. Se un peccato ha commesso, la camicia coi baffi più amata dagli italiani, è stato l’aver abdicato a favore della Maria nazionale. Colei che a suon di tronisti e corteggiatori ha definitivamente azzerato la dignità di uomini e donne.
 
Che poi è il titolo del suo primo e intramontabile contenitore d’oscena monnezza tv. Quella dell’altra sera è stata una caduta di stile. Non tanto di Sgarbi e Mughini, dai quali te l’aspetti queste scenette. Ma del padrone di casa, anche lui caduto nella trappola del facciamo numero, nonostante alla sua veneranda età e con la sua gloriosa carriera se ne potrebbe impipare chiudendo il sipario con classe.
 
Che vorrebbe dire fare una tv di qualità, alla faccia degli ascolti. Perché poi quando agli italiani gliele proponi le cose belle le guardano pure. Alberto Angela docet, per dirne uno. 

Di tutta questa sordida e bieca pantomima ne avremmo fatto volentieri a meno. Anche se poi, sempre al Costanzo Show e sempre sull’argomento guerra, pure Santoro e Mentana qualche puntata fa non avevano certo brillato d’eleganza. E forse il buon Mauri proprio in quel frangente aveva capito che il tema era troppo goloso per lasciarselo sfuggire. Altro che comici e soubrette, che non sono altro che un inutile contorno. Lui li ha invitati scientemente, perché è una vecchia volpe. Aveva previsto e sperato che finisse a pesci in faccia. Diversamente, avrebbe potuto tagliarlo quel pezzo, dal momento che era una registrata. E invece, gongolante, s’è limitato a dire: boni, state boni. E consigli per gli acquisti. Gli sponsor pagano, e gli italiani abboccano. 
 
 
 
 
 
 
 

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