Salone del mobile: la carica dei 2.000 espositori e 60 candeline

A festeggiare i sessant’anni della fiera del mobile più famosa del mondo, che dopo due anni di stop torna da martedì a domenica a riempire venti padiglioni della fiera di Rho, non ci saranno solo i marchi storici del design italiano – fra cui i dodici ambasciatori della creatività made in Italy che dal 1961 hanno partecipato a tutte le edizioni – ma anche qualche new entry che per la prima volta varcherà il tempio internazionale del design per mostrare al mondo le novità in materia di arredamento, dimostrando così quanto sia ancora trainante l’evento milanese nonostante due edizioni saltate.

Alcuni nuovi marchi avevano debuttato a settembre, nei giorni del Supersalone sperimentale, altri invece esordiscono in questi giorni come Limonta che presenta Multipli, la carta da parati firmata da Piero Lissoni.

D’altronde il settore del legno e arredo ha retto molto bene l’impatto con la pandemia e, nonostante le difficoltà ancora all’orizzonte date dalla guerra e dal rincaro dei prezzi, sembra solido abbastanza per affrontare il futuro, seppur incerto.

Complici le quarantene e la diffusione capillare dello smart working, che hanno spinto molti italiani a rimettere mano agli spazi casalinghi, la filiera dell’arredo ha cominciato l’anno con un trimestre scoppiettante (i dati di FederlegnoArredo parlano di un aumento delle vendite del 24,5 per cento, con un più 21 per cento di esportazioni) e chiuso un 2021 al di sopra delle aspettative, con un fatturato complessivo che ha superato i 49 miliardi di euro, di cui 18 destinati all’export, oltre 290 mila addetti e 70 mila imprese attive.

Non stupisce allora l’alta adesione al Salone del Mobile che il 7 giugno ha aperto i battenti con 2.173 espositori, di cui il 27 per cento proveniente dall’estero.

Numeri da pre pandemia, che fanno ben sperare gli addetti ai lavori in una buona affluenza di pubblico anche quest’anno (l’ultima fiera, quella del 2019, si è chiusa con 380 mila visitatori, nel 2018 con le stesse biennali di quest’anno, le presenze furono 430 mila).

“Sarà un Salone di transizione che non possiamo e non vogliamo paragonare con quelli del passato. Ci saranno pochi russi e cinesi, e molte delegazioni arriveranno ridotte rispetto al solito – spiega la presidente Maria Porro – : per questo i numeri del 2019 e del 2018 non sono un obiettivo.

Quest’anno puntiamo sulla qualità e sulla dimensione internazionale dell’evento e per ora i dati di prevendita dei biglietti sono molto positivi: i coreani sono entrati nella top ten dei ticket più venduti e questo ci ha sorpreso positivamente. Abbiamo buoni numeri anche dagli Stati Uniti e la conferma degli europei: in un anno così difficile non era scontato”.

Visto il fermento che si registra in città da giorni la ripartenza dell’evento clou del calendario milanese si preannuncia un successo.

La festa comincia oggi, con un concerto (a inviti) al Teatro alla Scala organizzato dal Salone del Mobile per celebrare i sessant’anni della manifestazione.

Poi martedì apre la fiera, accessibile ai non addetti ai lavori solo nel fine settimana (9.30-18.30, biglietto 30-35 euro).

Si torna al formato tradizionale a stand, con 20 padiglioni occupati, le biennali del bagno e della cucina, la sezione Ftk Tecnology for the kitchen e il Salone Satellite che ospita la creatività di 600 giovani under 35 a cui è stato assegnato il tema “Progettare per il nostro domani. Sostenibilità”.

Aperto al pubblico da martedì a domenica (a ingresso libero), il Satellite quest’anno sarà ospitato nei primi due padiglioni della fiera di Rho (1 e 3), mentre al padiglione 15 sarà allestita l’installazione “Design for nature” firmata dall’architetto Mario Cucinella dedicato alla sostenibilità e ai nuovi materiali. Qui si terrà il programma di talk a tema a cura di Maria Cristina Didero, Beatrice Leanza e Chiara Alessi, con ospiti italiani e stranieri: un’eredità del Supersalone insieme alle food court di Identità Golose.

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