Ruinart second skin case: l’innovativa custodia sostenibile

Ago 25th, 2020 | Di Redazione | Categoria: Packaging


La Maison Ruinart di Reims è da sempre un’azienda innovativa e pionieristica nel mondo Champagne e come tale, già da tempo, percorre la via della sostenibilità. Un mantra perfetto per il futuro della storica maison di produzione di champagne, che fin dal 1764 mise in commercio il suo rosé e, cinque anni più tardi, decise di utilizzare le casse di legno per trasportare le bottiglie.

È impossibile scordare i meravigliosi cofanetti che custodiscono i preziosi Champagne Ruinart. Ebbene i tempi cambiano. Ruinart primeggia, ancora una volta, con un packaging che è simbolo di avanguardismo. Una “seconda pelle” al 100% ecologica.

Per due anni interi si sono studiati i migliori materiali, realizzati sette prototipi e, alla fine, ideato un involucro dal color bianco gesso, ispirato alle famose Crayères di Reims, evidenziando le forme più adatte a vestire le bottiglie di R, R Vintage, Blanc de Blancs e Rosé. Zero plastica, un tuffo di vera contemporaneità con l’impiego di carta.

Nove volte più leggero dei precedenti coffret, per un peso di appena 40 grammi. Una texture che esalta la bottiglia e fonde dettagli importanti, visto che l’involucro è in un solo pezzo, si fregia di un originale bottone di chiusura dove spicca la R di Ruinart.

La bottiglia così abbigliata potrà raggiungere la temperatura di servizio, sia nelle vetrinette refrigeranti, sia nelle buvette con il ghiaccio. Uno scrigno avvolgente, che non nasconde forma e caratteristiche della bottiglia stessa. La progettazione di second skin case è stata affidata a un noto studio di designer parigini e realizzata nel Regno Unito.

Racconta lo Chef de Cave Frédéric Panaïotis: «La texture di second skin case è molto simile al gesso delle nostre Crayères di Reims, dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Una carta interamente riciclabile, 100% fibra naturale proveniente dalle foreste europee a gestione sostenibile. Non ci sono spigoli per questa “seconda pelle” grazie a un preciso taglio netto processato da un getto d’acqua ad alta pressione brevettato per Maison Ruinart.

«Ci tengo a dire - prosegue - che, in passato, il settore del lusso che ci appartiene ha prodotto altri packaging, ma oggi occorre più minimalismo. Proprio questo progetto incarna il pensiero di oggi e, di domani, della Maison Ruinart. Vogliamo evidenziare quanto i cambiamenti climatici stanno velocizzando tutto e la nostra ricerca di sostenibilità continua dalla vigna al vino».

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