Saverio Addante, Confindustria Intellect: “Il piano del Governo? Bene le intenzioni. Ma i punti deboli sono gli ostacoli burocratici e la reale facilità di accesso ai finanziamenti e al credito”

Giu 24th, 2020 | Di Redazione | Categoria: Interviste


Il piano del governo Conte contribuirà ad aiutare anche le imprese del comparto della ricerca, pubbliche relazioni, consulenza e comunicazione, ma c’è un problema di fondo che rimane da affrontare e non può essere eluso. E’ questo quello che sostiene, da una prima lettura del provvedimento, Saverio Addante, Presidente di Confindustria Intellect, la Federazione Confindustriale che vede tra i soci fondatori le 4 associazioni di categoria ASSOREL, ASSOCONSULT, ASSIRM e UNA.

“Siamo soddisfatti delle garanzie che il Governo ha stanziato per le aziende con fatturati ridotti. Oggi se sei titolare di una piccola impresa puoi recarti in banca e comunicare la sospensione di mutui, finanziamenti e leasing fino a settembre e puoi anche chiedere 25mila euro che, per una piccola realtà, rappresentano una cifra significativa” commenta Saverio Addante “Ma i 200 miliardi di garanzie movimentate attraverso SACE e CDP per adesso appaiono allocabili soltanto alle aziende sotto i 3,2 milioni di fatturato.

L’eccessivo lasso di tempo trascorso dalla conferenza stampa all’uscita ufficiale del provvedimento non ci ha consentito di valutarne nel dettaglio la portata e le meccaniche di funzionamento, in ogni caso temo che la liquidità non sarà immediata dato che serve un’autorizzazione della UE per le garanzie SACE e, in ogni caso, dovrà seguirne una istruttoria delle Banche. Tutto questo richiede tempo. E il tempo in questo frangente è un bene prezioso”.

Si tratta dunque di un provvedimento complesso che non agevola i richiedenti. “La realtà” continua infatti Addante “è che in una situazione drammatica come quella che stiamo vivendo, dovremmo disporre di una liquidità ampia ed estesa per tutti i soggetti economici. Di una visione e di un intervento come quelli prospettati da Mario Draghi.

Che si proceda, cioè, nella logica dell’Helicopter Money, con l’erogazione veloce, robusta e semplice di denaro per tutto il tempo che serve, perché distruggere le imprese e poi farle rinascere è molto più costoso che manutenerle e preservarle. Certo è eccellente il ‘posizionamento’ di base del governo, l’idea di andare in aiuto delle più piccole imprese, che anche nel settore della comunicazione sono numerose e rappresentano una trama molto vitale ed essenziale del sistema. Ma i punti deboli dell’azione per adesso sono la messa a terra, gli ostacoli burocratici e la reale facilità di accesso ai finanziamenti e al credito”.

Se in discussione c’è il respiro complessivo del provvedimento, è necessario un ulteriore step: “Ci aspettiamo ora che il Governo pensi anche alle aziende di dimensioni medie, con dei plafond a se stanti, dato che per aziende ritenute strategiche, ovvero “i big” del Sistema Paese, immaginiamo che gli interventi saranno strutturati ad hoc, in considerazione di elementi quali l’importanza strategica per l’economia del paese, il contributo diretto in termini di tasse etc”.

“Sarebbe stata cosa gradita”, conclude Addante “se il Governo avesse esonerato le aziende in comprovata e contingente difficoltà dal pagamento delle tasse del 2019. Ma è evidente che per il Governo la coperta è oramai corta. I fondi che il Governo si aspetta dalla trattativa con l’Europa sono essenziali.

Il nostro destino è legato a quello di tutte le altre imprese europee e internazionali e resto basito di fronte agli atteggiamenti ostativi e oserei dire miopi, degli Olandesi e dei Tedeschi. Tutto deve ripartire, in qualunque stato europeo perché è evidente che tutto è collegato”. Ora più che mai, secondo Addante, “manteniamo le distanze, ma diamoci una mano”. Un buon viatico per il futuro? “Questa emergenza ha fatto emergere un dato di fatto incontrovertibile: la consulenza, la relazione, la ricerca, i media e i comunicatori sono, e saranno sempre di più, essenziali per fare ripartire l’economia, bene e prima”.

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