San Siro: uno stadio per due nuovi meravigliosi progetti

Set 29th, 2019 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B


Un nuovo stadio per Milano e i milanesi. I tifosi certamente, ma anche le famiglie, chi abita o transita in città. E un quartiere, San Siro, che da ‘non luogo’, quale è ora, tornerà ad essere vivo trecentosessantacinque giorni l’anno, e non soltanto in occasione delle partite di calcio. Il suo rilancio parte proprio da qui, dalla decisione dei due club di Milano di deporre l’ascia di guerra (calcistica, ovviamente) di fare fronte comune e regalare alla città uno spazio unico, moderno, in linea con gli impianti sportivi più all’avanguardia. Anzi, oltre.

I progetti finalisti della gara indetta da Milan e da Inter sono firmati dagli studi di architettura Manica – Sportium e da Populous. A presentarli nell’Aula Magna del Politecnico Bovisa sono stati i vertici delle due squadre: il presidente rossonero Paolo Scaroni e l’amministratore delegato dell’Inter Alessandro Antonello.

Il rettore Ferruccio Resta, che ha fatto gli onori di casa, ha annunciato che l’Ateneo sarà “advisor del masterplan”. Inizia così “il percorso di condivisione con i cittadini e con l’amministrazione comunale, perché verranno presentati i progetti”, ha annunciato Scaroni, spiegando anche che “il Meazza così com’è non è più adeguato a due grandi squadre che hanno l’ambizione di giocare un ruolo da primi attori. Il Meazza non va bene. Punto”, ha chiosato, facendo anche notare che “per Milano è un’occasione da cogliere, è l’opportunità di trasformare una zona che oggi è un non-luogo, una specie di deserto, in qualcosa che vive tutto l’anno”.

L’investimento complessivo è di 1,23 miliardi di euro (564 milioni per la costruzione del nuovo stadio, 427 per il distretto commerciale che sorgerà nei pressi dell’impianto) per “uno stadio modernissimo e un nuovo distretto multifunzionale con spazi verdi, un miglior impatto visivo (lo stadio sarà alto 30 metri anziché gli attuali 68) e un impatto acustico assolutamente inferiore rispetto a oggi (-60%)”, ha spiegato Scaroni. Il nuovo stadio dovrebbe generare ricavi per 124 milioni di euro all’anno: 69 milioni arriveranno dallo stadio, 55 dal distretto commerciale, il tutto escluse le partite. I “naming rights” (ovvero i ricavi derivanti dalla sponsorizzazione dello Stadio) dovrebbero valere circa 14 milioni. Ma non solo: Inter e Milan prevedono 16 milioni di incassi dal museo dello stadio, mentre tutto il nuovo distretto urbano dovrebbe portare ulteriori entrate economiche per un totale di 24,5 milioni.

“Ci siamo immersi nella città di Milano, capitale economica e finanziaria, certamente. Ma che ha anche dimostrato di essere in grado di attrarre turisti, che vive di moda e design, pur nel rispetto della tradizione. Santa Giulia, Porta Nuova e CityLife hanno portato un cambiamento radicale della struttura della città nel proprio rispetto della tradizione” ha sottolineato Antonello, assicurando che così intendono fare Inter e Milan. Restituire uno spazio green, vivibile e resiliente. “Un progetto – ha chiarito il numero uno dell’Inter – per le future generazioni”. Che creerà anche lavoro: lo studio di fattibilità prevede circa 3.500 posti in più generati dal nuovo distretto e dai nuovi servizi, al netto del cantiere.

Ora, in attesa del pronunciamento definitivo di Palazzo Marino, i club continuano il lavoro di selezione dello studio di architettura cui sarà affidato il progetto definitivo. Attualmente, l’iter ha portato all’individuazione di due soluzioni possibili: il progetto “Gli anelli di Milano“, presentato dagli studi di architettura Manica – Sportium, che si caratterizza visivamente per la presenza di due grandi anelli, opposti e in equilibrio che si intersecano come fossero sospesi. Quando giocherà in casa il Milan, le facciate saranno colorate di rosso; di blu invece quando in campo ci sarà l’Inter.
Il progetto manterrà il vecchio campo sul tetto del centro commerciale rendendolo utilizzabile al pubblico, mentre la facciata del nuovo stadio sarà composta da 16mila tessere di 1 metro quadrato l’una ritraenti i volti di tifosi.

Dello studio Populous il secondo progetto selezionato, che trae ispirazione da due motivi iconici della città: il Duomo di Milano con le sue guglie e la Galleria Vittorio Emanuele. Non a caso è stato battezzato “La cattedrale”.

A caratterizzarlo un impatto visivo di grande leggerezza, la presenza di una vera e propria galleria dove troveranno spazio bar e ristoranti. Anche in questo progetto, come nel primo, spazi verdi e fruibili da tutti. E se il progetto di Manica – Sportium prevede il recupero dello storico campo in erba di San Siro, quello di Populous introduce la presenza di un Museo proprio dove ora sorge il campo da gioco. Attenzione anche alla sostenibilità, con la presenza di tetti fotovoltaici, sistemi di recupero delle acque piovane per l’irrigazione e sistemi di ventilazione. Anche per “La Cattedrale” i colori cambieranno a seconda che in casa giochi l’Inter oppure il Milan, inoltre sarà ripresa e resa visibile l’iconografia delle rispettive squadre. Tutte le sedute saranno posizionate ancora più vicino al campo.

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